Non AAMS scommesse in Italia 2026: due anni di nove che il .com non ha

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — Verifica condotta sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e sulla pagina dei siti inibiti pubblicati da ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca un bookmaker «non AAMS» di solito cerca tre cose: quote migliori, un bonus più ricco, nessun documento da caricare. Le prime due esistono qualche volta, la terza quasi mai. Quello che di sicuro non esiste è tutto il resto — e il resto, quando serve, serve sul serio. Il mercato regolato italiano non è un’etichetta appiccicata a un sito: è un impianto che decide chi può accettare una giocata, con quale palinsesto, a quali condizioni e con quali freni. Fuori da quell’impianto restano le quote, restano i bonus, e sparisce l’unica parte del sistema costruita per funzionare nel momento peggiore: quando il giocatore vuole smettere, quando il conto non torna, quando un prelievo non arriva.

La prova di appartenenza a quel sistema è una sola e sta in un file pubblico. ADM (ex AAMS) — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — tiene l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: cinquantadue righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Non è un albo di marchi ma di siti: la concessione si concede per singolo sito, non per azienda, e una stessa società può comparire più volte. Un nome su quell’elenco, però, non dice ancora a cosa si può giocare, perché la lista non ha una colonna per i giochi. È il primo equivoco da sciogliere: la concessione autorizza, il palinsesto approvato decide. E la presenza in una classifica — anche in quella che state leggendo — non è né una concessione né una prova.

Cosa significa «non AAMS»: il meccanismo che sta dietro l’etichetta

L’espressione è rimasta al vecchio nome dell’autorità. Il mercato continua a dire «AAMS» per abitudine, mentre l’agenzia che rilascia le concessioni e vigila sul gioco a distanza si chiama oggi ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e i testi ufficiali la scrivono «ADM (ex AAMS)». Chiamarlo «non AAMS» o «non ADM» descrive la stessa cosa: un sito che accetta giocate in Italia senza comparire in quell’elenco.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Da cosa è fatta la differenza, in concreto. La concessione è attribuita con gara pubblica, non rilasciata a chi la chiede; il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è il testo che riordina il settore, e all’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime concessorio: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli (lett. a), totalizzatori sportivi e ippici (lett. b), ippica nazionale (lett. c), giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d), scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange o «punta e banca» (lett. e), bingo (lett. f). Un concessionario può gestirne uno o più in qualsiasi combinazione, per un massimo di nove anni senza rinnovo, come stabilisce l’art. 6, comma 3.

Chi sta fuori da questo perimetro non ha una concessione italiana, e la licenza che esibisce — Curaçao, Malta, Anjouan, qualunque sia — non ha alcun valore in Italia. Non è un dettaglio formale. Quella licenza regola il rapporto tra il bookmaker e il suo paese d’origine; non crea un obbligo verso il giocatore italiano, non lo sottopone alla vigilanza di ADM, non lo iscrive a nessun registro, non gli dà un foro naturale davanti a un’autorità italiana.

Succede, allora, che lo stesso vocabolario venga usato per due cose diverse. «Bonus di benvenuto» esiste da entrambe le parti del confine. «Assistenza clienti» anche. La parola che non attraversa il confine è «tutela», e vale la pena guardare cosa copre.

Il terzo passaggio è il più scomodo, e va detto senza girarci intorno: la scelta riguarda anche il giocatore, non solo l’operatore. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, ha ricordato che l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e ha aggiunto che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun procedimento contro un giocatore: la norma, però, è quella, e la fonte che la enuncia è l’autorità che vigila sul settore. Non è un avvertimento di maniera su un modulo.

Concessione per sito, non per marchio

La riga dell’elenco ADM lega un codice di concessione a un indirizzo .it, e il nome della società che la detiene raramente coincide con l’insegna. Alcuni esempi rendono l’idea meglio di qualunque spiegazione: Eurobet fa capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, Goldbet a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), mentre Betsson e Starcasino risultano entrambi in capo ad Azzurri Limited. La stessa Eurobet Italia S.r.l. compare su più righe, perché gestisce anche Bwin e giocodigitale. Letta così, la lista smette di essere un elenco di marchi e diventa quello che è: un registro di siti autorizzati.

