Scommesse sui cavalli 2026: solo un concessionario è un bookmaker cavalli

Updated Novembre 2026
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I dati e i riferimenti normativi di questa guida sono aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni ADM (ex AAMS) sono state verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, letto il 25 ottobre 2026.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km).

Perché sul galoppo si perde più spesso di quanto si creda

La quota che vedi sul cavallo non è un pronostico con i numeri addosso. È un prezzo che qualcun altro ha costruito, e in quella costruzione c’è già dentro il suo guadagno, qualsiasi cosa faccia il cavallo. Prima di parlare di ippica, di palinsesti e di concessioni, conviene smontare un mercato a due esiti con i numeri in mano. È l’unico modo per capire quanto costa davvero ogni biglietto che firmi.

Prendi un mercato fittizio a due esiti, quello che nei mercati di testa a testa si vede quando due candidati si equivalgono quasi, con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo dell’ippica e non è un prezzo che troverai da nessuna parte: serve solo a far girare l’aritmetica. La quota di payout di quel mercato è 1 diviso per la somma di 1/1,90 + 1/1,90, e il risultato si aggira intorno al 95 %. Il margine è quel che resta, cioè circa il 5 %.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger.

Circa, e non esattamente, perché i due numeri dipendono dai decimali della quota. Con 1,90 e 1,90 il payout reale è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) = 0,95, quindi il margine è esattamente il 5 % — 95 + 5 fa 100, e sono lo stesso mercato visto da due lati. Ma se i due esiti non sono simmetrici, se il bookmaker prezza il favorito a 1,85 e l’altro a 2,00, la somma dei reciproci cambia e il margine si sposta. La banda dentro cui vive un mercato ippico italiano ben costruito sta circa tra il 4 % e il 10 %, con il 5 % come caso pulito dell’esempio e le code che si allargano quando il bookmaker ha meno informazione sul campo di partenza. Le corse con molti partenti tendono al limite alto della banda. Non è un errore di calcolo: è il prezzo dell’incertezza.

Perché questo discorso viene prima delle corse e non dopo? Perché il margine è la sola cosa che sai con certezza prima del via. La forma del cavallo, il terreno, il peso in una corsa a handicap, il fantino: tutto è discutibile, e su tutto puoi avere ragione o torto. Il margine no. Il margine è l’unica voce del bilancio che non ha bisogno di essere indovinata, e per questo va letta per prima.

Due correlati seguono da lì, e li terrò presenti in tutta la pagina. Il primo è che un bonus o una promozione non cancella il margine: lo sposta, e solo per il pezzo di puntata che il bonus copre. Il secondo è che la stessa quota, letta su un mercato a due esiti e su un mercato a venti partenti, non dice la stessa cosa. La prima è quasi un pareggio, la seconda è un mercato in cui il bookmaker ha molta più strada da coprire per stare in equilibrio.

Il modello matematico è lo stesso che usava il totalizzatore, con una differenza che conta. Nel totalizzatore la fetta trattenuta la decide il monte puntate, e la sai solo dopo. A quota fissa la fetta è dentro il prezzo e la conosci prima di puntare. Questo è il vero motivo per cui quasi tutto il gioco ippico online italiano è passato alla quota fissa, e per cui le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli sono la voce che sta dentro la lettera a) dell’articolo 6, insieme alle scommesse sportive.

Una nota sulla quota, perché in Italia si scrive con la virgola: 1,85, non 1.85. Se leggi un sito che usa il punto, stai leggendo una pagina non destinata a te, e quasi sempre una pagina non italiana. Piccolo indizio, piccolo segnale.

Perché i pronostici ippici non si costruiscono come quelli sul calcio

Chi arriva dal calcio sui cavalli cerca quello che conosce: le statistiche di squadra, la forma recente, gli scontri diretti. Sul galoppo il materiale è diverso, e il modo di leggerlo è diverso. Non esiste una classifica. Esiste un cavallo, che è un animale con una carriera e non un club con una rosa.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia (una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline).

Le corse in piano si corrono direttamente tra due punti, su pista rettilinea o ovale. In Gran Bretagna e Irlanda le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — si chiamano National Hunt. Questa distinzione è la prima cosa da sapere, perché cambia tutto il resto: la distanza, il ritmo, il tipo di incidente possibile, e perfino il modo in cui si legge un piazzamento.

Le distanze del galoppo in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con una fascia comune fra cinque e dodici furlong, cioè da 1,0 a 2,4 km. Chi punta su una corsa di cinque furlong e chi punta su una di dodici furlong sta facendo due giochi diversi, con due diverse variabili dominanti. Sul corto il peso della partenza e la posizione contano più della tenuta. Sul lungo la tenuta conta più di tutto, e il numero dei partenti cambia il modo in cui si distribuiscono i piazzamenti.

