Scommesse sportive sicuri 2026: una concessione non è un elenco di giochi
La domanda dietro questa ricerca è semplice: dove si gioca senza rischiare nulla di strano? La risposta breve è che la sicurezza di un bookmaker in Italia non si compra e non si stima: si verifica, nome per nome, sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS). Ed è lì che la faccenda si complica, perché quella lista non dice cosa vende il concessionario.

Aggiornato al 3 Novembre 2026; le posizioni sulle concessioni sono state verificate con l’elenco ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Indice dei contenuti
- Che cosa rende «sicuro» un bookmaker in Italia, e da quando conta
- Come si verifica la concessione ADM, passo per passo
- Normativa e vigilanza: chi decide cosa si può giocare in Italia
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che costano qualcosa a chi li usa
- I dieci operatori con concessione ADM a confronto
- Planetwin365: il palinsesto più largo del gruppo, sulla carta
- Eurobet: la scommessa su ciò che non è sport
- BetFlag: identificazione facile, poche chiacchiere sul resto
- NetWin: il bonus più semplice da capire, e per questo il più onesto
- William Hill: l’unico del gruppo che dichiara le regole del bonus nel dettaglio
- StarCasinò: uno sportbook dentro una casa da casinò
- Goldbet: l’unico dei dieci che si porta dietro una doppia identità
- Betsson: migliaia di eventi e i mercati che contano
- SNAI: la scheda che parla di chiusura anticipata
- Lottomatica: streaming, live e la stessa società di Goldbet
- Che cosa resta dopo il confronto
- Domande frequenti sulle scommesse sportive sicure in Italia
- Quello che l’ADM non decide al posto tuo
Che cosa rende «sicuro» un bookmaker in Italia, e da quando conta
Chi cerca scommesse sportive sicure cerca quasi sempre una rassicurazione che nessuno può vendere: la certezza di vincere. Non esiste, e nessuna concessione la produce. Quello che una concessione produce è diverso e più utile: qualcuno risponde di ciò che accade sul conto, dall’altra parte di una scrivania, in Italia.

Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM. Non è una linea di condotta commerciale né un bollino di qualità: è la condizione perché un sito possa raccogliere una giocata da un giocatore che si trova in Italia. Chi non ce l’ha non sta facendo concorrenza in modo aggressivo: sta offrendo un gioco che in Italia non può offrire.
Da qui discende tutto il resto. La concessione non si compra sul mercato: si vince a gara. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica, non sono licenze aperte, e questo spiega due cose che altrimenti sembrano strane. La prima è che il mercato legale è chiuso e piccolo: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. La seconda è che le regole restano ferme per tutta la durata del titolo: i termini della concessione e il regime fiscale non si muovono durante i nove anni di validità, ed è per questo che l’offerta che vedi oggi è, in larga parte, quella che vedrai fra tre anni.
Il titolo vale per il sito, non per il marchio
L’elenco dell’ADM letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it preciso. Una società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il concessionario, poi, quasi mai porta il nome del marchio che il giocatore conosce — Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited — e la società vera si legge nella riga del titolo, nei termini del conto di gioco.
Ecco la conseguenza pratica, quella che sfugge a chi guarda solo il logo: la verifica va fatta sul sito su cui stai per depositare, non sul gruppo di cui hai sentito parlare. Lo stesso marchio può avere un sito con concessione e un dominio internazionale che non ne ha nessuna.
La concessione non dice quali giochi troverai
Questo è il punto che manda all’aria la scorciatoia più diffusa. L’elenco non ha una colonna per i giochi: non dice se quel concessionario può raccogliere scommesse sportive, poker, giochi di abilità, casinò, exchange o bingo. Un concessionario può avere il diritto di offrirli in qualsiasi combinazione, e il nome sulla lista, da solo, non prova un’offerta di scommesse sportive.
La prova sta altrove: nel palinsesto dell’operatore e nella sua app. Un conto è «questo sito è autorizzato a raccogliere giocate in Italia», un altro è «questo sito prende giocate su Serie A e Premier League». Sono due verifiche distinte, e la seconda non è automatica dopo la prima. Il palinsesto, per come lo definisce la norma all’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024, è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può giocare solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato, che l’Agenzia arricchisce evento per evento.