C’è una conseguenza pratica che sfugge a molti. Un marchio noto a livello internazionale può avere un sito .it in concessione e, allo stesso tempo, un sito .com fuori da qualunque concessione: sono due operatori diversi dal punto di vista della legge italiana, anche se l’immagine, il colore e il logo sono gli stessi. Il dominio conta più del marchio. È per questo che la verifica corretta non parte dal nome dell’operatore ma dall’indirizzo su cui state per registrarvi.

Cosa NON dimostra una presenza in classifica

Un elenco ordinato per qualità percepita, per ricchezza del palinsesto o per generosità del bonus non è un documento di licenza. Nessuno degli articoli che confrontano bookmaker — questo compreso — attribuisce concessioni: le legge da un registro. Vale anche in senso opposto, ed è il punto che le classifiche di rado dicono: l’elenco dei concessionari non esaurisce il mercato. Altri concessionari esistono oltre a quelli trattati in queste pagine, e un marchio che non compare in una rassegna non è per ciò stesso privo di concessione. Sono due insiemi diversi, e confonderli porta a conclusioni sbagliate in entrambe le direzioni.

Il rovescio è più importante del dritto. Comprare pubblicità su un operatore senza concessione non è un rischio per chi lo fa soltanto: l’ADM ricorda nel comunicato già citato che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Se un sito che non ha titolo per raccogliere giocate in Italia riesce a farsi pubblicità, qualcuno sta pagando quel prezzo. Il giocatore che ci arriva da un banner arriva dalla stessa filiera.

Normativa e vigilanza: la regola, il termine, la conseguenza

La vigilanza italiana sul gioco a distanza non si limita a rilasciare concessioni: si occupa di farle rispettare, e lo fa con due strumenti pubblici che vale la pena conoscere. Il primo è l’elenco dei concessionari autorizzati. Il secondo è l’elenco dei siti inibiti. Il primo dice chi può; il secondo dice chi è stato bloccato.

L’inibizione poggia sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma mette un obbligo in capo a chi fornisce la connessione: i fornitori di connettività devono consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti e impedirne l’accesso. Non è un invito, è un obbligo con un costo attaccato, e il costo è simmetrico per chi movimenta il denaro: fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Per ciascuna violazione, non per ciascun sito: il conto si fa presto, ed è il motivo per cui gli intermediari non hanno alcun interesse a guardare altrove.

Che cosa vede il giocatore è la parte visibile di tutto questo. L’ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti pubblicato da ADM risulta aggiornato al 13 ottobre 2026.

DNS, specchi e la parola «oscurati»

L’inibizione opera a livello di DNS. È un modo efficace e imperfetto insieme: il blocco intercetta chi prova a raggiungere un nome di dominio dalla rete italiana, e qualche fornitore di connettività applica gli aggiornamenti con ritardo. I numeri danno la misura del fenomeno. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni giro. Le copie speculari dei siti colpiti sono una questione di ore, non di settimane. Per questo il gergo del settore non dice «bloccato» ma «oscurato»: un sito oscurato cambia indirizzo e torna visibile, i giocatori lo ritrovano, e il nuovo indirizzo finisce nell’elenco successivo.

Qui c’è la prima conseguenza concreta per chi legge. Un bookmaker che opera in questo modo non ha alcun interesse a costruire un rapporto di lungo periodo con il giocatore italiano, perché non sa quanto durerà il dominio su cui quel rapporto poggia. Il prelievo, l’assistenza, i documenti, l’identità dell’azienda: tutto riposa su un indirizzo che può cambiare tre volte in un anno.

Giurisdizione: dove si porta una contestazione

La differenza tra un sito con concessione ADM e un .com senza concessione si vede meglio quando qualcosa non funziona. Su un operatore con concessione italiana, il rapporto è disciplinato dal diritto italiano, esiste un soggetto — il concessionario — identificato con nome, sede e numero di concessione nelle sue stesse condizioni d’uso, e la contestazione ha un percorso: l’assistenza, il reclamo, l’autorità di vigilanza. Fuori, il contratto rimanda tipicamente alla legge del paese della licenza, la sede sociale può trovarsi dove non esiste alcun rimedio praticabile, e il foro competente diventa un dettaglio che il giocatore scopre solo quando gli serve.

