Siti di scommesse esteri 2026: il conto di gioco senza concessione non ha RUA
Alle 21 di una domenica di campionato, il tavolo è apparecchiato: la partita, il telefono, un quote
letto in fretta. La differenza fra un bookmaker con concessione ADM (ex AAMS) e un .com che accetta
italiani senza concessione non emerge lì, in quel momento di entusiasmo, e non emerge nemmeno nel
bonus di benvenuto o nelle quote che si vedono nelle pubblicità sui giornali. Emerge più tardi, due
mesi dopo, quando provi a ritirare, o quando il dominio è «oscurato» e non si apre più. La data di
verifica è 3 Novembre 2026, con i dati di concessione accertati sull’elenco dei concessionari
autorizzati al gioco a distanza di ADM (ex AAMS).

«Sito estero» in Italia non è una categoria giuridica sfumata, come «offshore» o «non regolamentato».
È una definizione binaria: quel bookmaker ha o non ha una concessione rilasciata da ADM, e se non
l’ha, l’offerta è illegale ai sensi dell’ordinamento italiano, indipendentemente dalla licenza che
espone. Questo è il punto di partenza di qualunque confronto serio, non il punto di arrivo. Un
giocatore che cerca «siti di scommesse esteri» di solito cerca un’alternativa: quote migliori, bonus
più alti, mercati che in Italia non si trovano o un limite di deposito che non sente come un
guardiano. È una richiesta legittima, e la risposta onesta non è gridare al lupo, ma spiegare cosa
comporta concretamente la scelta, perché le conseguenze non sono tutte uguali e non arrivano tutte
nello stesso momento.
Indice dei contenuti
- Fondamenti: cos’è un bookmaker estero e perché la concessione cambia tutto
- La normativa che regge l’inibizione dei siti non autorizzati
- Come funziona l’elenco dei siti inibiti e cosa vedete quando un dominio viene oscurato
- Cosa comporta la scelta, in concreto, per chi gioca dall’Italia
- Prevenzione: protezioni che esistono solo dove c’è una concessione
- Cosa significano i limiti di deposito in termini di costi
- Quanto conta il margine quando il prelievo arriva: punta e banca e mercati combinati
- I mercati, i prodotti e il regime fiscale del concessionario
- I pagamenti: ricariche, punti vendita e il canale che si chiude
- Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità
- Responsible gambling: chi paga e chi controlla
- La classifica: come si legge un confronto fra bookmaker esteri e concessionari
- Il bonus, dal punto di vista di chi lo incassa: prima il verificato, poi il deposito
- Operatori con concessione ADM: i dieci profili
- Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
- Cosa fare prima di aprire un conto su un bookmaker estero
Fondamenti: cos’è un bookmaker estero e perché la concessione cambia tutto
Partiamo da cosa significa «estero» in questo contesto. Un bookmaker estero è un operatore con sede
legale e licenza in un’altra giurisdizione che accetta scommesse anche da giocatori italiani senza
disporre di una concessione ADM per il gioco a distanza. Non è «estero» in senso fiscale o
commerciale, è estero rispetto al sistema concessorio: manca l’autorizzazione rilasciata in Italia, e
dunque manca tutto il pacchetto di obblighi che a quella concessione si aggancia. Le licenze più
ricorrenti — Curaçao, Malta, Anjouan — sono valide nel paese che le rilascia. Non hanno alcuno
standing in Italia, e questo è il motivo per cui non valgono come titolo per accogliere giocate
italiane: una licenza maltese non si converte in una concessione, non la sostituisce, non
l’antecipa.

ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» perché il mercato continua a dire
«AAMS» — è l’autorità che rilascia le concessioni per il gioco a distanza e blocca dal 2007 i siti
web privi delle autorizzazioni previste. La sua indicazione è netta: solo i titolari di concessione
possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Non è una raccomandazione di prudenza, è una
regola con un apparato sanzionatorio dietro, che si applica al gestore, al fornitore di connettività,
al prestatore di pagamento e, in una certa misura che spiegheremo, anche al giocatore.
La normativa che regge l’inibizione dei siti non autorizzati
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati non è una prassi amministrativa, ha una base
normativa precisa: l’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare
costantemente l’elenco dei siti inibiti. Se questa frase vi suona tecnica, il punto è semplice: non
basta che il dominio non sia raggiungibile dalla rete aziendale di qualcuno, l’obbligo di
consultazione è continuativo e ricade su un soggetto che ha un contratto con il giocatore, non con il
bookmaker.
Il quadro più ampio è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi
pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni sono
«concessioni» vere e proprie, assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: l’articolo 6, comma 1,
elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione — fra cui, alla
lettera a), le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati
inclusi, e su corse di cavalli. Il comma 3 dello stesso articolo dice che i vincitori della gara
possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico, e
che fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello SEE, un piano di investimenti e
l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (comma 5). Le condizioni della
concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma
3).