La riga del titolo, letta bene, dice più di quanto sembri
Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e Admiralbet lo fa nel modo più esplicito: si dichiara concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e indica il sito su cui eroga il servizio. È il modello da cercare su ogni bookmaker, e la domanda da farsi è sempre la stessa: numero di concessione, società titolare, sito a cui quel numero è legato.
Attenzione a un equivoco frequente: comparire in una classifica o in una pagina di confronto non è una concessione. Nessuna lista redazionale, nessuna recensione, nessun premio di settore produce autorizzazioni. L’unico documento che conta è l’elenco dell’Agenzia.
Che cosa cambia, in concreto, sotto la riga
Sotto quella riga ci sono cose che il giocatore nota solo quando servono. Il primo è il Registro Unico degli Autoesclusi: chi si autoesclude da un concessionario ADM esce da tutte le piattaforme online autorizzate in Italia, non solo da quella. Il secondo è una vigilanza reale, con un’autorità che scrive regole e sanziona. Il terzo è che il titolo obbliga a mettere a disposizione strumenti di limitazione della spesa e del tempo, non a suggerirli. Il quarto è un foro italiano: se nasce una contestazione, la si discute qui, con le regole di qui.
Come si verifica la concessione ADM, passo per passo
La verifica è noiosa e dura pochi minuti. Vale la pena farla una volta per sito, invece di fidarsi di una sensazione.
La strada ufficiale: l’elenco dei concessionari
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM. La norma che lo impone è doppia e vale la pena conoscerla, perché spiega come mai esistano due documenti e non uno. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Art. 22, D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41.
Sul primo elenco ci sono i siti che possono raccogliere giocate. Sul secondo ci sono i domini oscurati. Sono due facce dello stesso mestiere, e per il giocatore servono entrambe: il primo dice dove si può giocare, il secondo dice cosa è già stato chiuso.
La strada rapida: i termini del conto di gioco
La seconda verifica costa meno e vale doppio, perché ti dà anche un indizio sulla serietà della casa. Apri i termini e condizioni, cerca la parola «concessione» e guarda se c’è un numero, la società titolare e il sito su cui il servizio è erogato. Se il numero non c’è, la domanda successiva non è «sarà sicuro lo stesso?», ma «perché un operatore autorizzato non lo scrive?».
Il controllo che nessuno fa: il sito che stai guardando
La terza verifica è quella che il giocatore salta più spesso. Il dominio che hai davanti è lo stesso a cui il titolo è legato? Un marchio noto con un dominio internazionale non è coperto dalla concessione italiana, anche se il nome è identico. La concessione è per sito, e il sito è quello scritto nei termini.
Dove la verifica si inceppa
Tre cose impediscono una risposta netta, e vale la pena dirle invece di fingere che la risposta sia sempre completa. La prima è che l’elenco non distingue i giochi: un nome presente non implica scommesse sportive. La seconda è che i concessionari sono più di quelli che qualsiasi confronto nomina — un marchio assente da una lista redazionale non è perciò senza concessione. La terza è che le modifiche successive al decreto del 2024 al panorama delle concessioni non sono note, il che rende prudente ricontrollare l’elenco invece di citare un numero sentito dire.
Normativa e vigilanza: chi decide cosa si può giocare in Italia
Il quadro italiano è scritto nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. È un testo che vale la pena leggere almeno a pezzi, perché molte delle cose che i giocatori attribuiscono alla buona volontà del bookmaker sono obblighi di legge.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Chi vince la gara può gestirne uno o più, per non più di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara.
Il palinsesto decide che cosa puoi giocare, non tu
Dentro un mercato legale così costruito, l’offerta di eventi non è libera. Si gioca solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’Agenzia aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto di un singolo concessionario non è dato saperlo dall’esterno, e questo è il motivo per cui la prova dell’offerta resta il sito dell’operatore.
Sulla stessa linea, la norma tratta cose diverse come cose diverse. Le corse dei cavalli sono due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté) all’art. 6, comma 1, lett. c) e art. 2, lett. h), che richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti i totalizzatori di ippica nazionale online non è dato saperlo.
Gli eventi simulati hanno una definizione tecnica precisa — art. 2, lett. v), eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Il live è offerto da ogni grande operatore, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note qui, e nessun elenco di mercati live esiste in questa sede. Il betting exchange è un gioco a sé: all’art. 6, comma 1, lett. e) e art. 2, lett. u) il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo; la documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato saperlo; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.