Vale la pena dirlo in modo diretto: la somma che un bookmaker estero deve versare a un giocatore italiano che si ritiene danneggiato è, in pratica, la somma che quel bookmaker decide volontariamente di versargli. Il che ci riporta alla differenza vera tra i due mondi: da una parte un rapporto con un termine che si può far valere, dall’altra un rapporto a discrezione di chi tiene il conto. Nulla vieta che vada bene per anni. Basta che vada male una volta.

L’ADM blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e ricorda nelle proprie pagine informative che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Diciotto anni di blocco, e il fenomeno è ancora lì, con undicimila e più domini in elenco. Chi pensa che l’inibizione sia la fine del problema ha letto solo la prima pagina.

Decreto Dignità e bonus: perché il bonus «non AAMS» resta un problema di chi lo prende

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 nel modo più chiaro possibile: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è in capo ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Da qui una conseguenza che vale più di qualunque discorso sulla legittimità: nessun operatore autorizzato in Italia può promuovere il proprio bonus di benvenuto con la stessa libertà con cui può farlo un sito estero. Il decreto, del resto, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La comunicazione consentita è quella che parla di limiti, non quella che promette moltiplicatori. Il risultato è paradossale e va detto: l’offerta «non AAMS» è più visibile proprio perché è fuori dal perimetro in cui la pubblicità è vietata.

Sul versante sanzionatorio, il quadro si muove. Le cronache di settore riferiscono che AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Nella legge di bilancio per il 2026 è stato proposto un emendamento di Forza Italia per togliere il divieto sull’indiretta, sponsorizzazioni incluse: l’esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Una precisazione che vale per tutto il resto della pagina: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non si conosce alcun tetto statutario agli importi né ai requisiti di puntata, quindi cifre, rigioco e quota minima vengono da quello che ciascun operatore scrive nelle proprie condizioni. Un «bonus bookmaker non AAMS» non è più grande per legge: è più grande per scelta commerciale, e la scelta commerciale la paga chi lo prende.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo da questa parte del confine

Il capitolo delle tutele è quello in cui la distanza tra i due mondi smette di essere teorica. Non si tratta di principi: si tratta di funzioni, registri e obblighi che su un sito con concessione ADM esistono e su un .com no.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Alla base c’è un principio di legge. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica tra i principi la «tutela dei minori di età», le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. L’obbligo non è un autodichiarato: un conto di gioco richiede l’identificazione completa. La registrazione avviene per via classica con copia di un documento, oppure con SPID, e senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Alcune piattaforme aggiungono metodi ulteriori: BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda nelle proprie pagine che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

L’identificazione stringente produce un effetto collaterale che nessuno mette in vetrina: chi cerca un bookmaker senza documenti da caricare non sta cercando comodità, sta cercando di evitare un passaggio che esiste per un motivo. Il documento non protegge il bookmaker, protegge l’anagrafe del gioco.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 disegna la cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f). Il comma 2 aggiunge un obbligo informativo che si finanzia da sé: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.

Sul piano pratico, il momento che conta è la registrazione. Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. La cifra del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara è ignota, e non serve conoscerla per capire il meccanismo: il freno che conta è quello che il giocatore sceglie quando non ha ancora voglia di giocare.

RUA e autoesclusione: un registro che non segue il giocatore fuori dal circuito

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta. Vale la pena leggere quella frase due volte, perché è la funzione più potente del sistema italiano e la più silenziosa.

Che cosa significa, in pratica. Un giocatore chiede l’autoesclusione su un solo operatore e l’effetto si propaga su tutti gli altri. Admiralbet descrive nelle proprie condizioni due regimi: l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Sono le stesse condizioni che ADM disciplina, con l’art. 15, comma 1, lett. e), e che un sito di cronaca di settore colloca in una riforma avviata il 1° febbraio 2026 con l’introduzione delle forme parziali di esclusione.

Adesso il rovescio. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com non trova alcun blocco, nessun registro consultato, nessuna verifica incrociata: per quel sito non esiste alcuna autoesclusione da rispettare. Chi usa lo strumento nel modo più serio — chiudere tutti gli accessi al gioco — lo perde esattamente nel momento in cui ne ha più bisogno, e lo perde perché ha cambiato indirizzo.