Il testo dà anche il vocabolario tecnico che sta dietro alle schermate che vedrete: l’articolo 2,
lettera s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi incluse le corse dei
cavalli e non sportivi, e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM; si
può scommettere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato, e ADM autorizza gli
eventi uno per uno. La lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati», cioè gli sport
simulati al computer mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una
concessione per le scommesse sportive — ed è il motivo per cui nei siti dei concessionari esiste una
sezione «Virtuali». La lettera h) e la lettera c) del comma 1 dell’articolo 6 riguardano invece
un’altra cosa: i «giochi di ippica nazionale», le giocate di tipo totalizzatore (vincente,
accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Le corse dei cavalli e
l’ippica nazionale sono due prodotti diversi nella legge, non due nomi della stessa cosa, e per
questo non si può dedurre dal fatto che un bookmaker accetti scommesse sulle corse che gestisca
anche i totalizzatori dell’ippica nazionale.
Infine le dimensioni del mercato attuale, perché danno la misura di cosa significhi «siti esteri»
oggi. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7
milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei
concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe,
codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può detenerne più di una: Eurobet
Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un caso che vale la pena tenere a
mente: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe alla data del 25 ottobre 2026.
Come funziona l’elenco dei siti inibiti e cosa vedete quando un dominio viene oscurato
ADM inibisce i domini Internet che offrono o sponsorizzano gioco illegale, reindirizzandoli verso una
pagina con un’avvertenza: la pagina segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni
necessarie per raccogliere giochi in Italia. Formalmente questo è tutto quello che succede. Nella
pratica del giocatore, succede qualcosa di più fastidioso: il segnalibro si rompe, la pagina di
avviso prende il posto del sito, e si comincia a cercare un modo per entrare comunque.
Da aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto
dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di
transizione; l’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026. Il blocco opera a
livello di DNS e alcuni provider restano indietro rispetto agli aggiornamenti, il che spiega perché
nello stesso pomeriggio un amico riesca ad aprire il sito e voi no. Un’ordinanza del 2025 ha portato
il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla
volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati», e
descrive bene un fenomeno a metà: il dominio principale si spegne, la copia con un trattino o un
altro suffisso si accende.
C’è poi un effetto meno visibile, e riguarda chi paga. Fornitori di connettività e prestatori di
servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione
amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, e quella cifra viaggia per
violazione, non per anno. È la ragione per cui le carte e i wallet tendono a chiudersi prima dei
domini: un conto che non si ricarica chiude la partita più efficacemente di un sito che non si apre.
Chi guarda un bookmaker estero dovrebbe inoltre sapere che il parametro «numero di concessione» è
l’unico dato pubblicamente verificabile, e che le licenze che il bookmaker espone non lo sostituiscono
in alcun modo: sono titoli di un altro ordinamento, validi là dove sono rilasciati, privi di qualunque
effetto autorizzatorio in Italia.
Cosa comporta la scelta, in concreto, per chi gioca dall’Italia
Qui arriviamo al punto che le pagine promozionali dei siti esteri non mettono mai in cima alla
pagina. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi
pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. ADM, nel comunicato del 28 febbraio
2024, aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è
sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La norma, quindi, come ADM stesso la legge, non si
ferma al gestore e al pubblicitario: arriva fino a chi mette la puntata. L’importo in euro
dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un singolo giocatore non sono noti, e questa
incognita va detta per quello che è — un’incognita, non un’altr’arma per spaventare.
Vale anche la pena di distinguere i soggetti, perché il rischio si distribuisce in modo diverso.
L’articolo 4, comma 4-bis, della stessa legge 401/1989 copre la raccolta di scommesse in Italia anche
quando le giocate sono accettate all’estero: un operatore che prende scommesse da italiani senza
concessione è esposto su quel fronte. ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione
può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per
le garanzie nelle comunicazioni. E per gli intermediari tecnici c’è la sanzione da 30.000 a 180.000 €
per violazione dell’obbligo di inibizione. In altre parole, la catena intorno al giocatore è
sanzionata prima del giocatore stesso, ma il giocatore non è fuori dal perimetro.
Il secondo esito, quello economico, è più silenzioso. Un conto illegale non è semplicemente un conto.
Se il prelievo non arriva, il giocatore non può rivolgersi a nessuna autorità italiana, perché fuori
da quella giurisdizione non esiste il rapporto che fonda la tutela: nessuna vigilanza, nessun
reclamo, nessun arbitraggio. Se il sito chiude, i soldi restano dove sono. Se il dominio viene
oscurato, sparire è più facile che tornare. È la differenza fra «ho un problema con il mio
bookmaker» e «il mio bookmaker non è più raggiungibile e nessuno può obbligarlo a rispondere».
Prevenzione: protezioni che esistono solo dove c’è una concessione
Un giocatore che si iscrive su un bookmaker estero rinuncia a un apparato di tutele che in Italia non
si vede, perché è incorporato nella procedura e non nei banner. Non è una questione di buona volontà
del brand: è una condizione della concessione, e senza concessione quelle condizioni non esistono.

Gli strumenti obbligatori e il conto di gioco
La disciplina sta nell’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024: i concessionari devono prevedere
strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un
determinato periodo, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo
protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti
di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque
giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono cose che il giocatore dà per scontate finché non passa a
un sito che non le ha.
Come funzionano il RUA e l’autoesclusione
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e funziona come un interruttore
generale, non locale. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco
online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e blocca
anche le sale fisiche. Questo è esattamente il meccanismo che un sito estero non ha: senza
concessione, il sito non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso che si iscrive lì non è
protetto da nulla. Il registro protegge da te stesso su tutto il territorio autorizzato; fuori da
quello, smette di funzionare.