Poi c’è il peso, che nel calcio non esiste. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare, commisurato alle sue capacità. Nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Un handicapper vuole rendere la corsa equilibrata caricando il cavallo migliore. Il risultato, dal punto di vista di chi punta, è che in un handicap la «forma» del cavallo è già dentro il peso che porta, e leggerla come se fosse una forma libera è l’errore classico. In una corsa a condizioni, invece, l’abbuono per età e sesso è la variabile che i bookmaker prezzano con più attenzione, e quella che i punter dilettanti sottovalutano più spesso.

Da qui il consiglio centrale, che non è un pronostico: fissa un tetto di spesa per giornata di corse prima di aprire il palinsesto, e trattalo come il limite di deposito che non tocchi. La ragione è meccanica. Il numero di corse è alto, le distanze brevi e i tempi di attesa lunghi, e un pomeriggio di ippica produce più decisioni di un pomeriggio di Serie A. Con un margine intorno al 5 % per mercato, ogni decisione in più ha un costo atteso, e moltiplicate per venti corse la somma non è più una cifra simbolica.

Il metodo analitico che funziona è noioso: guardare una corsa per volta, confrontare il prezzo con quello che hai ricostruito tu, e saltare tutto ciò che non capisci. Il terreno pesante su un cavallo mai corso in quelle condizioni è una variabile che non hai. L’esordio di un puledro è una variabile che non hai. Il cambio di fantino è una variabile che non hai. Chi punta su tutto non sta facendo analisi.

E poi c’è la trappola delle «scommesse cavalli oggi», la ricerca di un biglietto da fare adesso perché le corse ci sono adesso. L’ippica si corre anche quando tu non hai un’opinione, e il palinsesto non ha un obbligo di convenienza verso di te. Il numero di corse disponibili è un fatto del calendario, non un invito.

La scommessa su due cavalli, uno vincente: il meccanismo e il suo costo

La ricerca italiana insiste su una formula: la scommessa su due cavalli, uno vincente. Vale la pena smontarla, perché è il tipo di struttura che sembra una copertura e spesso è una doppia scommessa con un nome gentile.

Il fondo è questo: sono due scommesse, non una. Ne metti una sulla vittoria e una sul piazzamento, e la puntata si raddoppia. Una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline, e nel mercato britannico — dove la condizione è nata e dove è scritta con chiarezza — il piazzamento vale solo per un numero definito di posti e a una frazione definita della quota. La seconda parte non è una protezione gratuita: è un secondo biglietto, pagato a prezzo pieno, che ti ripaga alla frazione della quota solo se il cavallo entra in quel numero di posti.

Sul territorio britannico le condizioni di piazzamento sono codificate. Negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Questa tabella è il vero contenuto della scommessa, più della scelta del cavallo. Il numero di posti pagati scende con il numero dei partenti, e la frazione di quota scende con il prestigio della corsa.

Un esempio svolto rende l’idea meglio di qualunque aggettivo. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti costa 20 sterline. Se il cavallo vince, la parte vincente restituisce 110 sterline e la parte piazzata 35, per un totale di 145 sterline. Se il cavallo non vince ma si piazza, la parte sulla vittoria è persa e la parte piazzata restituisce 35 sterline, contro le 20 spese. Se non si piazza affatto, il biglietto vale zero: non c’è nessun rimborso, in nessuno dei due casi.

Attenzione al tipo di ritorno, perché è qui che le promozioni diventano scivolose. Il 145 è il ritorno lordo, non un profitto netto: il profitto, su una spesa di 20, è 125. Scriverlo come «vincita» senza dire che la spesa era il doppio è il modo in cui una copertura diventa una storia.

Quello che la struttura fa davvero è spostare il rischio, non eliminarlo. Ti serve un cavallo che si piazzi, non un cavallo che vinca, e per questo compri una probabilità molto più alta. Il prezzo è che il ritorno sul piazzamento è una frazione della quota e che la spesa è doppia. La domanda da farsi non è se la struttura sia comoda, ma se il prezzo offerto sul piazzamento valga la frazione che paghi. Su un campo di 16 partenti in un handicap paghi 1/4 per 4 posti: quattro piazzamenti su sedici candidati. Se il cavallo che hai scelto è un favorito, il piazzamento è quasi certo e la parte piazzata è pagata poco. Se è un outsider, la parte piazzata è pagata meglio e centra meno spesso.

Vale in ogni caso la regola di leggere la condizione di piazzamento prima della quota. La quota del piazzamento non esiste come numero separato sul biglietto: esiste come frazione della quota di vittoria, e la frazione è nella regola della corsa, non nella tua testa.

