Scommettere sui cartellini nel 2026: guida pratica ai mercati e alle regole ADM

Updated Novembre 2026
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Un cartellino giallo vale un punto. Un rosso ne vale due. Quando lo stesso giocatore prende il secondo giallo la sua partita finisce in anticipo, ma per chi ha giocato il cartellino quella giocata non finisce affatto: il conto resta aperto fino al fischio finale, e il totale si calcola su una tabella che quasi nessuno legge prima di confermare la schedina. Il regolamento di William Hill lo scrive per intero, punto per punto, e vale la pena partire da lì perché è la fonte più esplicita che il mercato italiano offra su questa tipologia di giocata.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Poi arriva la parte che nessun regolamento mette nella pubblicità. Due esiti, entrambi a 1,90, non pagano il 100 % di quello che gli viene puntato sopra. Il resto lo tiene chi ha fissato quelle quote, e su un mercato sottile come i cartellini quel resto pesa più che sul risultato finale.

Dati verificati al 3 Novembre 2026 e confrontati con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).

Intorno a questa giocata esistono tre strade diverse, e non portano nello stesso posto. C’è il concessionario italiano che il cartellino lo mette nel palinsesto e lo paga secondo il proprio regolamento; c’è il bookmaker senza concessione che il cartellino lo quota lo stesso, ma sta fuori dal perimetro che ADM controlla; e ci sono le vie di mezzo di chi ha la concessione ma sul mercato dei cartellini non dice nulla di pubblico. Scegliere significa capire in quale delle tre si sta entrando, e cosa si guadagna e si perde in ciascuna. Questa pagina fa questo: spiega il meccanismo, spiega le regole, e dice quale percorso si adatta a quale tipo di lettore.

Come funziona il mercato dei cartellini: i fondamenti di una giocata a punti

Il mercato dei cartellini non è una scommessa sull’esito. Non chiede chi vince, né chi segna. Chiede quanti punti disciplinari porta a casa un giocatore, una squadra o l’intera partita, e lo fa sommando ammonizioni ed espulsioni secondo un regolamento che stabilisce quanto vale ciascun provvedimento.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

William Hill, che è l’unico concessionario della lista con un regolamento cartellini pubblicato e leggibile, fissa la base così: il giallo vale 1 punto, il rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore. Il tetto è la parte da leggere due volte. Un difensore che prende due gialli e finisce sotto la doccia ha totalizzato, per il regolamento, 3 punti e non di più: non conta 1 + 1 + 2 come farebbe chi somma le caselle di un tabellino. Il capitano che entra in tackle da rosso al minuto 88 ne porta 2 al proprio conto. Il conto, però, è del giocatore e non della schedina: ogni selezione ha il suo totale e le selezioni si sommano tra loro solo se il lettore le ha unite in una multipla.

Chi legge queste regole per la prima volta scopre qui la differenza più grossa rispetto al mercato dei marcatori. Un attaccante che non tocca palla vale zero punti cartellino nello stesso modo in cui non segna; ma il numero di cartellini di una partita dipende da un arbitro, da un clima, da una tensione che cresce, e chi quota il mercato sa che la varianza su un singolo match è alta. Per questo i cartellini non stanno mai tra i mercati principali: sono mercati di nicchia, e i mercati di nicchia sul mercato italiano vengono caricati di margine più dei mercati di facciata.

Quanti cartellini aspettarsi non è un valore che questa pagina possa dare. Non esiste un tetto regolamentare, non esiste uno storico pubblico dei punti distribuiti per partita, e chi quota decide da sé quanto stringere una linea che di partita in partita si muove. Chi vuole leggere una linea dei cartellini deve guardare la quota e ricavarne il giudizio implicito, non cercare il numero da qualche altra parte.

Il regolamento scritto: quanto valgono davvero un doppio giallo e un rosso

Qui il fondamento incontra il dettaglio, ed è il dettaglio che decide il pagamento.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Il primo nodo è il doppio giallo. William Hill assegna 3 punti al doppio giallo con rosso, e lo stesso valore non cambia nei mercati che contano insieme gialli e rossi. Il secondo nodo è il rosso diretto, che vale 2 punti: un’espulsione per fallo violento porta meno punti di un’ammonizione seguita da un secondo giallo, che sembra un controsenso e invece è una scelta precisa. Il regolamento paga la somma dei provvedimenti, non la gravità scenica del gesto.

Il terzo nodo è il mercato dei soli gialli, che vive in un mondo suo. Dove contano soltanto i cartellini gialli, William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Chi gioca il mercato dei gialli dopo aver letto il regolamento generale dei cartellini ha letto la regola sbagliata: nel conteggio dei soli gialli un rosso diretto non esiste, e due ammonizioni valgono due e non tre. Sono due mercati diversi con due regolamenti diversi, e il nome commerciale non lo dice.

C’è poi la questione di chi entra nel conto. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi le scommesse riguardano soltanto i giocatori in campo. Sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, quelle degli allenatori e degli altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. L’allenatore allontanato al 70′ per proteste non muove nessuna selezione, e nemmeno il quarto uomo che si guadagna un cartellino dalla panchina. È una clausola che un lettore scopre quando la sua giocata è già in corso, e vale la pena conoscerla prima: se il proprio pronostico poggia sull’idea che una panchina nervosa produca punti, quel pronostico è partito male.