La pubblicità è vietata, il bonus no
Qui conviene essere precisi, perché è il punto su cui circolano le idee più confuse. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, il cosiddetto Decreto Dignità, art. 9, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.
Tre cose vanno tenute separate. Primo: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste un tetto statale al bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini del singolo operatore. Secondo: la cronaca di settore del 2025-2026 racconta un divieto meno lineare di come appare — l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €, e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Terzo: una proposta di modifica, un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è proposta e non legge; l’esito non risulta e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il divieto spiega un fastidio quotidiano del giocatore italiano: le promozioni non si vedono in tv e non si vedono allo stadio. Si vedono dentro il sito, dopo l’accesso. Non è timidezza commerciale, è la norma.
Chi non ha la concessione: la lista degli inibiti, e il conto che arriva al giocatore
Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 costruisce la macchina per fermarlo: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore di accesso è più lento di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono qualche decina o qualche centinaio di domini alla volta. I mirror ricompaiono in poche ore. Il termine tecnico per il risultato è «oscurati», ed è anche la descrizione onesta di quanto sia una partita mai finita.
Il pezzo che i giocatori ignorano non è il blocco, è il conto. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa lo riassume il 28 febbraio 2024: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti qui.
Metti quel comma accanto alla comodità del dominio internazionale e la convenienza si restringe. Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto all’oscuramento e, per come l’Agenzia stessa lo enuncia, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono nulla: la zona è senza protezioni, e nessun marchio in particolare merita di essere nominato per dire cose che valgono per tutti.
La partita più lunga: pagamenti e criptovalute
Sui pagamenti legali c’è un’infrastruttura che pochi conoscono. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 sono tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro dell’ADM: ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.
Le rotaie che le pagine di confronto mostrano sui concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti al tabaccaio (SisalPay, Mooney); l’elenco preciso di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non è nota una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
La tassa la paga l’operatore, non tu
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è dell’operatore, non del giocatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, come riporta la stampa di settore; la base normativa è l’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima erano il 43 % e il 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato saperlo.
Per il giocatore la conseguenza è duplice e va separata con attenzione. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive la cosa come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione giornalistica, non una pagina confermata dall’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece una strada diversa e più fastidiosa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è nota. Detto in modo piano: quel dominio comodo ti sposta il lavoro fiscale addosso e ti toglie la rete di protezione. La posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Prevenzione e tutela: gli strumenti che costano qualcosa a chi li usa
Gli strumenti di gioco responsabile sono la parte del sistema che i bookmaker pubblicizzano meno volentieri, perché ogni limite scelto dal giocatore è ricavo in meno. Sono anche l’unica parte che il giocatore controlla davvero.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li mette per iscritto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze.
C’è poi un obbligo informativo che pochi giocatori conoscono, l’art. 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Tradotto: una fetta del margine torna indietro come informazione, con un tetto.
Il limite di deposito lo scegli tu, e vale una settimana al contrario
La cosa più importante da capire sui limiti è che il primo lo decide il giocatore. In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già alla firma del conto. La meccanica è asimmetrica di proposito: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Admiralbet, per esempio, chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria — riduzione subito, aumento dopo 7 giorni.
Quei sette giorni sono la parte del sistema che lavora meglio, e vale la pena notare perché. Chi ha appena perso e vuole alzare il tetto lo scopre bloccato per una settimana, e in una settimana succedono due cose: o il desiderio passa, o il giocatore trova un modo più consapevole di farlo. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota qui; il numero che conta per il singolo conto è quello che il giocatore sceglie, più i paletti del protocollo del concessionario.
Quanto costa, in media, un giro di puntate
Vale la pena mettere un numero accanto a una parola come «deposito responsabile», perché il deposito e la puntata sono due cose diverse e il giocatore le confonde di continuo. Un limite di deposito non è un tetto alla spesa: è un tetto a quanto entra nel conto. Chi deposita 100 € a settimana e li punta una volta sola su un mercato a due esiti con quota 1,90 per parte non ha speso 100 €, ha speso il margine implicito in quel prezzo.