L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di
prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di
esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Le durate concrete, che sono quelle che contano quando si
compila un modulo, sono scritte nelle condizioni dei singoli operatori e valgono per quel
concessionario e per la sua piattaforma: se ne trova un esempio nel paragrafo dedicato ad AdmiralBet
più avanti. Qui basti dire che la durata scelta non è un’impostazione modificabile come le
notifiche: è un vincolo che il concessionario applica e che attraversa tutte le piattaforme
autorizzate.
I limiti di deposito scelti in registrazione e il tempo di attesa per aumentarli
Le condizioni di Admiralbet sono un buon esempio di come funziona in pratica, perché mettono per
iscritto sia la logica sia i tempi di attesa. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un
limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile;
un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria è il
meccanismo di tutela: abbassare è un diritto, alzare è una procedura con una pausa di riflessione
dentro, e sette giorni sono un’eternità quando si è appena persa una multipla.
L’articolo 15, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 41/2024 conferma la logica del limite scelto dal
giocatore: sono limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in
base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM. In altre parole, il
numero che scegli in fase di iscrizione non è solo il tuo: entra in un sistema che ADM ha approvato e
che il concessionario applica. La cifra esatta del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è
nota, e non c’è un tetto statale in euro sulle puntate sportive: gli strumenti che mordono sono
l’autolimitazione del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Il conto verificato, SPID e CIE
Un altro punto in cui il sistema concessorio si sente è l’identificazione. Un «conto di gioco»
richiede identificazione completa; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un
documento e la registrazione con SPID, e alcuni anche con CIE tramite un provider SPID. Se non si
usa SPID, l’account va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.
Trenta giorni sono anche il tempo in cui un conto usato solo per il prelievo resta aperto e inerte,
che è una definizione cortese di «inutile».
Il tema della prova d’identità è uno di quelli in cui la scelta del sito diventa una scelta sul
grado di controllo che il giocatore accetta. Su un concessionario ADM l’identificazione è la norma e
serve anche a proteggere il conto. Su un sito estero la verifica che trovate è quella del sito, non
quella richiesta da un’autorità italiana: può essere rapida, può non esserci, e in nessuno dei due
casi è legata a un obbligo che qualcuno in Italia possa far rispettare.
Cosa significano i limiti di deposito in termini di costi
Questa è la parte che le pagine promozionali non mettono mai in cima, e va letta due volte. Il limite
di deposito viene scelto dal giocatore in fase di registrazione e non è un tetto statale in euro
sulle puntate: è una velocità massima, non un divieto. Chi deposita 100 € a settimana non può
depositarne 300 lunedì mattina perché la partita è quella della vita. Il vincolo è progettato
esattamente per quel lunedì mattina.
Il costo reale del limite non è quindi il numero scelto, ma la sua interazione col gioco. Una
settimana in cui hai deciso che 100 € è il massimo ti consente comunque 100 € di puntate ripetute,
e ogni giro paga il margine del bookmaker. Un esempio: su una settimana in cui metti in gioco 100 €
una sola volta su un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90, il payout di quel mercato è
1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa il 95 %, e il margine del bookmaker è circa il 5 %. Moltiplicato
per il turnover di 100 €, questo dà un costo atteso di clearing intorno ai 5 € nell’ipotesi di una
sola puntata di 100 € a settimana. Il numero da portare via non è il 5, è la proporzione: il
margine si paga su ogni euro movimentato, e 100 € a settimana per un anno sono 5.200 € di turnover
per circa 260 € di costo atteso ai margini di quel mercato. La conclusione da trarre è strettamente
questa: è quanto costa in media giocare quel volume a quel margine, non quanto si vince o si perde
su una singola partita.
Va detto con onestà anche il rovescio: le 1,90 / 1,90 sono un esempio, non una quota di nessun
operatore, e il margine di quel mercato non è il margine di un altro. Il margine su un 1X2 di Serie A
non è quello su un totalizzatore, e il margine sul calcio non è quello sul tennis o sull’ippica. In
un mercato a due esiti con margine intorno al 5 % il bookmaker restituisce ai giocatori circa 95
centesimi per euro giocato; in un mercato più sottile la percentuale scende e il costo per la stessa
puntata sale. È il motivo per cui un offerta con bonus alto ma mercato caro può costare in due
puntate più di quanto abbia regalato.
Quanto conta il margine quando il prelievo arriva: punta e banca e mercati combinati
C’è un punto che i giocatori italiani notano tardi, e riguarda il betting exchange. La legge lo
ammette come gioco separato: l’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024, con la definizione
dell’articolo 2, lettera u), consente il gioco in cui il giocatore può essere scommettitore o
banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. Non è una variante
delle scommesse a quota fissa, è un prodotto distinto.
I mercati, i prodotti e il regime fiscale del concessionario
La tassazione è un argomento da regolatori più che da tifosi, ma determina i prezzi che vedete.
