Aams scommesse in Italia 2026: 52 concessioni, un solo elenco da controllare

Updated Novembre 2026
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Un concessionario ADM non si sceglie dalla pubblicità. Si sceglie da un elenco pubblico, letto riga per riga, e da un numero di concessione scritto in fondo ai termini del conto di gioco. Tutto il resto — la grafica, il claim, la quota messa in vetrina — viene dopo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, con i titoli dei concessionari verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulle condizioni di conto pubblicate dagli operatori.

La regola che tiene insieme il mercato italiano sta in una riga: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM, e l’ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul proprio sito. Chi cerca «AAMS» o «AAMS scommesse» arriva a un’etichetta che l’Agenzia non usa più, perché il regolatore si chiama oggi ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ed è la stessa amministrazione che il mercato continua a chiamare «AAMS (ex AAMS)». Cambia il nome sull’intestazione, non cambia la sostanza: quel numero a cinque cifre nei termini del bookmaker è l’unica cosa che distingue un operatore sotto vigilanza italiana da un sito che punta su un dominio estero e conta sul fatto che nessuno guardi.

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La concessione si assegna per sito, non per azienda. È il dettaglio che quasi tutti saltano: una stessa società può gestire più domini — Eurobet Italia S.r.l. tiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e ogni dominio è un’autorizzazione a sé. Quando un operatore scrive «concessionaria per il gioco a distanza» senza numero, non ha detto nulla di verificabile.

Il meccanismo: come nasce un concessionario in Italia

Prima di confrontare offerte conviene capire da dove arriva quel numero. La licenza italiana non è una licenza: è una concessione, cioè un titolo assegnato per gara pubblica. Chi la ottiene non l’ha comprata al banco, l’ha vinta in un bando con requisiti precisi.

La cornice è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sei famiglie di prodotto, tenute insieme da un titolo solo.

L’art. 6, comma 3 fissa la durata: i vincitori del bando possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Il comma 5 entra nei requisiti e chiede una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce nel bando. L’art. 4, comma 3 e l’art. 5, comma 3 chiudono la porta alle sorprese: le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata del titolo.

Ecco la conseguenza pratica, quella che si vede solo col tempo. Chi entra oggi firma un contratto di nove anni su regole scritte e non ritoccabili a metà strada. Chi opera dall’estero non firma niente, non ha vincoli di capitale, non ha piani di investimento da rispettare e può cambiare condizioni di conto quando vuole, perché nessuna autorità italiana gli ha chiesto nulla. La differenza non è il bollino in home page: è che da una parte esiste un testo che l’operatore non può riscrivere a proprio favore, dall’altra esiste solo quello che c’è scritto oggi sul sito.

L’elenco ADM e il numero di concessione

Due controlli, cinque minuti, e la questione è chiusa. Il primo è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia. Letto il 25 ottobre 2026, l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Il secondo è la dichiarazione che l’operatore fa nei propri termini: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito italiano.

Quel secondo controllo vale più di quanto sembri, perché il numero di concessione è l’unico dato che l’operatore non può limare senza mentire in un documento contrattuale. Se l’elenco e i termini non combaciano, hai già la risposta.

Normativa e vigilanza: cosa resta fuori dall’elenco

L’elenco autorizza; la vigilanza è un’altra cosa. E la parte più utile per un giocatore è proprio la seconda, perché dice chi risponde di cosa quando qualcosa va storto.

Cosa può stare nel palinsesto e cosa no

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si prende solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

Il meccanismo ha un effetto che sfugge a chi guarda solo la quota. Il catalogo di un operatore italiano non è quello che l’operatore vorrebbe: è quello che gli è stato approvato. Se un mercato non c’è, spesso non è una scelta commerciale ma un’autorizzazione che manca. La scommessa a quota fissa sulle scommesse sportive resta il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma quale marca offra online i concorsi a totalizzatore sportivo non è dato sapere.

Anche gli eventi simulati stanno dentro la cornice: l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — sport, corse di cavalli e altre competizioni riprodotte con animazione o con un evento reale preregistrato — ammesse dentro una concessione per scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno la sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria.