È il punto in cui la parola «tutela» smette di essere astratta. Il RUA non è un’opzione che il bookmaker concede: è un obbligo che il sistema impone, e un sistema che non ha la concessione non ha nemmeno l’obbligo.

Limiti di deposito, ricariche e il denaro che entra

Sul denaro che entra, il quadro italiano è più articolato di quanto sembri. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie), che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né rimborsare saldi. L’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi esercita il punto.

Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori con concessione ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). Ciascun operatore elenca i propri nelle condizioni d’uso. Sul fronte delle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini canali approvati.

C’è poi una disposizione pensata per chiudere il rubinetto dall’altro lato: l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, sarà il passaggio più efficace di tutti, perché non tocca il sito ma la possibilità di pagarlo.

Dove si chiede aiuto

Il Telefono Verde Nazionale per il Gioco d’Azzardo Patologico 800 55 88 22 è il riferimento che gli operatori italiani indicano nelle proprie sezioni di gioco responsabile: compare, per esempio, tra gli strumenti di bet365, che elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione e per i residenti in Italia rimanda proprio a quel numero. È un numero gratuito, e non è una formalità: è il canale che resta anche quando il conto è chiuso.

Fuori dal circuito concessorio quel canale resta, ma il sistema che avrebbe dovuto impedire di arrivare a quel punto non c’è.

La classifica: dieci concessionari ADM a confronto

Prima di elencare, una nota sul metodo, perché è la parte che le classifiche di rado scrivono. Le dieci piattaforme sotto sono operatori con concessione ADM su sito .it; la concessione è attribuita per sito, non per marchio, e il nome della società che la detiene è quello che ciascun operatore dichiara nelle proprie condizioni. L’elenco dei concessionari ADM non riporta i giochi offerti, quindi l’appartenenza al registro non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la mostrano il sito e l’app dell’operatore. E l’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono oltre a questi dieci, e la loro assenza da questa pagina non dice nulla sulla loro posizione.

Il criterio di ordinamento, per trasparenza, non è la generosità del bonus — che dipende dalle condizioni di ciascuno e cambia — ma ciò che le fonti pubbliche permettono di confrontare: numero di concessione, società concessionaria, ampiezza del palinsesto, funzioni disponibili, modalità di identificazione e strumenti di gioco responsabile. Sono le cose che restano quando la promozione scade.

Piattaforma Concessione ADM e concessionario Palinsesto e funzioni Identificazione e strumenti di tutela
Starcasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni; Cash Out accesso al conto gioco con Touch ID
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited scommesse pre-match e live su migliaia di eventi; mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo —
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione; Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22 per i residenti in Italia
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, Champions League, Europa League e Conference League; più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta —
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. — registrazione classica con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo; in registrazione limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se ridotto e dopo 7 giorni se aumentato; autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. — identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni

Le colonne vuote dicono qualcosa di preciso, e non è che l’operatore non abbia un palinsesto o una procedura di verifica: è che le fonti pubbliche qui raccolte non li descrivono nei termini che servono a un confronto riga per riga. Un’ultima accortezza nel leggere la tabella: il numero di concessione non è un punteggio. Codici più bassi non significano operatori migliori né più anziani nel merito dell’offerta sportiva, significano soltanto posizioni diverse in un registro.

Valutazione e criteri: cosa guardare prima di aprire un conto

I criteri che contano davvero, in ordine di quando servono, sono quattro. Il primo è la corrispondenza tra il dominio su cui vi registrate e una riga dell’elenco ADM: se il sito è un .it e l’operatore scrive il proprio numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni, la verifica è fatta in trenta secondi. Il secondo è il palinsesto approvato, che è la ragione per cui la concessione esiste: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e si può giocare solo su eventi che vi rientrano. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026, riferisce la stampa specializzata, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner.

Il terzo criterio è la quota di ritorno del mercato, che nessuno mette in vetrina e che decide il risultato più di qualunque bonus. Il quarto è la funzione che si usa davvero: il Cash Out per chi chiude le giocate prima della fine, la diretta streaming per chi guarda mentre gioca, l’accesso biometrico per chi gioca da telefono.