Sull’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, regolata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23
dicembre 1998, n. 504 come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, la stampa di settore
riporta un’aliquota del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a
distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa
sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere passate da un 43 % e un 47 %; le scommesse su
eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una
proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore la conseguenza è più semplice di quanto sembri. Le vincite pagate da un
concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta è
applicata a monte dal concessionario: la somma arriva netta e nulla si dichiara. È una lettura
riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’autorità fiscale, quindi vale
la regola di buon senso: consultare un commercialista, perché la posizione fiscale di ciascuno non è
mai identica a quella dell’esempio.
Sulle vincite ottenute su siti esteri o privi di concessione il discorso cambia, e qui la
giurisprudenza amministrativa è più precisa del marketing. L’Agenzia delle Entrate, con la
risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi
dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero,
tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura
pratica è: nessuna ritenuta operata, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e
l’aliquota IRPEF effettivamente applicata non è nota. Detta come va detta: andrebbero dichiarate come
redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
I pagamenti: ricariche, punti vendita e il canale che si chiude
Il tema dei pagamenti è quello in cui le conseguenze si materializzano più velocemente, e vale la
pena conoscerne il funzionamento anche solo per capire perché certi metodi compaiono su un sito e
non su un altro. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene
un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie) che possono ricaricare il conto online solo
su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato
al concessionario o con contanti fino a 100 € a settimana nel totale. Non possono pagare vincite né
consentire prelievi dal saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
I binari che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM comprendono carte, PostePay e
altre carte prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e
ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); la lista di ciascun operatore sta nelle sue
condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione aperta, e non è nota
alcuna norma che nomini i binari approvati. L’articolo 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato
con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che gestiscono denaro di
gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Qui c’è il vero punto di attrito per chi guarda all’estero. Le carte e i wallet che un giocatore
italiano usa normalmente sono strumenti emessi in Italia, dove esiste l’obbligo di non trattare
pagamenti per operatori senza concessione. E il blocco del pagamento arriva, dal punto di vista del
giocatore, senza preavviso: la ricarica fallisce, la carta viene rifiutata, e il servizio clienti
del sito estero risponde che il problema è della banca. Il deposito è la prima porta che si chiude,
molto prima del dominio.
Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità
Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in
vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta,
relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo,
incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o
radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e
internet». L’enforcement è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno
50.000 € per violazione.
Il seguito è meno lineare di quanto il testo della norma suggerisca. La stampa di settore riferisce
che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con
ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo
fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea
(C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto).
È stata proposta, non approvata, una modifica Forza Italia alla legge di bilancio del 2026 per
togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; l’esito non è stato
trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sul bonus conviene essere chiari, perché è il campo dove circola più fumo. Il «bonus di benvenuto» è
il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non è noto
alcun tetto statale all’importo del bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima
vengono dalle condizioni di ciascun operatore, e vanno letti lì. È la ragione per cui un bonus alto
non dice nulla da solo – dice solo che qualcuno ha deciso di alzare il numero visibile, mentre il
numero che conta è scritto altrove.
Responsible gambling: chi paga e chi controlla
La protezione del giocatore non è un tema separato dal sistema concessorio, è una delle sue funzioni
principali. Il comma 2 dell’articolo 15 del D.Lgs. 41/2024 prevede un obbligo informativo: ogni
concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, al massimo 1.000.000 € all’anno, in campagne
informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una
percentuale piccola, ma è una cifra che il concessionario italiano deve spendere comunque, e non un
budget di marketing riciclato.
L’articolo 3, comma 1, lettera a) del medesimo decreto mette la «tutela dei minori di età» fra i
principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge
italiana fissa l’età a 18 anni. Non è una formalità: su una piattaforma con concessione l’età è un
requisito verificato, e la verifica è la ragione per cui il conto non sempre si apre in cinque
minuti.
Il diritto di gioco non è un obbligo di marketing, e va detto senza giri di parole: se hai un
problema con il gioco, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il canale indicato,
per chi risiede in Italia, fra gli strumenti di gioco responsabile dei concessionari. È l’unico
numero che questa pagina ha motivo di riportare.
La classifica: come si legge un confronto fra bookmaker esteri e concessionari
Il termine «miglior sito scommesse estero» è ambiguo, e vale la pena scioglierlo prima di usarlo. Se
«migliore» significa la quota più alta su un singolo evento, la risposta cambia ogni settimana e non
si può scrivere in un articolo. Se significa l’operatore su cui il giocatore italiano ha i mezzi per
far valere un diritto, la risposta è una sola: un concessionario ADM.
«Valutazione» in questo contesto non può che partire da un criterio di verifica, e il criterio è
l’elenco ADM. ADM tiene due elenchi pubblici, il registro dei concessionari autorizzati al gioco a
distanza e l’elenco dei siti la cui accessibilità è inibita, ed entrambi sono pubblicati sui siti di
ADM e della Guardia di Finanza; l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 assegna ad ADM, con la Guardia di
Finanza e Sogei, la gestione di entrambi. Chi vuole verificare se un bookmaker ha la concessione non
ha bisogno di un articolo: apre l’elenco, cerca il nome o il numero, e trova la risposta. L’elenco ha
52 righe e i codici vanno da 16000 a 16051, quindi la ricerca è breve.