Infine, su cosa si appoggia il referto. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match. Nella pratica il referto segue la fonte ufficiale della competizione, con le statistiche di un provider come ripiego e il video come ultima istanza. Un lettore che ha visto la partita in televisione e ricorda un cartellino non visto dagli altri non ha un ricorso basato sul proprio ricordo.

Come si legge una giocata sui cartellini: schedina, selezioni e quota unica

Il formato della giocata è lo stesso di qualunque altra scommessa a quota fissa, e conviene metterlo in chiaro perché i cartellini vengono spesso descritti come se fossero una cosa a sé.

Si parte da una singola: una selezione, una quota, una puntata. Si passa alla multipla, dove le selezioni stanno una accanto all’altra e le loro quote si moltiplicano in un prezzo unico. Si arriva al sistema, che è una multipla scomposta in più combinazioni e che sul mercato italiano resta il formato preferito da chi vuole tenere aperta una seconda possibilità. Eurobet, nella sua app, elenca proprio questi tre format; Goldbet li affianca alle giocate Live; SNAI li offre insieme ai mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori.

La quota singola è l’unico numero che conta davvero nella costruzione della schedina, perché è quella che si moltiplica e quella che determina il pagamento. La vincita, sul mercato italiano, è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: quota fissata al momento, quindi, e non al momento del fischio finale: se la linea si muove, il lettore conserva la quota che aveva accettato.

Il cartellino dentro una combinata: Player Builder e My Combo

Le due funzioni che valgono la pena di essere nominate sono quelle che permettono di mettere sulla stessa partita un cartellino insieme a un’altra selezione, e sono due mondi che funzionano in modo diverso.

Il Player Builder di William Hill permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Il cartellino entra nella combinata come una selezione tra le altre, con la sua quota, e viene refertato con lo stesso regolamento che vale per il mercato standalone. Il bello e il limite stanno nello stesso posto: aggiungere una selezione moltiplica la quota e riduce la probabilità che l’intera combinata passi.

La funzione My Combo di SNAI lavora al contrario: combina più pronostici sulla stessa partita e consente di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. La differenza rispetto al Player Builder non è di sostanza ma di libertà: il perimetro delle selezioni disponibili cambia, e con esso la quota finale.

Cash out: chiudere un cartellino prima del fischio finale

Un cartellino è un mercato che si muove durante la partita. Al 60′, con un giocatore già ammonito e la partita che si scalda, il valore di quella selezione non è più quello che era al via. Il Cash Out serve esattamente a questo: chiudere la giocata prima che l’evento finisca, incassando quello che il mercato riconosce in quel momento.

Sisal e SNAI mettono la funzione a disposizione dei propri clienti, e la logica è la stessa per entrambi: il prezzo di chiusura lo stabilisce il bookmaker, e quel prezzo è sempre più basso del valore teorico della giocata in quel momento. Chi accetta il cash out compra certezza e paga il margine per averla. Su un mercato varianzoso come i cartellini il pulsante diventa però centrale: la giocata che al 70′ poteva essere chiusa in guadagno e al 90′ muore su un cartellino mancato è la storia più comune di questo mercato. E c’è un dettaglio operativo da mettere in conto: una selezione con cash out attivo resta esclusa da alcune promozioni, perché il bookmaker non ha intenzione di lasciare il cliente libero di uscire e rientrare a condizioni vantaggiose.

Le quote con la virgola e il margine che nessuno vede

In Italia le quote si scrivono in forma decimale con la virgola: 1,85, non 1.85. È una convenzione tipografica, ma è anche il formato su cui si fa il conto più importante di questa pagina.

Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, con entrambi gli esiti a 1,90. Non è una quota letta su nessun bookmaker: è un esempio che serve a mostrare la meccanica. La quota dice quanto paga ogni euro puntato su un esito, e la somma delle probabilità implicite dice quanto il bookmaker si è tenuto. La probabilità implicita di un esito si ottiene con 1 diviso la quota: con 1,90 si arriva a circa il 52,6 %. Due esiti identici valgono quindi circa il 105,3 % in totale, e quel 5,3 % in più del 100 % è il margine. Detto dall’altra parte: la quota di ritorno, cioè la parte di ogni euro puntato che il mercato restituisce ai giocatori, è dell’ordine del 95 %, e il margine è la differenza.

Questo 5,3 % è un valore di riferimento, non un valore assoluto, e va letto come una banda con la sua condizione. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il margine si aggira tra il 5 % e il 5,5 %, e quel risultato vale per quel mercato illustrativo e per quelle due quote. Su un mercato a tre esiti con quote più lunghe la somma delle probabilità implicite sale, e il margine con lei; su un mercato con quote molto corte scende. Nessuno di questi numeri è un prezzo praticato: il margine reale di un mercato di cartellini dipende da quanto quella linea è liquida, da quanto il bookmaker teme il giocatore informato e da quanto gli costa coprirsi.

Perché insistere su questa meccanica su una pagina dedicata ai cartellini? Perché sul mercato dei cartellini è il margine a decidere se la giocata ha un senso. Un mercato principale come il risultato finale attira volumi enormi, e i volumi comprimono il margine; un mercato di nicchia come i punti disciplina di un singolo giocatore attira volumi modesti, e i volumi modesti lasciano al bookmaker spazio per stringere la quota. Aggiungendo a questo l’incertezza oggettiva di un evento che dipende da un arbitro, il risultato è una linea larga già in partenza. Il payout di un mercato e il margine dello stesso mercato sono due letture della stessa cosa: se il payout è dell’ordine del 95 %, il margine è dell’ordine del 5 %, e in mezzo non c’è margine nascosto né sconto.