Il live lo offre ogni operatore di dimensioni serie. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono pubbliche, e qui non esiste un elenco di mercati live. Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il bookmaker o il puntatore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marche gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Sui minori esiste un provvedimento di un direttore ADM in materia di scommesse e minori che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Sugli esport, se stiano nel palinsesto, non c’è risposta.

Un tetto di legge in euro sulle puntate sportive non risulta. Vale la pena fermarsi un secondo su questa assenza, perché è la più mal interpretata del mercato: chi cerca un massimale statale non lo trova, e i vincoli reali sono altri due — i limiti che il giocatore si dà da solo e il limite di deposito che sceglie in registrazione. La protezione arriva da una casella che il giocatore compila, non da una norma che lo copre.

Identificazione, conto di gioco e registrazione

Il conto di gioco italiano richiede identificazione piena, e questo ha una conseguenza concreta sui tempi: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Le strade per aprirlo sono due. La registrazione classica con caricamento del documento — Admiralbet chiede fronte e retro in formato .pdf, .jpg o .png — oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino; le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.

L’identificazione piena è anche il motivo per cui un conto italiano e un conto estero non sono la stessa cosa sotto il profilo della responsabilità. Chi entra con SPID entra con un’identità verificata da un’autorità; chi entra su un dominio estero con una mail e un indirizzo inventato non ha verificato nulla, e non ha nemmeno un soggetto italiano a cui chiedere conto se il saldo si blocca.

Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità

Qui il mercato italiano fa una cosa che all’estero non si vede, e conviene capirla bene perché spiega molte assenze. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, art. 9 — il cosiddetto Decreto Dignità, convertito dalla legge 96/2018 — è in vigore: vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni, affissioni e internet. L’ADM lo ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto statale ai bonus e nessun tetto al rigioco risulta, quindi importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. È la ragione per cui in Italia non vedi i caroselli di sponsorizzazioni che accompagnavano le maglie di dieci anni fa: non è un mercato più timido, è un mercato con una norma che spegne il megafono.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Sullo stato del contenzioso: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che hai in mano

Il deposito non è una preferenza. È il primo attrezzo di protezione del conto, e sta in registrazione, non in fondo alle impostazioni.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il limite di deposito che scegli tu

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nel bando non è nota.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: a) autolimitazioni su tempo, spesa e perdita; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati dall’ADM; c) messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

La differenza tra limite proprio e limite imposto è tutta nella direzione del tempo. Un limite abbassato entra in vigore subito, uno alzato aspetta sette giorni. Sette giorni sono esattamente la distanza che serve perché una serata storta non diventi un conto in rosso: la finestra non protegge dal gioco, protegge dall’impulso. Chi apre il conto scegliendo un tetto di comodo e conta di ritoccarlo al rialzo quando vuole, quella finestra se la troverà davanti, ed è bene saperlo prima e non dopo.

RUA e autoesclusione: fino a 270 giorni

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e ha una caratteristica poco compresa: blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Non è il blocco di un conto, è il blocco del nome.

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco di nuovi conti — oppure riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile.

La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e per i residenti in Italia bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 tra i propri strumenti di gioco responsabile, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

La parte da tenere a mente è dove il RUA finisce. Un sito senza concessione non è collegato al registro: chi si è autoescluso resta perfettamente in grado di aprire un conto lì, e nessuno glielo impedirà. Lo stesso vale per i limiti di deposito imposti dall’ADM nel bando e per i protocolli dell’art. 15, comma 1. Sono tutele legate alla concessione, e viaggiano con essa. Chi apre anche un solo conto fuori dall’elenco esce da quel perimetro con le proprie gambe.

Fondamenti di gioco responsabile: il dovere di informazione

C’è un obbligo che pochi conoscono e che dice molto su come è costruito il sistema italiano. L’art. 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Non è un fondo di beneficenza: è il prezzo che il settore paga per il megafono spento. Un mercato a cui la legge vieta di farsi pubblicità è un mercato in cui l’informazione sul rischio la pagano gli operatori stessi, per una cifra che dipende dal loro giro d’affari e non dalla loro generosità. Chi si chiede perché in Italia si parli di gioco responsabile più che altrove ha qui una parte della risposta.