Poi c’è la trappola dell’elenco, ed è bene nominarla. Le concessioni sono per sito, non per società, e
un concessionario può detenere i diritti su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di
tipo casinò, scommesse di scambio e bingo in qualunque combinazione. L’elenco non ha una colonna per
i giochi: un nome presente non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quella
informazione è nel sito e nell’app dell’operatore, non nel registro. È il motivo per cui diversi
brand nell’elenco sono casinò-first con un sportsbook annesso.
C’è infine il criterio che non si vede negli elenchi, e che è il più importante per chi cerca
un’alternativa: la Cassazione e i tribunali che si occupano di bookmaker esteri non offrono una
scorciatoia. La Cassazione, sul bookmaker estero, non produce per il giocatore l’effetto che molti
sperano, cioè un titolo esecutivo contro il gestore per recuperare la vincita non pagata: il rapporto
è fuori dal perimetro della tutela italiana. Se il sito non paga, non c’è un giudice italiano che
possa ordinargli di pagare, e questo vale a prescindere da quanto sia sofisticata l’app. Il criterio
«valutazione», quindi, non può limitarsi alle quote: deve includere la giurisdizione, perché è
quella che determina se una ragione diventa un diritto azionabile. Un confronto che mette in colonna
quote e bonus senza mettere in colonna la giurisdizione descrive metà del problema.
panorami
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | App per le scommesse sportive con Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | In registrazione impone limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili; limite ridotto immediato, aumentato dopo 7 giorni; conto con documento o SPID di livello 2 |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Benvenuto Sport: Bonus Sport da 10 € subito con registrazione SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | App per scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, per nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, Cash Out |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
La colonna dei concessionari è quella che vale la pena guardare per prima, perché è l’unica che il
giocatore può verificare da solo in pochi secondi sull’elenco ADM. Le altre due colonne sono
fotografie, non promesse: sono le condizioni e i palinsesti come gli operatori li descrivono, e
invecchiano. Attenzione a un dettaglio che sfugge: la concessione è per sito, e il concessionario
raramente porta il nome del brand. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è Eurobet, ma Goldbet Better
Organization Italy è Lottomatica, e Azzurri Limited è StarCasinò. Chi cerca la corrispondenza fra
brand e azienda deve leggerlo nelle condizioni del sito, che riportano numero di concessione e
società.
Ho volutamente escluso da questa tabella ogni licenza estera e ogni marchio privo di concessione ADM:
in una tabella di concessionari un brand offshore non ha riga, perché non ha la carta d’identità che
la tabella richiede. Non è una svista, è il criterio.
Il bonus, dal punto di vista di chi lo incassa: prima il verificato, poi il deposito
Le offerte dei dieci concessionari hanno un tratto in comune, e non è il numero. Il tratto è la
sequenza: prima verifichi il conto, poi depositi, poi ricevi. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus
reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato,
con deposito minimo di 20 € e un codice promo da inserire al primo versamento. Il Benvenuto Sport di
William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la
registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Leggete le due offerte una accanto all’altra e il criterio diventa evidente: il metodo di
identificazione cambia il valore che ricevi, non solo il tempo che ci metti. Sull’offerta di William
Hill, SPID vale dieci euro subito; senza SPID sei euro in meno e novantasei ore di attesa, che sono
esattamente il modo in cui un operatore con concessione ti spinge verso il canale più rapido per lui
e più verificato per il sistema. Sprint, non regalo.
Su un sito estero quella sequenza tende a invertirsi: prima deposita, poi vediamo. La differenza non
è solo nel tempo: nel primo caso il conto verificato esiste prima che il denaro si muova, nel secondo
il denaro si muove su un conto che nessuno ha ancora verificato. Il secondo schema è più comodo, e
per questo va guardato con più attenzione.
Operatori con concessione ADM: i dieci profili
Prima di entrare nei singoli, tre precisazioni di lettura. La concessione è per sito e viene da una
gara pubblica, non è una licenza aperta: il numero ADM identifica quel sito, non un marchio
internazionale. I profili che seguono non valutano la qualità della piattaforma nel senso in cui la
valuterebbe una recensione: si limitano a quello che le condizioni e le descrizioni degli operatori
affermano, e a cosa questo comporta per chi gioca. E una nota di completezza: alcune società
nell’elenco gestiscono più marchi, come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e
Gioco Digitale. La concessione è un fatto verificabile; il resto è materiale promozionale.
Lottomatica: app con streaming per scommettere live e concessione ADM n. 16010
Lottomatica è uno dei nomi storici del gioco in Italia, e la sua offerta sportiva lo riflette: l’app
per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e
altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la
partita in diretta. La concessione è la numero 16010, detenuta da Goldbet Better Organization Italy
S.p.a., meglio nota come GBO Italy.
Il punto di forza dichiarato è la copertura, non l’invenzione: serie minori incluse, un palinsesto che
punta sulla quantità di eventi piuttosto che su un mercato esotico specifico. Lo streaming live è il
vero argomento commerciale, perché chi guarda la partita sul telefono tende a giocare più di rado
rispetto a chi apre una schedina e poi aspetta i risultati con altre tre schede aperte. La differenza
fra guardare e giocare, per il bookmaker, è tempo passato sulla piattaforma.