Sul palinsesto vale un’ultima nota, perché il vocabolario ufficiale è più ampio di quello che l’occhio coglie. Il betting exchange, cioè il «punta e banca», è un gioco distinto all’art. 6, comma 1, lett. e) e all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair — descritta come la prima piattaforma del genere, con concessione 16028 — riporta, secondo quanto se ne riferisce, regole ulteriori per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta.

Come funziona il bonus di benvenuto su un concessionario ADM

Il «bonus di benvenuto» è il termine che usano gli operatori, e conviene smontarlo prima di guardare le singole offerte, perché la parola «bonus» copre almeno quattro cose diverse. Un bonus in denaro è denaro accreditato. Un bonus di verifica è una cifra modesta legata al completamento dell’identificazione. Un bonus sport legato alla registrazione con SPID è un riconoscimento per chi sceglie il percorso identificativo più rapido. Un rimborso in free bet non è un rimborso in denaro: è una giocata gratuita, e la sua puntata di solito non torna con la vincita.

L’esempio di William Hill mostra quanto la modalità di registrazione pesi sull’importo: il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Un operatore che paga il percorso identificativo più veloce sta dicendo, senza dirlo, quale percorso preferisce.

Nessun tetto statutario limita gli importi, quindi la domanda utile non è «quanto vale il bonus», ma «quanto costa riscuoterlo». Tre variabili fanno il costo: i requisiti di puntata — il rigioco —, la quota minima accettata per una giocata che conti ai fini del rigioco, e la scadenza. Una quarta variabile è quella che il giocatore sceglie da sé: il limite di deposito impostato in registrazione. Il bonus si giudica dentro quel limite, e il conto dell’offerta si fa nel paragrafo che segue.

Quanto costa davvero un’offerta: il conto sul rigioco

Il modo onesto di misurare quello che un’offerta toglie è partire da una cifra che il giocatore conosce: il proprio limite di deposito. Prendiamo un caso illustrativo, non una promozione reale — un limite di deposito di 100 € a settimana, scelto dal giocatore in registrazione, e un fatturato settimanale di 100 € puntati una volta su un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90, un prezzo di esempio e non una quota quotata da nessun operatore.

Il margine di quel mercato si ricava dalle due quote. La quota di ritorno è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90; il margine è 100 % meno quella quota di ritorno. Applicato al fatturato di 100 €, il costo atteso del giro di giocate sta in una fascia intorno ai 5 € a settimana, e questa è una stima media: su molte settimane si avvicina a quel valore, su una singola settimana il risultato può scostarsene in entrambe le direzioni, e non promette né una vincita né una perdita. Su base annua, se il fatturato resta quello e il mercato resta quello, la fascia si colloca intorno ai 250-260 €.

Il numero va letto con la sua condizione attaccata, e la condizione è tutta lì. La stima vale per un mercato a due esiti con quote identiche a 1,90. Su un mercato a tre esiti il margine è più alto, e la fascia si sposta verso l’alto. Su un mercato più stretto si sposta verso il basso. Cambia anche il tipo di scommessa: una multipla porta il margine su ogni partita che la compone, e la singola lo porta una volta sola. Il rigioco di un bonus obbliga a ripetere quel giro più volte, e ogni ripetizione ripropone lo stesso prelievo: è per questo che il costo di un’offerta si misura sul fatturato e non sull’importo promesso.

E ora il punto che riguarda direttamente l’oggetto di questa pagina. Quella fascia di costo è la stessa sui due lati del confine, ma solo da un lato esiste un elenco pubblico di siti inibiti, un registro degli autoesclusi, un’autorità che vigila e un limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione. Pagare lo stesso prezzo e rinunciare a tutto il resto non è un affare: è un errore di aritmetica. Il confronto tra offerte si fa dentro il circuito concessorio, dove il prelievo è identico ma le protezioni esistono.

Quanto è «conveniente» un bonus: il valore medio di una free bet

C’è una seconda cifra che le pagine promozionali non mettono mai accanto alla prima, e riguarda le free bet. Una free bet il cui importo non viene restituito insieme alla vincita non vale il suo valore nominale. Il suo valore medio si ottiene moltiplicando l’importo per (quota meno 1) diviso la quota, e poi per la quota di ritorno del mercato su cui la si gioca. Il ragionamento è semplice: la puntata non torna, quindi incassate solo il profitto, e su quel profitto grava il margine del mercato.