Il calcolo: quanto costa davvero giocare un euro

Questa è la parte che nessuna offerta mette in vetrina, e vale la pena farla con numeri tondi e dichiarati come esempio.

Prendi un giocatore che decide in registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e lo gioca tutto, una volta, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Non è una quota letta da un bookmaker: è un esempio costruito per far vedere il meccanismo. Su due esiti a 1,90 la quota di restituzione del mercato è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 % di quanto viene puntato, e il margine del bookmaker è la differenza, intorno al 5 %. Su 100 € di puntate settimanali il costo atteso del margine è dunque dell’ordine di 5 € a settimana, qualcosa come 20-22 € al mese, sotto l’assunzione che il giocatore punti ogni settimana l’intero limite che si è dato e sempre su un mercato con quel margine.

Il numero va letto per quello che è: una stima media su molte giocate, non il risultato di una settimana. La banda conta più della cifra secca. Su un mercato più caro — un margine del 7 % o dell’8 % — gli stessi 100 € lasciano sul tavolo 7 o 8 € a settimana; su un mercato più efficiente, con un margine intorno al 3 %, il pedaggio scende a 3 €. Nessuno di questi scenari dice se quella settimana si vince o si perde: dice quanto costa, in media, il biglietto per giocare. Chi non ha mai fatto il conto lo trova più alto di quanto immaginasse, ed è esattamente il motivo per cui il conto non si fa.

Il limite di deposito funziona, in questa lettura, come un tetto alla spesa, non come un tetto alla perdita possibile. Se lo giochi tutto ogni settimana, il margine ti costa quella quota di turnover con regolarità noiosa. È il pedaggio che non puoi evitare; il resto è volatilità.

La classifica: dieci concessionari a confronto

Brand Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore sul soggetto della chiave
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto gioco anche con Touch ID e piazzamento delle scommesse da mobile
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048; conto con documento o SPID di livello 2
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50: bonus pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 €
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio a tennis, basket, F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica

I numeri non si susseguono per caso, e scorrerli in ordine dice qualcosa sull’età della concessione: i codici bassi sono quelli dei concessionari storici, i codici alti arrivano dalle tornate più recenti. Nella tabella l’ordine è quello del confronto, non quello cronologico, ma il codice resta l’unico dato che l’operatore non può ammorbidire con una formula.

Una nota sui concessionari, che è la riga più informativa delle dieci. Il titolare della concessione quasi mai è il marchio: bwin appartiene a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi guarda il logo vede una cosa, chi guarda il contratto ne vede un’altra. E le due società con due marchi a testa — Eurobet e Azzurri — mostrano che il bando non è una gara tra insegne ma tra strutture societarie.

L’elenco non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari, e una marca che non compare qui non è per questo abusiva. Un’ultima cautela, perché è il punto che regge tutto il resto: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco dimostra la concessione, non l’offerta di scommesse sportive. Quella la mostra il sito dell’operatore, sezione palinsesto. E un posto in una classifica non è una concessione: nessuno dei dieci nomi qui sopra è raccomandato da questa pagina, e nessuno acquista un diritto per esserci.

Sisal: il conto che si apre con un dito

Sisal porta il codice ADM n. 16020 ed è titolare Sisal Italia S.p.a., uno dei nomi più vecchi del gioco italiano, con una rete di punti vendita che il giocatore online spesso non vede. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

Il dato interessante non è l’impronta digitale ma cosa implica. Un conto che si apre con un gesto biometrico è un conto a cui si accede in tre secondi, dal telefono, in coda alla posta o durante l’intervallo di una partita. La comodità non è un difetto: è una variabile con un costo, e il costo si chiama frequenza di gioco. Chi gioca da una scrivania gioca meno di chi gioca dal divano, e il limite di deposito è l’unico freno che quella frequenza incontra.

Su questo campo il verdetto è semplice: la piattaforma è matura, l’accesso rapido è una virtù tecnica e un rischio comportamentale nello stesso movimento. Chi ha già un rapporto tranquillo con la spesa settimanale se la gode; chi non lo ha farebbe bene a fissare il limite in registrazione e non toccarlo più.