Quote, formati e sistemi: cosa cambia quando aggiungi una gamba

Le scommesse sui cavalli si offrono nei tre formati noti al mercato italiano: singola, multipla, sistema. La singola su una corsa è il formato più leggibile, perché il prezzo è uno e il margine è quello. La multipla moltiplica le quote delle gambe in un unico prezzo: per un sistema di gambe, la quota finale è il prodotto delle singole. Da lì viene la tentazione: moltiplicare sembra costruire valore.

La verità aritmetica è più fredda. Il margine non sparisce nella moltiplicazione, si compone. Due mercati con payout al 95 % danno un payout combinato del 95 % per 95 %, cioè circa il 90 %. Tre gambe scendono intorno all’85 %. Il prodotto delle quote cresce in modo spettacolare e il costo atteso cresce con lui, in modo meno spettacolare e ugualmente reale. Aggiungere una gamba allunga la quota e allarga la voragine.

Il sistema è la risposta classica del punter ippico: più cavalli in una stessa corsa, coperti in combinazioni diverse. Il sistema riduce la varianza e moltiplica i biglietti, e quindi moltiplica il costo atteso per il numero delle combinazioni effettivamente giocate. Non esiste una versione del sistema che riduca la fetta trattenuta: esiste solo una versione che distribuisce meglio la sconfitta.

Sui formati vale anche una nota sul vocabolario, perché il mercato italiano usa termini propri e questo cambia cosa stai comprando. Singola, multipla e sistema sono le parole dei concessionari; GG/NG sta per goal/no goal e non ha nulla a che vedere con l’ippica; DNB è il «rimborso in caso di pareggio», utile altrove e inutile su una corsa di cavalli, dove il pareggio non esiste; il cash out è la chiusura anticipata della giocata. Il cash out è un prezzo, non un diritto: il concessionario te lo offre a una cifra che incorpora un altro margine, e quel margine si somma a quello del mercato di partenza. Ogni volta che chiudi prima, paghi due volte la fetta.

Tipo di giocata Come si costruisce Cosa fa al costo atteso
Singola Una corsa, un prezzo Il margine del singolo mercato, una volta
Multipla Più corse, quote moltiplicate Il margine si compone: due mercati al 95 % danno circa il 90 %
Sistema Più cavalli e più combinazioni nella stessa corsa Il costo atteso si moltiplica per il numero di combinazioni giocate
Cash out Chiusura anticipata a un prezzo offerto Somma un secondo margine a quello del mercato di partenza

Un’ultima cosa sui formati: quello che il mercato ippico chiama «copertura» quasi mai lo è nel senso matematico. Un sistema su quattro cavalli in una corsa da otto partenti non copre la corsa. Copre quattro esiti su otto, e negli altri quattro si perde tutto, il che è esattamente quello che succede nella metà dei casi.

Perché l’ippica è un’aggiunta e non un reparto

Il libro delle scommesse sui cavalli in Italia, se lo guardi dall’esterno, sembra un reparto della casa. Dentro il mercato è un allegato. Gli operatori con concessione ADM sono costruiti sul calcio, e l’ippica compare nei loro palinsesti come voce di catalogo, non come centro dell’offerta.

Il quadro normativo spiega perché. L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM: si può prendere una scommessa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. In settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è materia che cambia con le autorizzazioni.

C’è poi una separazione che quasi tutte le guide appiattiscono. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o in pool, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 41/2024, insieme alle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e le altre formule di totalizzatore — stanno nella lettera c) dello stesso comma e richiedono una concessione propria. Sono due cose diverse con due permessi diversi, ed è esattamente il motivo per cui una pagina che promette «tutto l’ippica» su un solo operatore sta promettendo più di quanto la legge separi. Se un marchio online raccolga davvero il totalizzatore dell’ippica nazionale è questione aperta.

Poi c’è il tempismo delle corse, che non si piega al palinsesto. Le riunioni si corrono anche quando il calcio tace e anche quando nessuno ha tempo di guardarle. Un operatore che mette l’ippica in vetrina lo fa per completezza di catalogo, non perché il volume arrivi. Per chi punta, la conseguenza è che l’ippica va cercata dentro l’offerta, non aspettata in cima.

Da qui tre criteri leggibili, che sono i tre che userò nella classifica qui sotto. Copertura dell’ippica nel palinsesto, come il marchio la descrive nella propria documentazione. Formato del palinsesto, cioè quante tipologie di giocata il marchio dichiara di offrire. Posizione dell’ippica dentro l’app, che per l’utente è la differenza fra trovarla in due tocchi e non trovarla.