Il margine è anche la ragione per cui una giocata sui cartellini non va giudicata sulla sua quota più alta. Una quota più alta su un mercato ad alto margine spesso non significa un prezzo migliore: significa che su quel mercato la linea è stata costruita con più cautela. Il modo pratico per verificarlo, con i numeri che il lettore ha davanti, è sommare le probabilità implicite delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Se la somma supera di molto il 100 %, quella linea è cara; se gli sta vicino, è una linea onesta per quel mercato. È un controllo che si fa con una calcolatrice e due minuti, e nessuna promozione lo fa al posto del cliente.

Quale percorso scegliere: i panorami a confronto

Tre strade, si diceva. Adesso si mettono una accanto all’altra.

La prima è il concessionario con un regolamento pubblicato. William Hill è l’unico dei dieci profili di questa pagina a documentare per iscritto come si contano i punti cartellino, su quali giocatori e su quali fonti si referta. Il vantaggio è che il lettore può calcolare prima cosa succede in ogni scenario: sa che il doppio giallo vale tre, che il tetto per giocatore è tre, che l’allenatore non entra nel conto. Lo svantaggio è che una regola scritta vale per quel bookmaker e non per gli altri: il regolamento non è una prassi di mercato, è una clausola contrattuale.

La seconda strada è il concessionario che il cartellino lo quota senza dirlo. Goldbet lo elenca tra i propri mercati di calcio accanto a 1X2, marcatori e numero di goal; SNAI lo mette accanto a tiri in porta e rigori e lo include in un’app che copre singole, multiple e sistemi. Per questi due operatori il cartellino esiste, e questo basta a farli entrare nella scelta di chi cerca il mercato. Quello che manca è il dettaglio: quanti punti valga un rosso, se il tetto per giocatore esista, se la panchina conti. Sono domande a cui il regolamento interno del singolo operatore risponde, e a cui il lettore deve andare a guardare da sé prima di confermare la schedina.

La terza strada è quella che non porta ai cartellini. Buona parte dei concessionari italiani ha un’offerta sportiva costruita su altri mercati: Betsson copre 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; Betfair lavora su Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; Sisal porta Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal e giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Notare «espulsioni» in quest’ultimo elenco è il punto: un mercato sulle espulsioni non è il mercato dei cartellini, e chi cerca i punti disciplina di un giocatore non li trova in una selezione sulle espulsioni. StarCasinò, dal canto suo, offre scommesse sui principali eventi italiani e internazionali senza dettagliare tipologie che tocchino il cartellino. Per chi vuole quel mercato specifico, la strada esiste ma passa da un altro sportello.

Il panorama, letto così, dice una cosa semplice: il mercato dei cartellini sul mercato italiano è un mercato di regolamenti, non di listini. Chi lo gioca seriamente non confronta dieci quote sulla stessa selezione — spesso quelle dieci quote non esistono — ma confronta dieci regolamenti, e nel farlo scopre che la voce da controllare non è la quota, è la definizione del punto.

La concessione ADM, e cosa vuol dire averla

Un bookmaker che accetta un giocatore italiano per denaro reale ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata da ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quella che il mercato continua a chiamare AAMS — e valida per il singolo sito, non per il gruppo. Lo strumento che ha riscritto il quadro è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate per gara pubblica, e l’articolo 6, comma 3 lascia al vincitore una durata massima di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Che cosa autorizza, in concreto, l’articolo 6, comma 1? Elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: alle lettere a) e successive stanno le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse dei cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. È un elenco di giochi, non un elenco di marchi, e la differenza conta.

Conta perché la concessione è legata al sito, non alla società, e perché il medesimo concessionario può detenere diritti su partite diverse dello stesso elenco in qualunque combinazione. Una società con la concessione per il bingo può non avere nulla sulle scommesse sportive; un gruppo che controlla tre siti può avere tre concessioni distinte con codici distinti. Eurobet Italia S.r.l. ne è l’esempio più chiaro: gestisce tre siti diversi.

Questo è il punto in cui la lettura di una lista pubblica va fatta con attenzione. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra quindi che quel bookmaker accetti scommesse sportive: dimostra che è autorizzato a offrire uno o più dei giochi dell’articolo 6. La prova dell’offerta sportiva sta sul sito e sull’app dell’operatore, non nell’elenco. E, per la cronaca, Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figuravano tra quelle 52 righe alla data del controllo.