SNAI: la schedina completa e il Cash Out

SNAI opera con il codice ADM n. 16032 ed è titolare Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out è la voce che merita attenzione, perché è l’unica funzione del listino che cambia la natura di una scommessa: la chiude. Una multipla a quattro gambe che sta vincendo diventa incassabile prima del fischio finale, al prezzo che la piattaforma propone in quel momento. Il prezzo lo fa lei, e incorpora il margine, com’è ovvio: nessuno compra un rischio per regalarlo.

Qui il punto non è la ricchezza del palinsesto ma la disciplina che serve per non usare il Cash Out a casaccio. Chi lo preme a ogni oscillazione paga il margine due volte sulla stessa schedina. Chi lo tiene per le situazioni che cambiano davvero — un infortunio, un’espulsione, una notizia — ha uno strumento in più e non un vizio in più.

AdmiralBet: la concessione scritta nei termini

AdmiralBet è il caso più utile della lista, perché è l’unico operatore del confronto su cui ci sono dettagli sul tema di questa pagina. Il titolare è Admiral Bet S.r.l., codice ADM n. 16048, e nei propri termini l’operatore scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM.

Sull’apertura del conto la strada è doppia: registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In registrazione la piattaforma chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e qui il dettaglio da leggere è quello dei tempi: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’autoesclusione, le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi è registrato nel RUA non può fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma può prelevare il saldo prelevabile.

Il dettaglio migliore, però, è un altro, ed è quasi invisibile: il blocco non è il blocco del conto AdmiralBet, è il blocco del conto su tutte le piattaforme autorizzate, perché l’autoesclusione registrata dal concessionario finisce nel registro unico. Il difetto è che nessuno te lo urla in faccia durante la registrazione, quando serve. E la finestra dei 7 giorni per alzare un limite è la stessa asimmetria che rende lo strumento utile: si stringe quando vuoi, si allarga quando ci hai ripensato per una settimana intera.

StarCasinò: il marchio che parte dal casinò

StarCasinò ha codice ADM n. 16026 e fa capo ad Azzurri Limited, la stessa società che controlla Betsson.it — un dettaglio che dice come si sta strutturando il mercato italiano dopo il bando. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La forma dell’offerta è chiara dal nome, e conviene dirlo senza girarci intorno: qui il bookmaker arriva dopo il casinò, non prima. Per il giocatore di scommesse questo significa un conto aperto su una piattaforma il cui centro di gravità è un’altra cosa. Non è un difetto tecnico — il palinsesto sportivo c’è — ma una questione di attenzione del prodotto: chi vuole una schedina sportiva e nient’altro troverà la sezione, chi entra per altro la troverà in mezzo.

Il lettore a cui questa piattaforma resta utile è quello che alterna: un conto solo, due prodotti, una concessione. Chi separa le due cose per disciplina personale ha qui la ragione in più per aprire altrove, e non è una ragione sbagliata.

Betsson: due marchi, una società, un solo registro

Betsson porta il codice ADM n. 16027, sempre Azzurri Limited, e la coincidenza con StarCasinò è il fatto più interessante della sua scheda. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La copertura dichiarata è la più ampia del confronto, e i mercati elencati sono quelli di un bookmaker generalista costruito per il volume: due esiti, goal o no goal, marcatori, combinazioni. Il che va bene finché la schedina resta semplice.

Il punto che vale la pena portare a casa è societario, non sportivo. Due marchi diversi sullo stesso elenco, con due numeri di concessione diversi, significa che i controlli e i requisiti ricadono su una sola struttura. A un giocatore che si autoesclude cambia poco, perché il RUA vale su entrambi. A chi valuta la solidità di un operatore cambia molto: la scelta tra due insegne può essere la scelta tra due vestiti della stessa azienda.

Lottomatica: quote in tempo reale e streaming

Lottomatica ha codice ADM n. 16010 ed è gestita da Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy — un’altra delle società che nel bando hanno tenuto insieme più di un dominio. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming integrato è la funzione che cambia il modo di giocare più di quanto sembri, perché colma il divario informativo tra chi guarda la partita in televisione, con qualche secondo di ritardo, e chi la guarda sulla piattaforma su cui sta puntando. Sul live quel ritardo è denaro.