Questi tre criteri hanno un difetto che è giusto dichiarare: sono auto-dichiarati. Il palinsesto reale è quello approvato da ADM, e le pagine dei marchi sono materiale di comunicazione. Un lettore che vuole verificare ha due strade, entrambe utili prima di depositare: la propria area di gioco dopo l’accesso, e i termini e condizioni del marchio, dove i mercati e le giocate disponibili sono descritti con più sobrietà di quanto faccia la pagina promozionale.

Il bonus, in tutto questo, è la parte più facile da fraintendere. Le promozioni sulle scommesse cavalli sono le stesse promozioni sulle scommesse sportive, applicate a un palinsesto che contiene l’ippica. Non esiste, nei termini dei concessionari, un mondo separato di promo ippiche con regole proprie. Esiste un bonus di benvenuto che si spende su «tutti gli eventi in palinsesto», e l’ippica sta dentro il palinsesto. Chi cerca «scommesse cavalli gratis» sta cercando un biglietto che qualcuno paga al posto tuo, e sul mercato italiano quel biglietto ha una forma precisa: un credito di gioco con requisiti di puntata dietro.

La classifica: come ho letto il palinsesto ippico dei dieci concessionari

Una premessa che non è un formalismo. Possedere una concessione ADM non dice nulla, da sola, su cosa il marchio offra: la lista dei concessionari non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, alla scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco non prova un’offerta di scommesse sportive, e tantomeno un’offerta ippica: lo prova il sito o l’app del marchio. E l’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e l’assenza di un marchio da questa lista non significa che sia privo di concessione.

Detto questo, la tabella raccoglie le due cose che un lettore può verificare da solo prima di aprire un conto, e le tiene separate perché non sono la stessa cosa. Da un lato l’identità legale del concessionario, quella che compare nei termini del marchio: numero di concessione, società titolare, sito .it. Dall’altro ciò che i termini del marchio stesso dichiarano sul tipo di giocata offerta, che è il terreno sul quale questa pagina lavora. Un errore frequente è leggere la prima colonna come una valutazione: non lo è, è una carta d’identità.

Brand Concessione ADM Offerta e Condizioni
BetFlag 16008, Betflag S.p.a. 100% bonus sul deposito fino a 5.000 €; registrazione con SPID o CIE.
SNAI 16032, Snaitech Spa Scommesse singole, multiple, sistemi e funzione Cash Out.
Betfair 16028, Betfair Italia S.r.l. Exchange con interazione diretta tra giocatori; mercati combo e quote maggiorate.
Sisal 16020, Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi sportivi al giorno; ippica, virtuali e streaming.
Eurobet 16012, Eurobet Italia S.r.l. Palinsesto esteso a eventi di spettacolo e politica; streaming live.
Planetwin365 16007, Pwo S.p.a. Copertura campionati calcio europei e oltre 20 sport.
Betsson 16027, Azzurri Limited Mercati pre-match e live su 1X2, Under/Over, combo.
bet365 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Partner Champions League; quote su ippica, sport e live.
Goldbet 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Rete di ricarica fisica nei punti vendita; bonus di benvenuto.
Lottomatica 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Streaming eventi sportivi e risultati in tempo reale.

La colonna centrale spiega la geografia del mercato meglio di qualunque commento. Due righe della tabella portano lo stesso concessionario su marchi diversi: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare sia per il numero 16009 sia per il numero 16010, perché la concessione è concessa per sito e non per società, e una società può tenerne più di una. Non è un dettaglio burocratico: è la ragione per cui due marchi apparentemente concorrenti possono avere lo stesso titolare, gli stessi termini e la stessa struttura di limiti, e per cui la scelta fra i due si riduce a un’interfaccia.

La colonna di destra ha un confine che va detto una volta e poi tenuto. I dieci marchi sono siti .it con concessione, e diversi di loro mostrano nell’app un’offerta ippica fra sport, virtuali e casinò: Sisal la elenca accanto alle scommesse sportive, ai giochi di casinò e a Sisal Tipster, e bet365 indica l’ippica fra le discipline su cui prendere scommesse. Questo è quello che le loro pagine dichiarano. Non è una classifica per qualità dell’offerta ippica, e non è un elenco di quote: nessuno dei prezzi di questa pagina appartiene all’ippica.

Quello che resta fuori dalla tabella è la disponibilità per singola riunione e per singola corsa italiana. Dipende dal palinsesto approvato, cambia nel tempo e si vede solo dentro il sito dopo l’accesso. Chi legge questa classifica per decidere dove aprire un conto dovrebbe verificare nella propria area, prima del primo deposito, se la riunione che gli interessa è davvero a catalogo.