Vediamo quanto. Su un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90, la quota di ritorno — cioè quanta parte di tutto il giocato quel mercato restituisce — è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, che fa 95 %. Il margine del bookmaker è il resto: 5 %. Su 100 € di puntate in una settimana, il costo medio atteso dell’operazione è 100 € per 5 %, cioè 5 € a settimana. Su un anno, con lo stesso ritmo, siamo in un intorno di 260 €, sempre nell’ipotesi che si punti tutto su un mercato con quel margine e niente altro. La banda va letta così: il margine reale cambia da mercato a mercato e da operatore a operatore, e su un mercato più affollato — 1X2 di una partita di cartello — può essere più stretto di così, mentre su mercati di nicchia, sui marcatori o sulle combo può essere parecchio più largo. La stima è una media su molte giocate, non un risultato per la singola settimana: puoi chiudere in positivo dodici settimane di fila e pagare comunque quel costo nel lungo periodo. Quota 1,90 e quota 1,90 sono qui un esempio aritmetico, non un prezzo quotato da qualcuno.
Vale anche la pena osservare che 100 € sono, nella maggior parte dei casi, l’importo con cui si apre il conto — NetWin chiede un deposito minimo di 20 € per il suo bonus di benvenuto — mentre il massimo utilizzabile su una singola scommessa con un bonus sportivo è di 100 € secondo William Hill che lo precisa nei propri termini, il che la dice lunga su quanto un bonus sia fatto per essere giocato in un colpo solo.
L’autoesclusione, il RUA e quello che firmi davvero
L’autoesclusione è lo strumento più potente della cassetta e anche quello peggio capito. Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e ha una caratteristica che nessun libro di marketing descrive: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, cioè tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, su un singolo concessionario o su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Il quadro si è mosso di recente: dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi, mentre le condizioni di Admiralbet, che prevedevano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, fotografano una fase precedente con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.
Mentre l’autoesclusione è registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Quel dettaglio è la parte che conta per chi ha un conto attivo e si è appena escluso: i soldi non sono bloccati, solo il gioco.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. C’è poi una cosa che vale quanto tutto il resto, ed è gratuita e anonima: il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno a chi ha problemi con il gioco. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo è indicato anche a chi usa bet365 per i residenti in Italia.
L’ultimo passaggio è la conseguenza che chiude il cerchio aperto nella sezione sulla vigilanza: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla. L’autoesclusione è una porta blindata sul sistema legale e una porta aperta su quello che legale non è.
L’identità è il primo passo, e ha una scadenza
Nessuno di questi strumenti funziona senza un conto identificato. Il conto di gioco richiede l’identificazione completa, e gli operatori offrono la registrazione classica con copia del documento oppure con SPID; Goldbet offre anche la CIE attraverso un fornitore SPID. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Admiralbet apre il conto con la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente.
C’è una scadenza che si tende a dimenticare: senza SPID l’anno va convalidato entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a prelevare.
I dieci operatori con concessione ADM a confronto
La lista che segue mette dieci marchi presenti sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, nell’ordine in cui li abbiamo guardati. Non è una classifica di sicurezza, perché la sicurezza qui è binaria: la concessione c’è o non c’è, e tutti e dieci ce l’hanno. Le differenze che contano sono altre — che cosa quel concessionario dichiara sui propri strumenti di tutela, quanto è largo il palinsesto, come si apre il conto, come si comporta l’offerta di benvenuto.
Come leggere il confronto
Le colonne che seguono sono poche e scelte. Per ogni marchio trovi il numero di concessione e la società titolare — i due dati che permettono la verifica in autonomia — e quello che i termini o le schede dell’operatore dichiarano sul tema di questa pagina, cioè gli strumenti di tutela, i limiti e l’accesso al conto. Un marchio che non dichiara nulla sul punto non prende un giudizio negativo: prende uno spazio vuoto, e la colonna resta vuota invece di riempirsi di supposizioni.
| Marchio | Concessione ADM e società | Che cosa dichiara sui propri termini | Dove si gioca |
|---|---|---|---|
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto ampio su campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta | Planetwin365 |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che va dal calcio e dalla Formula 1 fino a eventi di spettacolo e politica | Eurobet |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto anche con SPID e CIE; gioco vietato ai minori di 18 anni | Betflag |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, conto verificato | Netwin |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Nessun bonus Sport subito prelevabile: vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, con massimo 100 € di bonus su ogni scommessa | William Hill |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò | Starcasino |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; registrazione anche con CIE tramite fornitore SPID | Goldbet |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo | Betsson |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out | SNAI |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live | Lottomatica |
Che cosa dice questa tabella, letta di traverso? Che cosa dice, prima di tutto, che la concentrazione è più alta di quanto sembri: due marchi su dieci fanno capo alla stessa società — Goldbet e Lottomatica, entrambi Goldbet Better Organization Italy — e altri due, Betsson e StarCasinò, ad Azzurri Limited. Dieci nomi, sette società. Se il criterio per scegliere è la varietà dell’interlocutore giuridico, la lista è più corta di quanto appaia.