Lottomatica è una scelta ragionevole per chi vuole un bookmaker generalista con un’app curata e non
ha esigenze di nicchia. Chi cerca disperatamente l’alta quota su un mercato secondario di una serie
minore non troverà qui la sua risposta, ma è improbabile che un concessionario ADM la trovi:
l’ampiezza del palinsesto approvato, non la sua profondità, è il terreno in cui Lottomatica gioca
la sua partita. E il marchio non è quello dell’azienda: chi cerca «Goldbet» sull’elenco ADM trova il
concessionario di Lottomatica, non un’altra piattaforma.
AdmiralBet: limiti giornalieri, settimanali e mensili e autoesclusione da 7 a 270 giorni
AdmiralBet è l’operatore su cui questa pagina ha più materiale, ed è anche quello che ha reso
esplicito il funzionamento delle tutele. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per
30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online
autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con
revoca possibile dopo 9 mesi. Il conto di gioco si apre con registrazione classica, caricando fronte
e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che
richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
I limiti scelti in registrazione sono il pezzo che merita attenzione. In registrazione Admiralbet
chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera,
settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Tre
diverse dimensioni del gioco vengono chieste in un unico modulo, e questo rende il numero più
difficile da eludere: chi non si impone un limite di ricarica abbastanza basso deve comunque
convivere con il limite di spesa, e il limite di spesa non si aggira cambiando metodo di pagamento.
Sull’autoesclusione, la durata non è un dettaglio amministrativo. Chi sceglie i 30 giorni di
esclusione non sceglie una pausa simbolica, e chi arriva all’indeterminata si mette in una posizione
da cui per nove mesi non si esce senza un atto deliberato. L’effetto sull’intero sistema delle
piattaforme autorizzate è la parte che un giocatore sottovaluta di più: ti escludi da AdmiralBet e
sei escluso da tutte. Per un giocatore che tende a ricominciare su un altro marchio, questo è
esattamente il meccanismo che serve, e nello stesso tempo è la ragione per cui va scelto con calma.
William Hill: il bonus legato al metodo di identificazione
William Hill è arrivato in Italia con un marchio inglese e una struttura locale, la William Hill
Malta Plc, concessione ADM n. 16044. L’offerta di benvenuto è quella descritta nel paragrafo sul
bonus: Bonus Sport da 10 € subito per chi si registra con SPID, bonus di verifica da 5 € con la
registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Il tratto distintivo non è l’importo, è il modo in cui l’importo è agganciato alla procedura. Un
bonus che dipende dal metodo di identificazione dice all’utente quale percorso l’operatore considera
preferibile, e nel caso di SPID dice anche che i dati arrivano già verificati, senza caricare
documenti e senza 96 ore di attesa per un accredito di cinque euro. Chi ha SPID non ha motivo di
scegliere la strada manuale se non per una questione di abitudine.
Chi non ha SPID si trova davanti a un’offerta più magra, e la cosa interessante è che quel divario
di dieci euro è la misura di quanto la verifica automatica valga per l’operatore. La valutazione è
quindi condizionata alla propria dotazione: con SPID William Hill ha una delle proposte più semplici
del gruppo, senza SPID diventa un’offerta di benvenuto ordinaria con una procedura di documenti da
rispettare entro una scadenza precisa.
StarCasinò: il casinò che porta lo sport sul suo conto di gioco
StarCasinò è uno dei brand casinò-first con uno sportsbook agganciato, un profilo
comune fra i concessionari: la concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited. L’app permette di
scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di
scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il posizionamento è chiaro, e non c’è da girarci intorno: lo sport è un reparto dentro un’offerta più
grande. Per un giocatore che vive il gioco come casinò e ogni tanto mette una puntata sulla partita
del lunedì, questa struttura è coerente e comoda, perché il saldo è unico e la navigazione non
cambia. Per chi scommette tutte le settimane e cerca profondità sui mercati, la parte sportiva è più
stretta che altrove, e la tipologia di scommessa disponibile è quella dell’app, senza il palinsesto
sterminato dei bookmaker puri.
StarCasinò è quindi un caso interessante per la questione di fondo di questa pagina: il fatto che un
sito abbia la concessione non significa che sia una scelta per tutti, e il fatto che l’offerta sia
casinò-first non la rende meno legittima. Un concessionario con sportsbook annesso è una risposta
diversa, non una risposta peggiore.
Planetwin365: oltre 20 tipologie di sport, la leggibilità del palinsesto
Planetwin365 è l’esempio più netto di operatore costruito sul catalogo, e la descrizione dell’app lo
conferma: i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia,
Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e
Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la
n. 16007, di Pwo S.p.a.
La differenza rispetto a un operatore che punta sullo streaming è nel tipo di esperienza: qui l’app
è soprattutto un indice navigabile di campionati e sport, e la profondità su Serie C o Conference
League vale più di una diretta video se quello che cerchi è il mercato che nessun altro copre. Un
ventaglio di più di 20 sport vuol dire anche che le regole specifiche di ogni mercato contano, e che
un giocatore curioso dovrebbe leggere i termini del mercato prima di aprire la schedina: su alcune
discipline la definizione di «esito» è più tecnica che sul calcio.