I panorami dei dieci profili selezionati: concessione e regolamento

La tabella che segue mette in fila i dieci operatori trattati in questa pagina con il numero di concessione, la società concessionaria che risulta dalla riga di licenza e quello che il regolamento interno di ciascuno dichiara sul mercato dei cartellini. L’ultima colonna è vuota per molti: vuol dire che l’operatore non pubblica nulla di specifico sul conteggio dei punti cartellino, non che il mercato non esista.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dice il regolamento sul mercato dei cartellini
Eurobet concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
William Hill concessione n. 16044, William Hill Malta Plc giallo 1 punto, rosso 2 punti, massimo 3 punti per giocatore; doppio giallo con rosso 3 punti; rosso diretto 2 punti; nei mercati dei soli gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non conta; contano solo i giocatori in campo
Lottomatica concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
Sisal concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
AdmiralBet concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l. —
Betsson concessione n. 16027, Azzurri Limited —
Planetwin365 concessione n. 16007, Pwo S.p.a. —
Betfair concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò concessione n. 16026, Azzurri Limited —
NetWin concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —

La colonna di mezzo si legge in un modo solo: verificando la riga del singolo operatore. Il concessionario raramente porta il nome del marchio. Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy; Betsson.it e Starcasino.it fanno capo alla medesima Azzurri Limited, che è una società sola con due concessioni. Chi vuole risalire dal marchio alla società trova la risposta nei termini del sito, dove l’operatore è tenuto a dichiarare numero di concessione e concessionario.

Vuoto, nell’ultima colonna, significa anche un’altra cosa per il lettore: la verifica va fatta dall’altra parte, nel regolamento sportivo del bookmaker, cercando la voce «cartellini» o «punti cartellino» tra le regole di referto. È lì che si trova la definizione del punto, ed è lì che si scopre se il rosso vale due o tre.

Il palinsesto approvato: su cosa si può scommettere

L’articolo 2, lettera s) del decreto definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipologie di giocate preparato dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza pratica è secca: una scommessa si può prendere soltanto su eventi che stanno in quel programma approvato. Non è il bookmaker a decidere da solo cosa mettere in vetrina. ADM aggiunge eventi uno per uno, e in settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

Da questa regola discende una cosa che riguarda direttamente i cartellini: se il mercato dei punti disciplina non è nel palinsesto approvato di quel concessionario, quel mercato non esiste per il giocatore italiano, indipendentemente da quanto appaia attraente. E la lista degli eventi e delle tipologie approvate non ha una forma pubblica consultabile con la stessa facilità dell’elenco dei concessionari: la si ricava dal sito dell’operatore, che è tenuto a offrire solo ciò che è approvato, ed è proprio il motivo per cui la vetrina dell’operatore è la fonte pratica.

Il quadro si allarga con le altre tipologie previste dal decreto. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, cioè la scommessa a monte comune: se qualche marchio online italiano offra concorsi a totalizzatore sportivi non è cosa che emerga. I virtuali sono un mondo a sé: l’articolo 2, lettera v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentiti dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, poi, va tenuta separata da tutto il resto: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lettera a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e le formule a totalizzatore dello stesso tipo — richiedono una concessione propria, e se un marchio tratti i concorsi ippici nazionali online non è dato sapere.

Il live betting merita un capitolo suo. Ogni grande operatore lo offre, e la pagina lo incontrerà di nuovo parlando delle app. Quello che qui conta è la cornice: le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono note, e non esiste una lista dei mercati live disponibili. Chi gioca live lo fa dentro una cornice che conosce solo in parte.

Il betting exchange è la voce più interessante dell’elenco perché cambia il ruolo di chi scommette. L’articolo 6, comma 1, lettera e) lo ammette come gioco separato, e l’articolo 2, lettera u) lo definisce come la scommessa a quota fissa in cui il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come un limite minimo di 200 centesimi per la puntata a favore, in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere. Resta il fatto che l’exchange è l’unica forma di scommessa sportiva in cui il margine del bookmaker non è incorporato nella quota, perché il bookmaker non quota.

C’è poi un punto scomodo, e riguarda l’articolo 6, comma 5: tra i requisiti del concessionario c’è l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Il valore di quel limite non è un dato pubblico che questa pagina possa riportare. Quello che è pubblico è il resto: il concessionario si assume l’obbligo, e il giocatore trova nel proprio conto gli strumenti per darsi un limite da sé.

La vigilanza: chi controlla i siti e chi li oscura

La vigilanza ha due facce, e conviene guardarle entrambe prima di decidere su quale delle tre strade mettere il proprio denaro.

La prima faccia è la lista. L’articolo 22 del decreto stabilisce che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM incorrono in una sanzione da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

La seconda faccia è l’efficacia reale di quel blocco, e qui il quadro è più mosso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti nel corso del 2026 che aggiungono qualche decina o qualche centinaio di domini per volta. I mirror riappaiono nel giro di ore. La parola con cui il settore descrive il risultato è «oscurati», ed è una parola onesta: oscurato non significa scomparso.

Il perché di tanta attenzione al blocco è nella legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, che ADM stessa cita il 28 febbraio 2024: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Quanto ammonti nel concreto l’ammenda e se esistano procedimenti contro singoli giocatori non è cosa che questa pagina possa dire.

Sul fronte della pubblicità vale il Decreto Dignità, articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018: è in vigore, e ADM ne cita il testo il 28 febbraio 2024 là dove vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, manifestazioni sportive, culturali e artistiche, trasmissioni televisive e radiofoniche, stampa e pubblicazioni, affissioni e internet. La vigilanza sulla norma è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il quadro giudiziario attorno alla norma è in movimento: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una norma: il divieto resta in vigore alla data di verifica.

Il punto che riguarda il portafoglio del lettore è un altro, e il divieto non lo tocca: la pubblicità è vietata, il bonus esiste. Non c’è un tetto di legge al bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini del singolo operatore. Chi cerca il regalo più generoso non lo trova in una norma: lo trova in un contratto.