Poi dice che i codici non seguono alcuna gerarchia di sicurezza e nemmeno di anzianità percepita: sono numeri assegnati in gara, e il fatto che SNAI abbia 16032 e StarCasinò 16026 non significa niente per il giocatore. Non ordinare per numero di concessione è già un buon modo per non costruirsi una classifica finta.
Infine dice che le colonne centrali non sono comparabili tra loro come uno spererebbe. La terza colonna raccoglie dichiarazioni eterogenee perché eterogenee sono le fonti: per alcuni marchi l’informazione più concreta riguarda l’apertura del conto, per altri il bonus, per altri l’ampiezza del palinsesto. È il limite di qualunque confronto onesto in questo mercato, ed è meglio vederlo in tabella che farselo raccontare come se ogni riga misurasse la stessa cosa.
Planetwin365: il palinsesto più largo del gruppo, sulla carta
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Quella lista di campionati è la ragione per cui Planetwin365 entra bene in un confronto sulla sicurezza? No, e vale la pena dirlo subito: è un’informazione commerciale, non di tutela. Serve a un’altra domanda — «ci trovo quello che voglio giocare?» — che per molti giocatori conta quanto la concessione. Sul fronte dei limiti e degli strumenti, il marchio non aggiunge dichiarazioni particolari oltre a quanto la norma già impone a ogni concessionario.
Il giudizio: un operatore da prendere in considerazione se il criterio è la copertura degli eventi, con una riserva — la larghezza del palinsesto è esattamente il posto dove un giocatore alle prime armi sbaglia più spesso, perché una scelta abbondante invita a puntare su cose che non si conoscono. Chi ha un limite di spesa stretto farebbe meglio a decidere prima quante giocate fare e su quali, non a scoprire il numero dopo aver aperto l’app.
Eurobet: la scommessa su ciò che non è sport
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Le elezioni dentro un palinsesto di scommesse sono la cosa più interessante di questa scheda, e non per la curiosità. Sono la prova più chiara di come funziona il meccanismo descritto nella sezione sulla normativa: si gioca su ciò che sta nel palinsesto approvato, e il palinsesto non è solo sport. Un giocatore che arriva su Eurobet cercando Serie A e Premier League trova anche un catalogo che si allarga a cose di cui non ha alcuna competenza di valutazione, e lì il margine del bookmaker è quello che è.
Verdetto: è l’operatore più adatto a chi vuole varietà oltre il calcio, con un avvertimento che vale più della varietà stessa — su eventi non sportivi non esiste forma di conoscenza che riduca lo svantaggio implicito nel prezzo, quindi il tetto di spesa va deciso prima di aprire il palinsesto, non dopo averlo guardato.
BetFlag: identificazione facile, poche chiacchiere sul resto
Concessione n. 16008, Betflag S.p.a., sito Betflag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La trafila dell’identificazione è il momento in cui molti conti si arenano, e BetFlag mette sul tavolo le tre strade — modulo con documento, SPID, CIE — invece di pretenderne una sola. Chi ha già SPID o CIE arriva al conto operativo in pochi minuti; chi non li ha può comunque procedere con il caricamento del documento e ricordarsi della scadenza dei 30 giorni per la convalida, che è la trappola in cui cadono i più distratti, con prelievi bloccati a sorpresa.
Verdetto: la scelta più lineare per chi si registra per la prima volta e vuole capire subito quali documenti servono, sapendo che strumenti di tutela e limiti, qui, restano quelli che la norma già impone a tutti i concessionari e nulla di più.
NetWin: il bonus più semplice da capire, e per questo il più onesto
Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a., sito Netwin. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e un codice promozionale da inserire al primo versamento.
Il dettaglio che conta è «bonus reale». Nella giungla delle formule — freebet, rimborsi, quote aumentate — un bonus reale è denaro accreditato, e la differenza non è di vocabolario: una freebet il cui importo non viene restituito con la vincita vale meno della cifra scritta, mentre qui la cifra è quella. Attenzione al contorno, però: il bonus non è subito prelevabile e va giocato secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e resta valido il massimo di 100 € di bonus utilizzabile su ogni scommessa.