Chi organizza il gioco per campionati, come molti giocatori italiani, si trova bene in questa
struttura. Chi vuole una singola scommessa ben costruita su un evento singolo e non vuole scorrere
una lista di tornei, troverà l’app più densa di quanto serva. Concessione a parte, è il tipo di
operatore che premia chi sa già cosa cerca.
NetWin: l’offerta Sport-50 col 100 % sul primo deposito
NetWin (concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.) si presenta con un’offerta di benvenuto molto
lineare: l’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata
ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promo da inserire al
primo versamento.
Il termine «bonus reale» merita attenzione, perché nella comunicazione degli operatori significa in
genere che il bonus è accreditato come credito vero e proprio e non come giocata gratuita condizionata.
I due vincoli che contano sono il conto verificato prima del deposito e il minimo di 20 €: chi pensa
di provare con 5 € resta fuori dall’offerta, e chi non ha completato la verifica si trova a doverla
chiudere prima di poter accedere al bonus. La soglia di 20 € è bassa rispetto al tetto di 50 €, il
che rende l’offerta accessibile senza richiedere un versamento consistente per attivarla al massimo.
È un’offerta costruita per portare il nuovo iscritto dentro la piattaforma con un impegno minimo, e
lo fa con un meccanismo più trasparente della media: percentuale, tetto, soglia e requisito di
verifica sono dichiarati tutti in una frase. Chi cerca un bonus con pochi passaggi nascosti parte da
un buon punto, a patto di avere venti euro da mettere e la verifica già fatta.
Betfair: lo scambio, i mercati combo e la Supercombo
Betfair è un nome che in Italia significa una cosa specifica, ed è il betting exchange, il «punta e
banca». La concessione è la n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., ed è il primo exchange del mercato:
l’articolo 6, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 41/2024 ammette il gioco con interazione diretta fra
giocatori, definito alla lettera u) dell’articolo 2, in cui il giocatore può essere scommettitore o
banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti.
Sul versante sportivo tradizionale, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale,
Under/Over, Multigol e mercati combo, oltre alla sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote
maggiorate. La parte exchange ha regole proprie: la documentazione di Betfair è riportata indicare
regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi
in passi da 50 centesimi, e secondo un articolo di stampa del 2024 il giocatore non deve nulla sulle
vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e come
siano le regole di commissione non è noto.
Il punto interessante per il giocatore è che l’exchange sposta il problema del margine. In un mercato
a quota fissa il bookmaker incorpora il margine nella quota; su un exchange il costo è la commissione
sulle vincite, e la quota è quella che un altro giocatore è disposto a offrire. Sono due modi diversi
di pagare lo stesso servizio, e nessuno dei due è gratuito. Chi ha già giocato su un exchange e
conosce la logica del banco si trova a casa; chi cerca un mercato tradizionale con una quota
comoda troverà i mercati combo della sezione classica, con la stessa logica di un bookmaker.
Eurobet: dal calcio agli scacchi, il palinsesto più largo del gruppo
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012, e il marchio vive la sua
dimensione sportiva in un palinsesto dichiaratamente enciclopedico: dall’app risulta un’offerta che
va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi,
fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Il dato interessante è proprio la coda di quel palinsesto. Scacchi ed elezioni non sono mercati per
il giocatore medio, e la loro presenza dice molto su come un concessionario costruisce l’offerta:
serve una varietà di eventi sufficiente a coprire la domanda di nicchia, perché quella domanda, per
quanto piccola, è quella che non trova alternative legali. Chi scommette su uno sport olimpico
minore o su un evento non sportivo ha qui un’opzione che non tutti offrono.
La larghezza ha un costo, e vale la pena nominarlo: più mercati significa più regole specifiche, e
le regole specifiche sono la parte dei termini che nessuno legge fino a quando non serve. Un
operatore con un palinsesto così esteso è anche l’operatore dove la lettura dei termini di mercato
prima della puntata rende di più. Un buon bookmaker per chi ama la varietà e accetta di leggere.
Sisal: oltre mille eventi al giorno, 15.000 live e Cash Out
Sisal (concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a.) è il caso in cui i numeri di palinsesto sono
dichiarati direttamente: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000
eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le
scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal
e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di
chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app consente di accedere al conto gioco anche con
Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il Cash Out è la funzione su cui vale la pena fermarsi, perché è quella che cambia il comportamento
più di tutte le altre. Chiudere una giocata prima della fine trasforma una scommessa in una
decisione continua, e la decisione continua è dove il margine del bookmaker lavora con più
continuità: ogni chiusura anticipata è una quota negoziata, e la quota negoziata non è mai quella
che avresti ottenuto aspettando. Non è un difetto della funzione, è il suo prezzo, e il prezzo è
leggibile solo se sai cosa stai chiudendo.
Sul versante dei mercati di dettaglio, tiri in porta, rigori ed espulsioni sono mercati che premiano
chi segue la partita con attenzione e non chi legge il risultato finale. Sisal è quindi un buon
operatore per chi gioca live e vuole un mercato ampio con streaming incluso, e la combinazione di
diretta e mercati granulari è la sua proposta più riconoscibile.
bet365: il partner globale della Champions League
bet365 (concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc) si presenta come Official Global
Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League,
ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il profilo è quello di un
operatore internazionale con un’offerta ampia che copre sport molto diversi fra loro, dall’ippica
alle freccette.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento,
avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono
Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La presenza di limiti di versamento e di avvisi
sull’attività di gioco accanto all’autoesclusione è la combinazione standard prevista dall’articolo
15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024, e su un concessionario non è una concessione al giocatore, è un
obbligo.