Che cosa significa per chi legge. Una free bet da 10 € giocata su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 vale in media meno della metà del suo importo nominale, e continuerà a valere quella cifra qualunque cosa dica la promozione. Il valore è medio: su una singola giocata potete incassare molto di più o non incassare nulla. È una stima su molte giocate, non una previsione per la vostra.

Il modo in cui un operatore presenta la propria offerta diventa così un’informazione sul tipo di interlocutore. Betsson, per esempio, descrive la propria app come un ambiente di scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo: la promozione non è al centro del messaggio, il prodotto sì. Sisal spinge sul numero — oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live — e sulla diretta streaming gratuita. Sono modi diversi di dire la stessa cosa, e nessuno dei due è disinteressato.

I dieci operatori, uno per uno

Da qui in avanti il tono cambia di poco e l’attenzione cambia molto: per ciascuna piattaforma contano il numero di concessione, chi lo detiene, che cosa l’operatore dichiara di offrire e che cosa quel profilo comporta per chi gioca. Ogni profilo si chiude con un giudizio, perché è la parte che un lettore non può farsi da solo.

StarCasinò: il casinò con il pallone in salotto

ADM n. 16026, concessione in capo ad Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò. La struttura dell’offerta è dichiarata dall’operatore stesso: il casinò viene per primo, il bookmaker lo segue. Chi arriva qui cercando un ambiente di scommessa puro lo troverà annacquato in un catalogo di slot; chi alterna una giocata sportiva a una sessione di casinò trova invece quello che cerca senza cambiare applicazione.

Il dettaglio che pesa più di tutti, per questa pagina, è la forma della concessione. Il medesimo concessionario, Azzurri Limited, figura anche dietro Betsson.it: due marchi distinti, due righe distinte dell’elenco ADM, un solo soggetto autorizzato. Un giocatore che apre un conto su entrambi non sta diversificando il proprio interlocutore legale, e chi legge il registro con attenzione lo vede subito. Il colore diverso dell’app non cambia la carta d’identità di chi la gestisce. Per chi cerca una piattaforma unica dove tutto convive, l’offerta regge; per chi vuole un bookmaker prima di tutto, il baricentro è spostato.

Sisal: il numero come argomento

ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio. I numeri che l’operatore dichiara nella propria app sono la parte più significativa del profilo: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive, più di 15.000 eventi live, diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

L’ampiezza del palinsesto live e la diretta streaming sono la combinazione che conta, perché sono la risposta alla domanda che si fa chi gioca in corso d’evento: posso vedere la partita e chiudere la giocata nello stesso momento. Sulla profondità della singola offerta di benvenuto l’operatore non si sbilancia, preferendo puntare sulla varietà e sulla qualità del servizio live. Nessuno, qui, sostiene che gli eventi live siano tutti disponibili in streaming, e la distinzione tra offerta live e offerta in streaming gratuito resta quella che l’operatore scrive. La densità dell’offerta è il punto di forza; il fatto che il marchio non si presenti come specialista di scommesse ma come operatore a tutto campo lo è meno.

Betsson: mille mercati, una società già incontrata

ADM n. 16027, concessione ad Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo dei mercati è la parte più solida del profilo: la combinazione tra pre-match e live e la presenza di mercati sui marcatori e sulle combo copre sia chi gioca la singola secca sia chi costruisce una multipla con più letture della stessa partita.

Il punto da tenere a mente è lo stesso di StarCasinò, letto dall’altro lato: la società concessionaria è Azzurri Limited, la stessa che sostiene Starcasino.it. Due conti su due marchi del medesimo concessionario non sono due rapporti distinti davanti a chi vigila; la concessione è quella, e il registro la legge per sito. Chi apre qui perché ha chiuso altrove una contestazione sta parlando con la stessa controparte. Detto questo, il profilo prodotto è coerente: chi vuole un bookmaker con un casinò accanto e una scelta ampia di mercati trova qui una delle offerte più larghe del gruppo; chi cerca una piattaforma dedicata alla scommessa sportiva con una linea editoriale forte, invece, questa la trova altrove.