Verdetto: un’offerta di benvenuto piccola e leggibile, che serve a chi vuole provare il conto con pochi euro di rischio aggiuntivo e non a chi cerca un capitale di partenza; il tetto di 50 € dice da solo che questo non è un bonus pensato per fare volume.
William Hill: l’unico del gruppo che dichiara le regole del bonus nel dettaglio
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Qui c’è un dato che vale più di un paragrafo di avvertenze: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È una frase che dice tre cose in una: che i bonus non sono soldi liberi, che esiste un requisito da soddisfare, e che la casa ha deciso di scriverlo invece di lasciarlo in fondo a un regolamento. Il confronto con il resto della lista è impietoso, e non per merito di William Hill: è che gli altri semplicemente non scrivono.
Il secondo elemento è la registrazione con SPID che vale 10 € contro i 5 € della via manuale. La differenza di importo è un incentivo all’identificazione forte, e ha un effetto collaterale utile: chi passa da SPID non rischia la scadenza dei 30 giorni.
Verdetto: la scheda più istruttiva delle dieci, e la più adatta a chi vuole capire prima di accettare; i 5 € della via manuale dicono però che l’offerta è più un invito a verificarsi che un capitale di gioco.
StarCasinò: uno sportbook dentro una casa da casinò
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sito Starcasino. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome è trasparente e conviene prenderlo sul serio: qui lo sport è una sezione dentro un prodotto costruito attorno al casinò. Per un giocatore che cerca solo scommesse sportive non è un difetto, ma è un contesto — l’ambiente in cui si entra ha una vetrina di giochi diversi dalla scommessa, e il margine di un casinò non è il margine di un mercato sportivo. Chi ha problemi di controllo sulla spesa farebbe meglio a scegliere una piattaforma dove il casinò non c’è: è più facile non giocare ciò che non si vede.
Verdetto: può andare bene a chi scommette già sul casinò e vuole un solo conto, mentre chi cerca un ambiente dedicato allo sport ha alternative più pulite in questa stessa lista.
Goldbet: l’unico dei dieci che si porta dietro una doppia identità
Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
La cosa da sapere su Goldbet non sta nell’app, sta nella tabella: la stessa società gestisce anche Lottomatica. Chi apre un conto su entrambe le piattaforme non sta diversificando nulla, e non ha due interlocutori diversi in caso di contestazione. È una duplicazione che nella percezione del giocatore non esiste, perché i due marchi vivono vite commerciali separate.
Verdetto: un’offerta ampia sulla scommessa — singole, multiple e sistemi con il live — che va scelta per quello che è, sapendo che dall’altra parte c’è la stessa azienda della riga successiva della lista.
Betsson: migliaia di eventi e i mercati che contano
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori e combo.
I mercati elencati sono la parte utile di questa scheda, perché sono quelli su cui si può ragionare con un minimo di metodo: un 1X2 di una partita di cartello è il mercato più affollato del pianeta, e il margine implicito nei suoi prezzi è tendenzialmente più stretto di quello di una combo costruita a mano dal giocatore. Chi punta sulle combo paga la comodità di scegliere da sé, e la paga in percentuale. E il marchio è lo stesso gruppo di StarCasinò, Azzurri Limited: due nomi, una società.
Verdetto: la piattaforma da guardare per la varietà dei mercati sportivi, con l’avvertenza di controllare su quale mercato si sta effettivamente puntando, perché «migliaia di eventi» non dice nulla su quanto costa il singolo prezzo.
SNAI: la scheda che parla di chiusura anticipata
Concessione n. 16032, Snaitech Spa, sito SNAI. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita una riga in più di quanto ne meriti il resto della lista mercati, perché è l’unico strumento qui che cambia la natura della decisione: chiudere una schedina prima della fine significa accettare un prezzo proposto dalla casa, non un prezzo di mercato, e quella differenza la paga il giocatore. Non è un difetto di SNAI, è come funziona la funzione ovunque. Chi la usa con l’idea di «mettere al sicuro» una vincita sta pagando per la tranquillità.
Verdetto: un catalogo di mercati anche molto specifici — rigori, tiri in porta, cartellini — che premia chi ha una lettura precisa della partita e non chi cerca il pronostico generale; il Cash Out, usato senza guardare il prezzo proposto, è la voce di costo che si nota meno.