1. BetFlag: un bonus enorme e un’identità verificata con SPID

La concessione è la numero 16008, titolare Betflag S.p.a., sul sito .it del marchio. L’apertura del conto è la parte interessante: BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID significa che il conto nasce già verificato, e significa che non ti trovi nella finestra dei trenta giorni di validazione che altrove può chiudere il conto e bloccare i prelievi se il documento non arriva in tempo.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non un free bet: la differenza conta, perché un free bet di solito non ti restituisce la puntata insieme alla vincita, mentre un credito accreditato su saldo si comporta come saldo. Il tetto di 5.000 € è alto per il mercato italiano e questo è il lato del marketing: per arrivarci devi depositare 5.000 €, e un tetto che si tocca solo con un deposito a cinque cifre non è pensato per chi gioca cinquanta euro a settimana.

C’è anche un dettaglio di meccanica che vale più del numero. Cento per cento di quello che versi significa che l’incentivo cresce con il deposito, cioè che la leva del bonus ti spinge verso l’importo massimo invece che verso l’importo che avevi in mente. La dimensione del bonus è anche la dimensione del rischio che ti invita a prendere.

2. SNAI: il cash out e il problema dei palinsesti approvati

Concessione 16032, titolare Snaitech Spa, sito .it del marchio. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Il catalogo dichiarato è quello di un operatore generalista costruito sul calcio; l’ippica non è la voce su cui il marchio si presenta.

Il cash out è la funzione che merita una riga in più, perché su una corsa di cavalli ha un senso diverso che su una partita. In una partita di novanta minuti il prezzo si muove a tappe e la chiusura anticipata ha un momento naturale. Su una corsa di cinque furlong il tempo utile è una manciata di secondi, e il prezzo che il concessionario ti offre incorpora un margine suo. Chi si aspetta di «salvarsi» con il cash out in una corsa breve sta contando su un mercato che si muove più veloce della sua decisione.

Vale la pena ripeterlo qui una volta: il cash out è una seconda scommessa sul prezzo, non un’assicurazione gratuita.

3. Betfair: il mercato dove puoi fare il bookmaker, e cosa questo cambia

Concessione 16028, titolare Betfair Italia S.r.l., sito .it del marchio. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La differenza strutturale di questo marchio sta altrove: la scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori è un gioco previsto dall’articolo 6, comma 1, lettera e) del decreto, e in quel formato il giocatore può essere punter o bookmaker mentre il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritta come la prima casa italiana su quel modello.

La documentazione del marchio è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul modello italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. Sono affermazioni riportate, non confermate su una pagina dell’autorità fiscale, e su questo la prudenza è doverosa.

Sul piano ippico l’exchange è interessante per una ragione aritmetica: mettere in contatto due scommettitori abbatte la fetta che sta in mezzo rispetto al prezzo fisso, perché il concessionario non si assume il rischio della corsa. È anche un mercato che richiede più attenzione, perché una puntata minima di due euro con passi da cinquanta centesimi non è pensata per il biglietto da un euro, e sta tutta dentro i termini del marchio.

4. Sisal: quindicimila eventi live e l’ippica accanto al casinò

Concessione 16020, titolare Sisal Italia S.p.a., sito .it del marchio. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket, e affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. Questa riga vale più di quanto sembri per chi cerca corse: l’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti dei concessionari hanno una sezione «Virtuali». Un ippodromo animato che gira sedici ore al giorno è comodo, e non è una corsa.

Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il credito accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La condizione è ordinaria per il mercato, e la parte da leggere è l’altra: quanto devi giocare prima che il credito diventi prelevabile. Le modalità stanno nei termini del marchio, e i requisiti di puntata sono la voce che cambia il valore dell’offerta più di quanto lo cambi l’importo.

L’ampiezza del catalogo è insieme il punto di forza e il rischio. Quindicimila eventi live sono una scelta che il punter ippico paga in termini di attenzione, perché il palinsesto suggerisce sempre qualcosa da fare mentre la riunione che ti interessava è finita.

5. Eurobet: la stessa società di un altro marchio della lista, e un palinsesto senza confini

Concessione 16012, titolare Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it del marchio. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Quest’ultima parte merita una considerazione perché tocca il modo in cui funziona il palinsesto approvato. Un catalogo che arriva alle elezioni è un catalogo costruito per avere sempre qualcosa da prezzare, e la stessa logica porta a includere l’ippica e i virtuali. Non è una critica: è una descrizione della macchina. Un operatore generalista non ottimizza per la profondità su una disciplina, ottimizza per la copertura di tutto ciò che è autorizzato.