Gioco responsabile: gli strumenti e i limiti

Un conto di gioco italiano si apre con un limite già dentro. L’articolo 15, comma 1 del decreto prevede una serie di strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Nella pratica il meccanismo ha un’asimmetria che vale la pena conoscere: un limite ridotto ha effetto immediato, un limite aumentato richiede un’attesa di sette giorni — questa è la forma che i termini di AdmiralBet descrivono, e la logica di fondo è quella. La stessa logica sta dietro la richiesta di impostare, in fase di registrazione, un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. L’attesa sull’aumento non è una vessazione gratuita: serve a togliere di mezzo la decisione presa di impulso.

Limiti, autoesclusione e RUA

L’autoesclusione è lo strumento più potente del pacchetto, ed è anche quello che ha una geografia precisa.

I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il meccanismo che rende efficace questa scelta si chiama RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: un giocatore che entra nel registro viene bloccato su ogni piattaforma online con concessione ADM e sulle sale fisiche. L’articolo 15, comma 1, lettera e) chiede del resto strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore, e una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Qui arriva il dettaglio che vale per tutte e tre le strade descritte sopra. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso e va a giocare su un .com senza concessione non è protetto da nulla: il registro che lo bloccherebbe altrove non lo vede, e l’esclusione che ha scelto resta senza effetto praticamente ovunque tranne che nel posto da cui è scappato. È la ragione più concreta per cui l’autoesclusione va decisa prima di aprire il secondo conto, non dopo.

Il resto del pacchetto di tutele è distribuito tra gli operatori. bet365 comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un dettaglio piccolo e va ripetuto perché nella pratica è il più utile: una linea telefonica a cui rispondere non è la stessa cosa di una pagina di termini.

C’è poi l’obbligo informativo dell’articolo 15, comma 2: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Detto in modo meno burocratico: una parte di quello che il giocatore perde sui margini torna indietro come informazione, con un tetto annuale che su un’azienda grande è una frazione modesta del giro d’affari.

Identità, SPID e CIE

Il conto di gioco richiede identificazione piena, e questa è una regola, non una cortesia. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; Goldbet arriva al CIE passando per un fornitore SPID; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il principio sta nell’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto, che nomina la tutela dei minori tra i principi del settore, e le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco; l’età fissata dalla legge italiana è 18 anni.

La parte che sorprende chi arriva da fuori è il calendario. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Non è una minaccia teorica: è il modo in cui il sistema impedisce che un conto aperto in fretta resti per mesi senza un titolare identificato. Chi apre il conto con il documento e la copia del documento ha una scadenza; chi apre con SPID o CIE l’ha già risolta in partenza.

Quali sono i dieci profili, e con quale criterio sono stati scelti

I dieci marchi che seguono hanno un elemento in comune che non è un’opinione: figurano tutti nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione e un sito .it proprio. Il criterio di selezione è questo e nient’altro. Non è una classifica e non è una raccomandazione, e non potrebbe esserlo: la lista non è completa del mercato, altri concessionari esistono, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione.

Il secondo criterio è il tipo di materiale. Dei dieci, solo i profili con un’evidenza pubblica sul mercato dei cartellini ricevono su questa pagina un’analisi di quel mercato; per gli altri si descrive ciò che il regolamento e le app dichiarano, e li si confronta solo su quello. Vuoto non significa assente: significa che il dettaglio non è pubblicato, e che chi vuole scoprirlo deve leggere il regolamento sportivo nella pagina del bookmaker.

Il terzo criterio è la separazione tra partite del catalogo. Un’offerta di casinò non è un’offerta di scommesse sportive, e sono due concessioni distinte — o due facce della stessa concessione, a seconda di come il concessionario le ha strutturate. Diversi marchi di questa lista sono casinò-first con un bookmaker accanto, e vanno letti per quello che sono.

I dieci operatori a confronto

In questa sezione analizziamo nel dettaglio l’offerta dei dieci operatori selezionati, focalizzandoci sul loro approccio ai mercati di nicchia e sulla trasparenza dei regolamenti pubblicati.

Eurobet: regolamento essenziale, tre formati di giocata

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per il sito Eurobet.it. L’app dell’operatore copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.

Quest’ultima funzione è più utile di quanto sembri su un mercato come quello dei cartellini. Una giocata che dipende da un arbitro e da una partita che si scalda vive di stati intermedi, e avere tutte le schedine aperte in un posto solo — con il loro stato — è la differenza tra seguire una giocata e inseguirla. Per chi gioca più selezioni sui cartellini nella stessa giornata di campionato, la sezione diventa il cruscotto della serata.

Sul mercato dei cartellini, però, Eurobet non pubblica un regolamento specifico tra le fonti consultate, e la pagina non inventa un dettaglio che non c’è. Chi vuole sapere se un doppio giallo valga due o tre punti da questo operatore lo trova nel regolamento sportivo del sito, non in una scheda commerciale. I tre formati di giocata sono il punto di forza concreto: singola, multipla e sistema coprono le esigenze di chi vuole una giocata secca e di chi vuole una struttura con più combinazioni sullo stesso pronostico.

Il verdetto è questo: Eurobet è la scelta di chi costruisce la giocata in modo articolato e vuole tenere tutto sotto controllo in un’unica pagina, mentre la definizione del punto cartellino è una verifica da fare in proprio, nel regolamento, prima di confermare.