SNAI: il palinsesto che va nel dettaglio

ADM n. 16032, Snaitech Spa, sito .it proprio. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È il profilo più «tecnico» del gruppo: il risultato esatto e il numero di goal sono mercati che chiedono una lettura della partita, non una simpatia; i sistemi permettono di coprire più combinazioni con una sola schedina, e chi li usa lo fa sapendo cosa comportano in termini di puntata complessiva.

Sul versante delle tutele, in questa pagina, non c’è nulla di specifico da attribuire a SNAI oltre a quanto il sistema impone a ogni concessionario: identificazione del conto, limiti, autoesclusione valida su tutto il circuito. È già molto, ed è esattamente il punto di questa pagina: queste cose non sono un vanto dell’operatore, sono il pavimento. La profondità del palinsesto è la ragione per preferirlo; il fatto che il marchio non sia cresciuto intorno a un solo sport è la ragione per cui non lo si sceglie se si cerca uno specialista di calcio.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. È, tra i dieci, l’offerta che più si allontana dall’idea di «scommessa sportiva» e più si avvicina a un catalogo generalista di cose che accadono.

Su questo profilo c’è un’osservazione che vale più di un elogio. Il fatto che il concessionario detenga più righe dell’elenco — Eurobet Italia S.r.l. figura anche per Bwin.it e giocodigitale.it — dice che l’azienda copre più segmenti di mercato con marchi diversi, e che le condizioni di un marchio non si trasferiscono automaticamente all’altro: la concessione è per sito, e le condizioni d’uso di Eurobet.it sono quelle di Eurobet.it. Il palinsesto ampio è un vantaggio reale per chi cerca eventi che gli altri non quotano. Chi cerca profondità sui mercati calcistici, però, farà meglio a guardare i mercati disponibili partita per partita prima di aprire un conto, perché la larghezza del catalogo non garantisce la profondità della singola voce.

bet365: il partner globale con gli strumenti di tutela in vetrina

ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito .it proprio. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Le competizioni internazionali e l’ippica sono il cuore di questo profilo, e la partnership con la massima competizione europea per club è il tipo di credenziale che le altre piattaforme della lista non possono esibire.

Il dettaglio più interessante non è sportivo. Tra gli strumenti di gioco responsabile bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È lo stesso numero che appartiene al sistema pubblico, e il fatto che compaia nella sezione dedicata di un operatore internazionale è la prova più semplice del punto centrale di questa pagina: la tutela del giocatore italiano passa dai canali ADM, non dalla nazionalità del concessionario. La concessione è di una società maltese, Hillside (New Media Malta) Plc, ma è una concessione italiana, con gli obblighi italiani attaccati. Chi cerca il marchio internazionale senza uscire dal perimetro regolato trova qui la combinazione più coerente della lista; chi cerca una piattaforma con un’identità italiana nel prodotto, in questa pagina, sceglie altrove.

Goldbet: il bonus in vetrina e le condizioni da leggere

ADM n. 16009, concessione in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito .it proprio. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. La copertura dei campionati calcistici e la varietà di tipi di schedina sono la parte solida: singole, multiple e sistemi coprono i tre modi in cui un giocatore italiano organizza abitualmente una giocata.

Sul bonus, l’operatore lo mette davanti al prodotto, ed è esattamente la parte che un lettore di questa pagina dovrebbe trattare con più freddo: importo, requisiti di puntata, quota minima e scadenza sono quelli delle condizioni d’uso del momento, e il giudizio su quanto renda l’offerta va fatto con il conto del rigioco, non con l’entusiasmo del banner. Il nome della concessionaria, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), è anche quello che compare nella riga dell’elenco ADM dedicata a Lottomatica, un’altra piattaforma dello stesso gruppo: un profilo che cambia insegna mantenendo il soggetto. L’appello di questo profilo è la familiarità — campionati che si conoscono, tipi di schedina che si usano da sempre; chi vuole funzioni più avanzate di quelle elencate, come il Cash Out o il betting exchange, deve verificare se e come siano presenti prima di aprire il conto, perché le fonti qui raccolte non le attribuiscono a questo marchio.

Planetwin365: il catalogo dei campionati e i risultati in diretta

ADM n. 16007, Pwo S.p.a., sito .it proprio. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il catalogo calcistico è, tra i dieci, il più esplicitamente elencato: c’è anche la Serie C, un dettaglio che interessa chi segue il calcio minore e che pochi operatori mettono in evidenza.