Il punto di equilibrio per il lettore è semplice. Un catalogo larghissimo serve chi vuole una sola piattaforma per tutto. Serve meno chi punta sull’ippica e vuole un prezzo costruito con competenza su una corsa di dodici furlong. La sfida è che il primo gruppo è molto più numeroso del secondo, e il catalogo lo riflette.

C’è infine da notare che Eurobet Italia S.r.l. è la società che, secondo l’elenco ADM, gestisce più siti .it: significa che la scelta fra alcuni marchi che appaiono in competizione fra loro non è una scelta fra strutture diverse.

6. Planetwin365: venti sport con risultati in diretta, e l’ippica che fine fa

Concessione 16007, titolare Pwo S.p.a., sito .it del marchio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.

«Venti tipologie di sport» è la formula che apre e chiude il discorso. È una copertura ampia dichiarata come numero, e i numeri di copertura non distinguono una disciplina servita bene da una disciplina servita per completezza. L’ippica sta dentro quel venti in qualche misura, e la misura non è nella pagina promozionale.

La cosa utile da fare, e vale per questo marchio come per gli altri, è aprire la sezione ippica e guardare i mercati della prima corsa disponibile: se ci sono solo vincente e piazzato, hai trovato un’aggiunta; se ci sono distanze, pesi e piazzamenti con condizioni esplicite, hai trovato un reparto. Il controllo costa due minuti e si fa dentro l’area di gioco.

7. Betsson: mercati chiari e la concessione detenuta da una società estera

Concessione 16027, titolare Azzurri Limited, sito .it del marchio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il profilo di un operatore con un prodotto di scommesse solido e una struttura di mercati leggibile, presentato accanto al casinò.

La riga della società merita attenzione, perché è una delle cose che una tabella di numeri di concessione non mostra. Un concessionario con sede fuori dall’Italia è ordinario, e non cambia nulla per il giocatore: la concessione è italiana, la vigilanza è di ADM e il conto resta dentro il perimetro. Ma spiega perché l’identità legale del marchio non coincide con il marchio, e perché leggere i termini è più affidabile che fidarsi del logo. Requisiti del bando a parte — una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando — il concessionario estero è la regola, non l’eccezione.

Sui mercati elencati, la combinazione 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo è quella di un prodotto generalista ben fatto. Per l’ippica, come per gli altri marchi, il catalogo dichiarato non dice la profondità.

8. bet365: millecinquecento mercati di calcio e l’ippica in mezzo a tutto

Concessione 16030, titolare Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it del marchio. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’ippica è nominata esplicitamente in questa lista, e in una lista di otto voci la posizione conta: è il terzo sport menzionato. È un segnale debole ma è un segnale, e distingue un marchio che ha l’ippica nel proprio racconto da uno che la nasconde dentro un numero.

Il peso del marchio nel mercato italiano non è l’ippica: è il calcio, con un contratto di sponsorizzazione che nessun altro degli operatori di questa lista può vantare. Questo ha un effetto pratico sui limiti di importo per scommessa, che sui grandi eventi sono più generosi che sulle corse minori. Il lettore che punta sull’ippica trova in un operatore di questa taglia un catalogo completo e, nello stesso tempo, un’attenzione del servizio clienti che non è costruita su quella disciplina.

Sul gioco responsabile il marchio elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è la cosa più utile della pagina, e non è una promozione.

9. Goldbet: anche in tabaccheria, e la verifica con SPID o CIE

Concessione 16009, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it del marchio. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La registrazione può passare anche dalla verifica con SPID, e il marchio accetta la CIE attraverso un fornitore SPID.

La differenza di Goldbet, in questa lista, è la rete fisica. I «punti vendita ricariche» sono un istituto previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccherie, ricevitorie — che accreditano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € alla settimana in totale. Quei punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Per chi ricarica in contanti senza voler passare da una carta, è l’unica strada legale.

Il tetto dei 100 € settimanali è la parte che vale la pena leggere due volte. Non è un limite di deposito: è il massimo che puoi far entrare in contanti dalla rete fisica in una settimana, e convive con il limite di deposito che scegli tu in registrazione. Sono due cose distinte, e confonderle porta a sorprese al momento della ricarica.

10. Lottomatica: il marchio più riconoscibile e la concessione che condivide

Concessione 16010, titolare Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it del marchio. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il numero di concessione dice molto: è lo stesso titolare del marchio al punto nove. Chi sceglie fra i due sta scegliendo fra due interfacce dello stesso concessionario, con gli stessi obblighi e la stessa struttura di limiti. Non è un difetto e non è un vantaggio: è un’informazione che l’elenco ADM dà gratis e che nessuna pagina promozionale mette in evidenza.