William Hill: l’unico regolamento cartellini pubblicato parola per parola

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044 per William Hill, ed è l’unico profilo di questa pagina con un regolamento dei cartellini pubblicato e verificabile.

I numeri li abbiamo già messi in fila: il giallo vale 1 punto, il rosso 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore; il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto vale 2 punti; nei mercati che contano soltanto i gialli il doppio giallo vale 2 punti e il rosso non entra nel conteggio; le scommesse riguardano solo i giocatori in campo e restano fuori le espulsioni dalla panchina, quelle di allenatori e staff e quelle dopo il fischio finale; il referto segue i dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come ripiego e il video del match come ultima istanza.

Il Player Builder aggiunge l’altra metà dell’offerta: combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. Il cartellino diventa così una gamba di una combinata costruita su misura, e la quota unica che ne esce è il prezzo di quella combinazione.

Sul versante del conto c’è un pacchetto di benvenuto da leggere con la calcolatrice in mano: il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. La parola «cash» fa un certo effetto accanto a una quota minima di 5.00 su multiple da cinque selezioni: per trasformare cinquanta euro di bonus in contanti servono cinque multiple costruite dentro un vincolo di quota che di combinata ne fa già cinque. Il tipo di offerta è chiaro — è un bonus cash, non un free bet — ma il percorso tra il bonus e la cassa passa da una costruzione di schedina molto specifica.

Il verdetto: è il bookmaker di questa lista per chi vuole giocare i cartellini sapendo in anticipo cosa succede in ogni scenario, e nessun altro profilo offre altrettanta trasparenza sul conteggio dei punti.

Lottomatica: Gamma vasta e canali GBO Italy

Sulla concessione n. 16010 per Lottomatica.it opera Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la società che il mercato conosce come GBO Italy — ed è una delle trame più interessanti della lista, perché lo stesso gruppo presidia il mercato con più di un marchio.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta mentre si gioca live. La copertura dei campionati è il punto forte dichiarato, e per chi gioca i cartellini la disponibilità dello streaming non è un dettaglio estetico: un mercato che dipende da un arbitro e dal nervosismo di una partita si legge molto meglio guardando cosa succede.

Per quanto riguarda il conteggio dei punti cartellino, ogni operatore adotta i propri criteri specifici. La struttura societaria, invece, merita una nota perché spiega una confusione frequente: chi cerca la concessione di Lottomatica trova il nome di GBO Italy, e chi confronta Goldbet con Lottomatica sta in realtà confrontando due marchi del medesimo gruppo su due concessioni distinte.

Il verdetto: Lottomatica è la scelta di chi vuole un palinsesto calcistico largo e la partita in video accanto alla quota, e sul cartellino la verifica del regolamento resta un passaggio obbligato.

Sisal: prodotti proprietari e cash out

Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per Sisal.it, e la sua offerta sportiva ha una caratteristica che la distingue da tutte le altre: i prodotti sono battezzati e riconoscibili.

Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, ed è il vero punto di contatto con il mondo dei cartellini.

Vale la pena essere precisi su questo contatto, perché è facile equivocarlo. Un mercato sulle espulsioni non è il mercato dei punti cartellino: il primo chiede se un’espulsione ci sarà, il secondo quanti punti totalizza un giocatore secondo una tabella di valori. Chi cerca i punti disciplina di un singolo giocatore non li trova in una selezione sulle espulsioni. Quello che Sisal offre è il cash out su una giocata che vive di stati intermedi — e su un mercato come questo il pulsante di chiusura è la funzione che decide il risultato economico della serata più di quanto lo decida la quota d’ingresso.

Il verdetto: Sisal è il bookmaker per chi vuole poter uscire da una giocata mentre è ancora aperta, e chi cerca specificamente i punti cartellino deve prima accertarsi che quel mercato sia nella sua vetrina.

AdmiralBet: limiti e autoesclusione al centro

Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione n. 16048 per Admiralbet.it, e la sua carta più leggibile non è nel catalogo delle giocate ma nel governo del conto.

In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e distingue le due direzioni del limite: uno ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’autoesclusione, i termini prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Questa seconda parte è la più interessante per chi legge una pagina sulle scommesse e pensa di non averne bisogno. Un periodo minimo di sette giorni rende l’autoesclusione una decisione seria anche quando è breve, e il tetto a 270 giorni con revoca dopo nove mesi per la forma indeterminata dà alla scelta una geometria precisa. Un giocatore che entra su un mercato varianzoso come i cartellini e scopre di non reggere la sequenza delle sere storte trova qui lo strumento, e lo trova prima di averne bisogno, che è l’unico momento in cui serve davvero.

Il verdetto: AdmiralBet è il profilo di chi vuole che il tetto di spesa sia fissato prima della prima giocata e non dopo la prima perdita, e il pacchetto di autoesclusione è il più articolato tra quelli pubblicati dai dieci.

Betsson: ampio catalogo, struttura societaria da leggere

La concessione n. 16027 per Betsson.it fa capo ad Azzurri Limited, ed è una riga di licenza che vale la pena tenere a mente perché la stessa società compare più avanti in questa lista.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo è vasto e la coesistenza di pre-match e live è dichiarata; il marchio, nella sua veste italiana, è un casinò con un bookmaker accanto, e questo spiega perché la comunicazione spinga su slot e live casinò più che sui mercati di nicchia.