I risultati in diretta e le più di 20 discipline disegnano un profilo da consultazione: chi gioca mentre guarda, o chi segue sport che non trovano spazio nelle app generaliste, trova qui la copertura più larga. Sulle funzioni di chiusura anticipata della giocata le fonti consultate non attribuiscono nulla a questo marchio, e chi ci tiene al Cash Out farà bene a verificarlo sul palinsesto prima di versare. La larghezza, qui, è la proposta; la profondità dei mercati per singolo evento è la domanda a cui il palinsesto risponde partita per partita, e nessun elenco statico può sostituirla.

AdmiralBet: la piattaforma che mostra il manuale delle tutele

ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito .it proprio. È l’operatore della lista le cui pagine di condizioni descrivono con maggiore dettaglio il funzionamento degli strumenti di protezione, ed è il motivo per cui merita attenzione anche da parte di chi non ci giocherà. L’apertura del conto avviene con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Vale la pena fermarsi su un dettaglio apparentemente tecnico. La distanza di sette giorni per alzare un limite è la parte più intelligente del meccanismo: chi è davanti a una perdita e vuole ricaricare non può farlo nella stessa sera, e quella pausa è progettata per essere scomoda. Un operatore che scrive questa regola nelle proprie condizioni la sta descrivendo come una funzione, non come un ostacolo. Sui mercati e sul palinsesto, in queste pagine, non c’è nulla da attribuire a questo marchio, e la lacuna è nella nostra fotografia, non nell’offerta: chi apre un conto qui guarda il palinsesto sul sito. Il valore di questo profilo, per un lettore attento ai limiti, è che rende visibile ciò che gli altri operatori danno per scontato.

BetFlag: identificazione rapida e un catalogo da verificare

ADM n. 16008, Betflag S.p.a., sito .it proprio. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La scelta di mettere SPID e CIE al centro dell’apertura del conto è una presa di posizione pratica: sono i due percorsi che attestano l’identità in modo certo senza caricare documenti, e il fatto che l’operatore li presenti accanto alla via classica dice che considera normale, non eccezionale, l’identificazione rafforzata.

Sul palinsesto e sulle tipologie di scommessa, in questa pagina, non c’è nulla da attribuire a BetFlag, e questo cambia il modo di valutarlo: chi cerca una funzione precisa — il Cash Out, un tipo di schedina, un mercato particolare — deve verificarla direttamente prima di aprire il conto, perché questo profilo non offre argomenti per una preferenza sul prodotto. Resta un profilo coerente sul piano dell’apertura del rapporto: chi considera l’identificazione una seccatura troverà qui il percorso più rapido, e chi cerca un bookmaker ricco di mercati diversi farà meglio a guardare altrove in questa lista.

Domande frequenti su siti non AAMS e concessioni ADM

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

I rischi sono tre, e si sommano. Il dominio può essere inibito a livello DNS e diventare irraggiungibile da un momento all’altro. Le tutele previste per il gioco legale italiano non esistono: un’autoesclusione registrata nel RUA non blocca quei siti. E l’art. 4 della legge 401/1989, come ricorda ADM, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Da un solo documento: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Va cercato il dominio .it su cui intendete registrarvi, non il marchio. Ogni riga porta un codice di concessione e il nome della società che la detiene, e lo stesso operatore dichiara numero e società nelle proprie condizioni d’uso. Ricordate che la lista non riporta i giochi offerti.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’autoesclusione registrata vale su tutto il circuito legale italiano, indipendentemente da quale concessionario l’abbia ricevuta. Le durate e le forme dipendono dal regime in vigore e dalle condizioni dell’operatore: Admiralbet descrive periodi da 30, 60 o 90 giorni, o indeterminati, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

Vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo: manifestazioni sportive e culturali, tv, radio, stampa, affissioni e internet. Lo applica AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile al momento della registrazione, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in iscrizione. Admiralbet chiede in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: ridurlo ha effetto immediato, aumentarlo dopo 7 giorni. La cifra fissata da ADM nella gara non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: è quanto riferisce la stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti esteri: l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota. Anche qui, non è consulenza fiscale.

Creato dalla redazione di «Coppanazionale».

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