La riconoscibilità del marchio è reale e in Italia conta, perché la rete dei punti vendita storici ha costruito un’abitudine. Sul piano della sostanza ippica, però, il catalogo dichiarato è quello generalista degli altri nove, con lo streaming come funzione forte sulle partite e nessuna rivendicazione specifica sulle corse. Il lettore che vuole ippica trova qui la stessa situazione della maggior parte della lista: la disciplina c’è, e non è la ragione per cui il marchio esiste.

Cosa cambia davvero fra un concessionario e un sito estero

Questa è la sezione che un lettore legge per ultima e che vale più di tutte le altre, perché è l’unica in cui la differenza non è di gusti.

Il primo fatto è che il perimetro esiste ed è verificabile. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. Fornitori di accesso a internet e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», con tutto quello che comporta di temporaneo.

Il secondo fatto è la regola che riguarda il giocatore, e va scritta senza addolcirla. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, all’articolo 4, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Quello è il testo della regola per il lato del giocatore, così come lo riporta l’autorità. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun caso concreto contro un giocatore.

Il terzo fatto è cosa perdi quando il concessionario non c’è. Su un sito senza concessione non arriva il Registro Unico degli Autoesclusi: esistono forme di esclusione parziale che partono dal 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina di ADM indicano. Su un sito non collegato al registro, un giocatore autoescluso è un giocatore che ha chiesto una pausa e non ha nessuno che gliela garantisca.

Il quarto fatto riguarda i soldi, e ha due facce opposte. Sulle vincite pagate da un concessionario ADM, il prelievo fiscale grava sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 riferisce che la vincita è «tassata alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’autorità fiscale; per il caso concreto conviene consultare un commercialista. Dall’altro lato, le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri ricadono, secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, fra i «redditi diversi» dell’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va riassunta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Il quinto fatto è che il confine non divide il mondo in ladri e galantuomini. Un marchio estero può essere perfettamente serio, con una licenza vera in un altro ordinamento. Quella licenza semplicemente non ha valore in Italia, e non attiva nessuna delle tutele che l’ordinamento italiano ha costruito: supervisione di ADM, strumenti di limite obbligatori, registro degli autoesclusi, foro italiano. La distinzione non è morale, è giurisdizionale, ed è quella che conta quando qualcosa va storto.

Come funziona la concessione ADM, e cosa non dice

Il quadro. L’autorità di riferimento è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. La norma è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non parliamo di licenze aperte: le concessioni sono assegnate con gara pubblica.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e in pool su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lettera b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lettera c) l’ippica nazionale; alla lettera d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori; alla lettera f) il bingo. Ai sensi dell’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La conseguenza per il lettore è che il calendario delle concessioni è un fatto strutturale del mercato: chi ha vinto la gara 2025 gioca con quell’orizzonte, e i tempi delle nuove gare non li decide l’operatore.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

E qui arriva il punto che questa pagina ripete perché nessun’altra lo fa: la concessione è per sito, non per società. Una società può tenerne più di una, e i termini del concessionario dichiarano il numero e la società. Un nome sull’elenco non dimostra un’offerta di scommesse sportive, e non dimostra un’offerta ippica: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un posto in una classifica non è una concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe del 25 ottobre 2026. Eventuali modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Cosa vuol dire per te, in pratica, se stai cercando un bookmaker su cui puntare l’ippica. Non chiederti se il marchio «ha la licenza» in astratto: apri la pagina dei termini e cerca il numero di concessione e la società titolare. Poi verifica il numero sull’elenco di ADM, non sulla pagina promozionale. Poi, solo dopo, apri il palinsesto e guarda se la riunione che ti interessa è dentro. Tre passaggi, tre minuti, e nessuno dei tre richiede di fidarsi di qualcuno.

I limiti di deposito, l’autoesclusione e il resto dell’apparato

L’apparato di tutela in Italia è scritto, ed è più dettagliato di quanto un lettore si aspetti. Vale la pena guardarlo non come un elenco di divieti ma come la lista di ciò che un operatore senza concessione semplicemente non ti dà.

L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede: l’auto-limitazione del tempo, della spesa e della perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. I termini degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e l’attesa di sette giorni per un aumento. Admiralbet va oltre e chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’asimmetria non è un capriccio: serve a togliere all’impulso la possibilità di alzare il tetto nell’istante in cui lo superi. Il limite di deposito che ADM fissa nel bando non è noto, e il tetto statale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano sono le auto-limitazioni del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione.

L’autoesclusione ha un registro proprio, che è la parte più utile dell’intero sistema. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. I termini di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’articolo 15, comma 1, lettera e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. I siti senza concessione non sono collegati al RUA: lì un’autoesclusione non è una protezione, è una promessa.