Il regolamento specifico sui cartellini viene spesso riportato direttamente nel regolamento sportivo di ciascun sito, e la pagina non aggiunge congetture su quanto non sia esplicitamente dichiarato. Chi cerca i punti disciplina da questo operatore va nel regolamento sportivo del sito, e chi cerca un bookmaker con un regolamento cartellini esplicito lo trova altrove in questa lista. Il catalogo resta il punto di forza: migliaia di eventi significano molte partite su cui guardare una linea.

Il verdetto: Betsson è il profilo di chi vuole ampiezza di eventi prima che profondità di mercati, e chi ha i cartellini come interesse principale deve verificare la presenza del mercato direttamente nella sua vetrina.

Planetwin365: streaming quotidiano come strumento

Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007 per Planetwin365.it, e la sua caratteristica dichiarata è la diretta.

L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Quest’ultimo dettaglio è il più rivelatore: un palinsesto che tiene dentro il tennis tavolo è un palinsesto costruito per chi guarda, non solo per chi punta sul calcio della domenica. Per chi gioca live, la disponibilità di eventi da guardare durante il giorno è la differenza tra una serata e una giornata di giocate.

Sul mercato dei cartellini non c’è una regola pubblica tra le fonti di questa pagina, e la pagina si ferma dove arrivano i fatti. Il calendario quotidiano di eventi in diretta resta comunque un argomento per chi usa il live come formato principale, perché un mercato che si muove minuto per minuto si legge meglio con gli occhi sulla partita.

Il verdetto: Planetwin365 è il profilo di chi passa ore sul live e vuole che ci sia sempre qualcosa da guardare, mentre il cartellino resta un mercato da verificare nella sua offerta.

Betfair: exchange come percorso separato

Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 per Betfair.it, e l’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Ma il motivo per cui questo profilo occupa una posizione a sé nella lista non è la sezione Supercombo. È l’exchange, la forma di scommessa che l’articolo 6, comma 1, lettera e) del decreto ammette come gioco separato e che l’articolo 2, lettera u) definisce come la scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere puntatore o bancatore e il concessionario si limita a mettere le parti in contatto anonimo.

Sul conto exchange italiano la documentazione dell’operatore è riportata indicare regole aggiuntive, come un limite minimo di 200 centesimi per la puntata a favore, in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla perché il prelievo cade sul concessionario. Il senso di questa architettura è che il margine del bookmaker non esiste: la quota nasce dall’incontro tra chi punta e chi banca, e il costo si sposta sulla commissione. È il percorso più diverso dai due descritti finora, e non è per tutti — richiede un conto con regole proprie e una comprensione del meccanismo che il resto della pagina non può dare.

Sul mercato dei cartellini non c’è una regola pubblica tra le fonti di questa pagina, e la pagina non colma il vuoto con congetture.

Il verdetto: Betfair è il profilo di chi vuole capire quanto costa davvero una quota e accetta in cambio un conto con regole diverse e un mercato dei cartellini da verificare per conto proprio.

StarCasinò: sport dentro un’offerta da casinò

Azzurri Limited detiene la concessione n. 16026 per Starcasino.it — la stessa società che opera Betsson.it, con una concessione distinta per ciascun sito, ed è l’unico caso di questa lista in cui un solo concessionario amministra due concessioni.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La struttura dell’offerta è dichiarata apertamente: lo sport è una parte di un catalogo che ha nel casinò il suo centro di gravità.

Per chi gioca i cartellini questo profilo è il caso più chiaro della terza strada descritta sopra. Il mercato dei punti disciplina non è tra i dati pubblici di questa pagina, e l’orizzonte dichiarato sono i grandi eventi sportivi più che le nicchie di mercato. Chi arriva su StarCasinò per i cartellini deve verificare che il mercato esista nella sua vetrina, e farlo prima di aprire il conto.

Il verdetto: StarCasinò è il profilo di chi cerca un’offerta di casinò con sport accessorio, e non è il posto in cui andare a caccia di un mercato di nicchia come i punti cartellino.

NetWin: rigioco definito e sport popolare

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035 per Netwin.it, e la sua offerta ha nel requisito di sblocco la sua parte più leggibile.

Per sbloccare il bonus Sport-50, NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi, con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Vale la pena tradurre quel requisito in termini concreti, perché è il tipo di condizione che cambia il valore effettivo dell’offerta rispetto al suo annuncio. Un giro di tre volte il deposito è un requisito leggero nel confronto con la media del mercato, ma le esclusioni restringono molto lo spazio di manovra: fuori i sistemi, che sono il formato preferito di chi vuole strutture con più combinazioni; fuori il live, che è il formato di chi guarda la partita; fuori le giocate con cash out attivo, cioè proprio la funzione che permette di uscire da una giocata in corso. Chi punta il bonus deve costruire multiple pre-match di almeno tre eventi, ogni selezione con quota minima 2.00, e una quota complessiva di almeno 10.00 — un vincolo che premia chi gioca pochi biglietti ragionati e penalizza chi copre tutto il calendario.

Sul regolamento dei cartellini non c’è una regola pubblica tra le fonti di questa pagina. Il profilo NetWin resta quello di un operatore con un requisito di sblocco dichiarato in modo preciso, ed è già una forma di trasparenza.