Il risvolto è meno gradevole: lo streaming è anche la funzione che tiene il giocatore dentro l’app invece che davanti alla partita, e un conto aperto su un evento che si guarda dallo stesso schermo su cui si punta ha una frequenza di decisione molto più alta. La copertura è da operatore nazionale, la comodità è reale, e la sorveglianza su se stessi deve essere della stessa qualità.

Betfair: l’exchange e le sue regole

Betfair Italia S.r.l. opera con il codice ADM n. 16028. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La scheda di Betfair va letta con un occhio diverso dalle altre, perché il gruppo è descritto come il primo operatore sull’exchange in Italia, con tanto di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano riportate nella sua documentazione: puntata minima a favore di 200 centesimi, in passi da 50. E poi c’è il particolare che cambia il confronto con ogni altro bookmaker del tavolo: su quella parte del prodotto il giocatore può stare dalla parte della banca, e la stampa di settore riferisce che sulle vincite non grava nulla sul giocatore, perché il prelievo cade sul concessionario.

È l’unico modello di prezzo in cui il margine non è incorporato nella quota, ma pagato come commissione su una parte diversa del rapporto. Questo rende il confronto con un bookmaker tradizionale un confronto tra due cose diverse: da una parte paghi il margine sempre, anche quando non vinci; dall’altra paghi quando vinci, e il resto del tempo il mercato è quello degli altri giocatori. Quali marche gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta, e Betfair resta il nome da controllare per primo se quella forma di scommessa interessa.

NetWin: il bonus che non è un bonus

NetWin ha codice ADM n. 16035 ed è titolare Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

È l’unica scheda del confronto in cui c’è un’offerta di benvenuto da leggere nel dettaglio, e il dettaglio che conta è il tipo: un bonus in denaro, non un freebet. La distinzione non è da commercialisti. Su un freebet la puntata non viene restituita con la vincita; su un bonus reale accreditato come credito la partita si gioca su come e quando quel credito diventa prelevabile. E qui entra in scena un dato che vale per tutto il mercato italiano: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

Quel tetto di 100 € per scommessa è la ragione per cui i bonus italiani sembrano tutti piccoli. Non lo sono per timidezza degli operatori: lo sono perché la macchina ha un massimo per singola giocata. Chi arriva da un mercato senza quel vincolo e trova «solo» 50 € di benvenuto ha qui la spiegazione, e anche il motivo per cui leggere il requisito di giocata prima di versare resta la mossa che separa un bonus da una promessa.

bet365: il partner globale e il tetto per scommessa

bet365 opera con il codice ADM n. 16030, titolare Hillside (New Media Malta) Plc. La piattaforma si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Il contrasto tra il nome e la concessione è la cosa da notare: un operatore che costruisce la propria immagine intorno a una partnership globale con la massima competizione europea di club serve i giocatori italiani sotto un titolo ADM, su un sito italiano, con i vincoli italiani. Il marchio viaggia, la concessione no. Ed è un bene per chi gioca qui, perché significa che il conto che si apre sotto quel logo ha, sotto, il registro degli autoesclusi e la vigilanza dell’Agenzia.

Anche il soggetto societario merita una riga: una società con sede a Malta che opera in Italia su concessione dimostra che il sistema non chiede di essere italiani, chiede di essere autorizzati. La sponsorizzazione è globale, la protezione è nazionale.

Eurobet: dal calcio agli scacchi alle elezioni

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene il codice ADM n. 16012 e, come visto nella tabella, gestisce più domini sotto il proprio titolo. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

La larghezza del palinsesto è la notizia, ma non quella sportiva. Un listino che arriva agli scacchi, ai reality e alle elezioni racconta un modello preciso: l’operatore vuole che il giocatore trovi sempre qualcosa da giocare, e la varietà è la funzione, non l’effetto collaterale. Chi ha il controllo del proprio volume settimanale trova in quel catalogo una ragione in più per restare su un conto solo; chi non lo ha trova una ragione in più per fissare un limite.

Sul piano societario Eurobet è anche la conferma della regola vista all’inizio: la concessione è per sito, e una società può coprirne tre. La solidità di un marchio, in questo mercato, va letta dall’elenco, non dal logo.