L’età è diciotto anni. L’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto nomina la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Chi non usa SPID deve validare il conto entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

E poi c’è l’altra faccia della medaglia, quella che nessun operatore mette in home page. Lo stesso decreto che impone i limiti impone anche le condizioni economiche della concessione — durata massima di nove anni senza rinnovo, requisiti di capitale, piano di investimenti, impegno ai limiti di deposito fissati nel bando — e stabilisce che i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata. È la parte che protegge il concessionario dalla concorrenza, oltre che il giocatore da sé stesso.

Il Decreto Dignità, i bonus e la tassa che sta sotto

Il quadro pubblicitario in Italia è il più restrittivo d’Europa, e va capito prima di leggere qualunque pagina promozionale, compresa questa.

Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con Legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lettera l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile firmati con il proprio marchio (articolo 3, lettera m; articolo 15, comma 3). Il comunicato di ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza concessione può attirare provvedimenti di AGCOM sui media.

Lo stato dell’arte nel biennio 2025-2026 è meno lineare di come lo raccontano. Secondo la stampa specializzata, AGCOM non ha registrato multe per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non legge: un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, di cui non è stato trovato l’esito. Alla data di verifica il divieto è in vigore.

C’è un punto che le pagine sui bonus fraintendono di continuo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Il bonus di benvenuto resta perfettamente legale e perfettamente disponibile. Nessun tetto statale all’importo del bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata è noto, e questo è il motivo per cui importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e non da una regola comune. In assenza di un tetto di legge, la disciplina la fa il mercato, e il mercato non ha interesse a rendere i requisiti leggibili.

Sotto i bonus c’è la tassa, e la tassa spiega molte cose. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, articolo 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Il taglio delle aliquote ippiche, dal 43-47 % al livello delle scommesse sportive, è il dato che spiega l’intera architettura dell’offerta ippica online. Con un prelievo al 47 % sulla raccolta netta, nessun operatore poteva costruire un mercato a quota fissa competitivo sulle corse. Con il prelievo allineato alle scommesse sportive, il mercato ippico diventa economicamente sensato, e il concessionario può prezzarlo con margini non assurdi. Il modo in cui il giocatore incontra questo cambiamento non è una voce in fattura: è la differenza fra una quota offerta e un prezzo di rifiuto.

Modello a parte, il conto pratico di un’offerta di benvenuto si fa così. Prendi il credito come base, moltiplica per il fattore di rigioco indicato nei termini del marchio, e ottieni il volume di puntate richiesto. Dividi per quanto punti per singola giocata e hai il numero di biglietti necessari. Conta solo le puntate che stanno sopra la quota minima richiesta: sotto quella soglia, la giocata non concorre. Il costo atteso di tutto l’esercizio è quel volume per il margine del mercato su cui giochi, e su un mercato di scommesse sportive a quota fissa il margine tipico è la banda di cui sopra. Un bonus da 100 € con rigioco a cinque volte richiede 500 € di puntate; a 10 € per biglietto sono cinquanta giocate; al 5 % di margine il costo atteso dell’operazione è intorno ai 25 €, e il valore medio dell’offerta è la differenza — stimata su molte giocate, non su una. La cosa che questo conto non dice è se vincerai: non lo dice nessuna formula.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, definito dall’articolo 2, lettera s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e autorizzato dall’autorità. Un evento fuori da quel programma non può essere prezzato: ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Quali sport e quali giocate contenga il palinsesto dipende dalle autorizzazioni, e si vede nel sito del marchio.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Leggendo il numero di concessione e la società titolare nei termini e condizioni del marchio, poi confrontandoli con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» che ADM pubblica sul proprio sito. Attenzione a due cose: la concessione è per sito e non per società, e l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra un’offerta di scommesse sportive o ippiche.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un prezzo unico prima del calcolo. Un esempio con due esiti entrambi a 1,90 non serve a prevedere l’esito: serve solo a mostrare che il prezzo contiene già il margine del bookmaker.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato, si divide uno per quella somma e si ottiene la quota di payout. Il margine è il resto. Su un mercato illustrativo a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout è il 95 % e il margine il 5 %: si tratta di un esempio, non di un prezzo quotato.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sulle vincite pagate da un concessionario ADM il prelievo grava sul concessionario, e la stampa di settore riferisce che la vincita è tassata alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, una ricostruzione riportata e non confermata su una pagina dell’autorità fiscale. Sui siti non autorizzati valgono i redditi diversi. Per il caso concreto, un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano il limite settimanale già in iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e sette giorni di attesa per un aumento. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone auto-limitazioni di tempo, spesa e perdita e limiti sugli importi depositati in un periodo definito. Il tetto fissato da ADM nel bando non è noto.

Preparato dagli editori di «Coppanazionale».

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