Il verdetto: NetWin è il profilo di chi vuole un rigioco breve — tre volte il deposito — e accetta in cambio un perimetro ristretto di giocate ammesse, cash out compreso.

Prima di aprire un conto: la sequenza dei controlli

A questo punto la scelta si riduce a una sequenza, e vale la pena metterla in ordine perché l’ordine conta.

Primo controllo: la concessione. Il marchio deve stare nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il proprio codice e il proprio sito .it. Non è sufficiente il nome del gruppo: la concessione è per sito. Se il marchio non c’è, non si discute di quote.

Secondo controllo: il regolamento del mercato che interessa. Non il listino, il regolamento. Quanti punti vale un giallo, quanto un rosso, se esiste un tetto per giocatore, se la panchina conta, su quale fonte si referta. William Hill pubblica tutto questo; per gli altri la voce va cercata nel regolamento sportivo del sito.

Terzo controllo: il margine della linea. Con due esiti a 1,90 il margine è dell’ordine del 5,3 %, e quello è il metro con cui giudicare una quota di cartellino. Se la somma delle probabilità implicite di un mercato supera di molto il 100 %, quella linea è più cara di una linea principale.

Quarto controllo: i limiti del conto. Limite di deposito in registrazione, tempi di attesa per aumentarlo, strumenti di pausa e autoesclusione, e la consapevolezza che l’autoesclusione ha effetto su tutte le piattaforme con concessione ADM.

Quinto controllo: la parte fiscale che riguarda il giocatore. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 lo descrive come una tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui la conclusione utile è una sola: consultare un commercialista prima di dare per scontato il trattamento di una vincita.

Sesto controllo, e riguarda solo una parte dei lettori ma è la voce più pesante: il sito ha la concessione o no? Un .com senza concessione non è collegato al RUA, non porta la vigilanza di ADM, non offre gli strumenti obbligatori di limitazione e, secondo quanto ADM stessa scrive, espone il partecipante a una sanzione penale: la legge 401/1989, articolo 4, prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Aggiungere a questo il blocco DNS e la comparizione di mirror nel giro di ore dipinge il quadro completo: il sito non autorizzato non è un’alternativa più libera, è un posto dove il giocatore rinuncia alle tutele e si assume un rischio di natura diversa.

Cosa cambia tra un percorso e l’altro, detto in una riga per ciascuno

Chi vuole il mercato dei cartellini con regole scritte e verificabili ha una sola risposta nella lista, e la risposta si chiama William Hill: pubblica i valori dei punti, il tetto per giocatore, il trattamento della panchina e la fonte di referto, e nessun altro dei nove lo fa.

Chi vuole il cartellino unito ad altre selezioni sulla stessa partita ha due porte: il Player Builder di William Hill, che permette di mettere in una combinata un marcatore in qualsiasi momento, un ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio, oppure My Combo di SNAI, che combina pronostici sulla stessa partita e permette di unire più combo su match o sport diversi con una quota unica. Sono due funzioni con la stessa idea e due perimetri diversi.

Chi vuole uscire da una giocata in corso guarda al cash out: Sisal e SNAI lo offrono, e il prezzo lo fa il bookmaker. Chi vuole il formato con più combinazioni possibili sceglie il sistema, disponibile da Eurobet, SNAI e Goldbet. Chi vuole limiti di conto rigidi prima di giocare trova in AdmiralBet il pacchetto più documentato. Chi vuole pagare un margine trasparente e accetta regole diverse va sull’exchange di Betfair. Chi vuole un rigioco breve accetta le esclusioni del bonus NetWin. Chi cerca il casinò con lo sport accanto sceglie StarCasinò; chi vuole solo un catalogo ampio di eventi guarda Betsson; chi vuole lo streaming quotidiano guarda Planetwin365.

Nessuno di questi percorsi è il migliore. Sono cinque bisogni diversi e dieci risposte parziali, ed è esattamente il motivo per cui conviene decidere prima cosa si sta cercando e poi guardare la lista.

Domande frequenti sui cartellini scommesse

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM sul proprio sito, dove ogni riga porta un codice di concessione e un sito .it. Il nome sull’elenco dimostra l’autorizzazione, non l’offerta di scommesse sportive: l’elenco non ha una colonna per i giochi. L’operatore, nei propri termini, dichiara numero di concessione e società concessionaria.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento in cui la giocata è stata accettata. Con 10 € su una quota di 1,90 il ritorno è 19 €, e il profitto netto è 9 €. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un prezzo unico, che diventa il moltiplicatore dell’intera puntata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano le probabilità implicite di tutti gli esiti dello stesso mercato, cioè 1 diviso ciascuna quota. Un mercato a due esiti entrambi a 1,90 dà circa il 105,3 %, e il margine è quel 5,3 % sopra il 100 %. È un valore di riferimento per quel mercato illustrativo, non un prezzo praticato.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la legge prevede anche limiti di tempo, spesa e perdita. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Sono strumenti obbligatori per i concessionari, non opzioni commerciali.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM il prelievo cade sul concessionario, e la stampa di settore descrive la vincita come tassata alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. La ricostruzione non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la verifica va fatta con un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il sito non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione scelta altrove non ha effetto; non porta la vigilanza di ADM né gli strumenti obbligatori di limitazione; può finire tra i domini oscurati a livello DNS. Secondo ADM, il partecipante a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi.

Scritto dal team di «Coppanazionale».

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