Lottomatica: streaming, live e la stessa società di Goldbet
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la funzione che più cambia il modo di giocare live, e non solo in meglio: seguire la partita in diretta mentre si punta accorcia il tempo tra la decisione e la giocata, che è esattamente il tempo che serve a un giocatore per fermarsi. Per chi ha già un limite settimanale impostato è una comodità; per chi non ce l’ha è la funzione che produce più giocate delle previste.
Verdetto: la piattaforma più adatta a chi fa del live il proprio modo di giocare, con la stessa nota di Goldbet — la società è la medesima, quindi conti su entrambe non sono due rapporti distinti.
Che cosa resta dopo il confronto
Il confronto lascia in mano tre cose concrete, e nessuna delle tre è una raccomandazione di marca.
La prima è che la verifica della concessione si può fare in autonomia in cinque minuti, e che farla è più utile che leggere dieci recensioni. Numero di concessione, società titolare, sito: se i tre pezzi non combaciano, la domanda è chiusa.
La seconda è che la differenza tra i dieci marchi, sul terreno della sicurezza, non esiste. Tutti hanno una concessione ADM, tutti sono soggetti agli stessi obblighi di limitazione e allo stesso RUA. Le differenze stanno nel prodotto — palinsesto, mercati, streaming, cash out — e nelle regole dell’offerta di benvenuto, che è l’unico punto in cui le case scrivono cose diverse.
La terza è una conseguenza scomoda: se la sicurezza è uguale per tutti i concessionari, il criterio di scelta diventa la comodità, e la comodità è precisamente ciò che aumenta il volume di gioco. Lo streaming, il live, il palinsesto sterminato non rendono il conto più sicuro, lo rendono più frequentato. Il limite di deposito scelto in registrazione resta l’unico strumento della lista che protegge davvero, e il momento giusto per impostarlo è prima di vedere quanto è bello il sito.
Domande frequenti sulle scommesse sportive sicure in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga lega un codice di concessione a un sito .it. In alternativa si leggono i termini del conto di gioco: un operatore autorizzato dichiara numero di concessione, società titolare e sito su cui eroga il servizio.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è assegnata per sito, non per marchio, e ogni riga dell’elenco è legata a un dominio italiano preciso. Lo stesso nome commerciale può esistere anche su un dominio internazionale che in Italia non ha alcun titolo: la verifica va fatta sul sito su cui si deposita, non sul logo.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’autoesclusione può essere trasversale, su un singolo concessionario o su una categoria di gioco; dura da 7 a 270 giorni o a tempo indeterminato, con revoca dopo almeno nove mesi nel caso indeterminato.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il primo limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile, e in genere si vede già alla firma del conto. La meccanica è asimmetrica: una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo sette giorni. L’operatore aggiunge poi i propri protocolli, legati all’età e al comportamento di gioco.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?
Nessuna delle tutele del sistema legale: niente RUA, niente vigilanza ADM, niente strumenti di limitazione obbligatori, nessun foro italiano. Il dominio è esposto all’oscuramento a livello DNS e, per come l’ADM stessa enuncia la legge 401/1989, il partecipante alle scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica la paga l’operatore — 24,5 % a distanza sulla differenza tra puntate e vincite — e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, secondo la stampa di settore: per il proprio caso conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Quello che l’ADM non decide al posto tuo
La concessione risolve una domanda e ne lascia aperte tre. Risolve chi risponde di quel conto: un’azienda con un titolo rilasciato dallo Stato italiano, un sito che sta nell’elenco, un’autorità che vigila e sanziona. Le lascia aperte perché nessun titolo decide quanto depositi, su cosa punti e quanto tempo passi davanti a una partita.
Il limite di deposito che scegli in registrazione è l’unica riga di quel conto che scrivi tu, e la meccanica dei sette giorni per alzarlo esiste proprio perché il momento in cui vuoi alzarlo è il momento in cui è più facile sbagliare. Vale la pena trattarlo come una decisione, non come un campo da compilare in fretta.
Sul resto — il margine dentro ogni quota, che su un mercato a due esiti da 1,90 paghi circa cinque euro ogni cento giocati, e molto di più su mercati stretti — non c’è concessione che ti protegga, perché non è una truffa: è il prezzo del servizio. Saperlo è già metà del lavoro. L’altra metà è non confondere la sicurezza con la comodità, che sono due cose diverse e una delle due è in vendita.
Creato dalla redazione di «Coppanazionale».