La partnership con la Champions League è più di un logo: bet365 è indicato come primo partner
dell’autorizzazione di ADM per la Setka Cup, aggiunta al palinsesto a settembre 2026. Significa che le
novità di palinsesto arrivano prima da chi collabora con l’autorità, e che chi cerca un evento
appena autorizzato ha buone probabilità di trovarlo qui prima che altrove. La rovescia della
medaglia: la visibilità internazionale del marchio non cambia nulla della giurisdizione italiana, che
resta quella della concessione n. 16030.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Il primo è giuridico: ADM indica che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non
concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Il secondo è economico: fuori dal
sistema concessorio non esiste vigilanza, né reclamo, né giudice italiano che possa far pagare una
vincita. Il terzo è operativo, ed è quello che arriva prima: il dominio può essere inibito e i
pagamenti bloccati.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Basta un elenco pubblico. ADM pubblica il registro dei concessionari autorizzati al gioco a distanza
e l’elenco dei siti inibiti, e il registro ha 52 righe con codici da 16000 a 16051. Il controllo
utile è cercare il numero di concessione e la società nelle condizioni del sito. Attenzione: la
concessione è per sito e l’elenco non indica quali giochi il concessionario possa offrire.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e l’autoesclusione registrata si
estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche,
indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Le durate le fissano le condizioni dei
singoli operatori. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore escluso lì
non è protetto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
Vieta la pubblicità dei giochi e delle scommesse con vincite in denaro, anche indiretta e su
qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive inclusi. AGCOM applica una sanzione del 20 % del
valore della pubblicità e almeno 50.000 €. Il divieto è in vigore e riguarda la pubblicità, non
l’esistenza del bonus di benvenuto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie il limite in registrazione, su base settimanale o mensile, e le condizioni dei
concessionari mostrano un limite ridotto con effetto immediato e sette giorni di attesa per
aumentarlo. Il limite di deposito non è un tetto statale in euro sulle puntate: è il tetto sul denaro
che entra nel conto, e una sua parte finisce comunque nel margine del bookmaker a ogni giro di
giocate.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si
dichiarano, perché l’imposta è applicata a monte dal concessionario. sulle vincite da siti esteri,
l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi
diversi da dichiarare per l’intero importo. In ogni caso conviene consultare un commercialista.
Cosa fare prima di aprire un conto su un bookmaker estero
La sequenza che conta è breve, e conviene eseguirla nell’ordine. Primo passo: verificare il numero di
concessione sull’elenco ADM, cercando il nome del sito e la società indicata nelle condizioni.
Secondo passo: se il numero non c’è, considerare la proposta per quello che è, cioè un’offerta
estera priva di titolo per operare in Italia, con le conseguenze descritte nelle sezioni sulla
normativa e sulle tutele. Terzo passo: se il numero c’è, guardare quali limiti di deposito, di spesa
e di tempo l’operatore chiede in registrazione, perché sono quelli che determinano il costo reale del
gioco.
Vale la pena dedicare un minuto al calcolo che nessuna pagina promozionale mette in primo piano. Il
margine del mercato su cui giochi è il prezzo che paghi per ogni euro movimentato, e il turnover
settimanale moltiplicato per quel margine è il costo atteso del gioco, non il costo del bonus. Su
un’illustrativa 100 € a settimana su un mercato a due esiti con quote 1,90 / 1,90, il payout è
intorno al 95 %, il margine intorno al 5 %, e il costo atteso è di circa 5 € per settimana, con
l’assunzione che l’intero importo sia giocato una sola volta e su quel solo mercato. È un ordine di
grandezza, non una previsione: il gioco vero ha mille variabili, e nessuna di queste la cambia. È solo
la misura di cosa costa portare il proprio denaro in un mercato a margine.
Se il motivo per cui cercate un sito estero è un limite di deposito che vi sembra troppo stretto,
l’alternativa non è aggirarlo, è alzarlo una volta sola dopo sette giorni: le condizioni di
Admiralbet mostrano esattamente questo meccanismo, con il limite ridotto che morde subito e quello
aumentato che aspetta. Se il motivo è una quota più alta, la differenza la fa il margine del mercato
che state giocando, non la visibilità del bookmaker: un operatore che offre 1,95 su un mercato a due
esiti con payout del 97 % batte un operatore internazionale con un palinsesto infinito e un margine
più carico. Se il motivo è un bonus, l’unico numero che conta è il requisito di puntata, e in Italia
il requisito sta scritto nelle condizioni dell’operatore con una libertà che non esiste a livello
statale.
E se il motivo per cui siete qui è che il gioco vi sta sfuggendo di mano, allora la pagina giusta non
è questa. Un conto su un sito estero non ha RUA, non ha autoesclusione, non ha limiti imposti e non
ha nessuno a cui chiedere aiuto. Sui concessionari ADM, il RUA e il Telefono Verde Nazionale Gioco
d’azzardo 800 55 88 22 esistono per questo.
Scritto dal team di «Coppanazionale».