Il conto che si paga fuori dall’elenco

Chi gioca su un sito senza concessione non sta facendo una scelta di gusto: sta uscendo da un perimetro, e il perimetro ha un bordo visibile. Il primo è tecnico. L’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le renda pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e l’ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

C’è poi il bordo legale, ed è quello che nessuno mette in prima pagina. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la richiama nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e lo stesso comunicato aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano.

Il terzo bordo è quello che si sente nel portafoglio, ed è il più silenzioso: nessun registro degli autoesclusi, nessuna vigilanza ADM, nessun protocollo sui limiti, nessuna sede legale italiana a cui rivolgersi quando il saldo non arriva. Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il RUA, la supervisione dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza titolo non porta niente di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, e quelle licenze in Italia non valgono nulla. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026: sono il punto di partenza più comodo per farsi un’idea di cosa significhi essere fuori, non un elenco di chi è pericoloso.

Le vincite e l’imposta unica

La fiscalità italiana è costruita in modo da non arrivare mai sul conto del giocatore, e vale la pena spiegare perché.

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite (stampa di settore). Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — la formula della stampa è «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione da chiarire la porta a un commercialista.

Il quadro cambia del tutto per le vincite da siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi», ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito e senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va intesa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Il punto da portare via è che il fisco segue la concessione. Dentro il perimetro la partita è già chiusa tra operatore e Stato; fuori dal perimetro l’onere si sposta sul giocatore, che diventa il soggetto a cui l’amministrazione chiede conto di una somma arrivata dall’estero senza alcuna ritenuta. È l’unico caso in cui il gioco «a rischio zero» si trasforma in una voce da mettere nel modello.

Ricariche, pagamenti e il conto al tabaccaio

I soldi che entrano in un conto di gioco italiano hanno una porta in più rispetto al resto d’Europa, e vale la pena conoscerla perché semplifica molto la vita a chi vuole imporsi un tetto.

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — e le ricariche avvengono solo su richiesta del titolare del conto, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Un punto vendita ricariche non può pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Il vantaggio sta in quella soglia. Un conto ricaricabile al tabaccaio in contanti ha un tetto settimanale di 100 €, fissato per legge, che si somma al limite di deposito scelto dal giocatore: è l’unico caso in cui il sistema mette un freno al deposito senza che il giocatore debba fare nulla. Chi vuole una barriera strutturale ha qui uno strumento che non dipende dalla propria forza di volontà.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepaid, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta e non risulta uno statuto che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede poi un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.

Il punto operativo è meno banale di come suona: il prelievo è la parte del conto che nessuna offerta sponsorizza, ed è anche quella che si prova per prima quando qualcosa non funziona. Il saldo prelevabile resta tale anche durante l’autoesclusione, ed è una delle poche cose che il sistema italiano protegge in modo esplicito.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, dove ogni riga indica un codice e un dominio .it, e lo si confronta con il numero di concessione dichiarato dall’operatore nei termini del conto di gioco. Se i due dati non combaciano, l’autorizzazione non c’è.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione è assegnata per singolo sito, e ogni riga dell’elenco ADM è legata a un dominio .it. Il dominio nazionale è la conseguenza tecnica del titolo: è lì che l’operatore è autorizzato, ed è il sito che l’elenco certifica. Un marchio dello stesso gruppo su un .com è un’altra cosa, senza quella concessione.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Blocca depositi, giocate e apertura di conti presso ogni operatore con concessione ADM e nelle sale fisiche. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o a un concessionario; la durata va fino a 270 giorni o è indeterminata.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono tetti anche su ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato; aumentarlo richiede sette giorni. La cifra del limite fissato dall’ADM nel bando non risulta.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna tutela del perimetro italiano: niente RUA, niente vigilanza ADM, nessun protocollo sui limiti. Il dominio è esposto al blocco DNS, con 11.481 domini oscurati al provvedimento del 2025, e l’ADM dichiara che anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

No, se arrivano da un concessionario ADM: l’imposta unica è a carico dell’operatore, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. Sulle vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate le legge come redditi diversi da dichiarare.

Prodotto dalla redazione di «Coppanazionale».

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