Elenco dei migliori siti di scommesse per l’Italia 2026: 52 concessioni, dieci nomi

Updated Novembre 2026
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Sul sito di un bookmaker italiano il numero che conta non è la quota promessa, né l’altezza del bonus di benvenuto. È un codice di cinque cifre che quasi nessuno guarda: la concessione. In Italia si può raccogliere una scommessa solo con una concessione ADM (ex AAMS) per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e non per gruppo, e chi non ce l’ha non è un bookmaker con qualche regola in più da leggere: è un soggetto che in Italia non dovrebbe raccogliere nulla.

Tre palloni di sport diversi allineati uno accanto all'altro su una panca di legno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

Qui sotto ci sono dieci concessionari, ognuno con il suo codice e la sua società, letti sulle loro condizioni e sulle schede delle loro app. Non è una classifica di simpatia e non è un invito a giocare: è il tentativo di rispondere alla domanda che sta dietro a un elenco, cioè quale strada conviene a chi, e cosa costa percorrerla.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; concessioni e titolari verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM.

Cosa rende un bookmaker utilizzabile in Italia

La parola che il mercato continua a usare è «AAMS». L’autorità che rilascia le concessioni si chiama oggi ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — e conviene abituarsi al nome nuovo, perché è quello che compare sui documenti che contano. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non si tratta di licenze aperte a chi le chiede: le concessioni si assegnano per gara pubblica, in numero chiuso, e durano al massimo nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3).

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società sulle 93 domande presentate, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Il numero 52 è anche il numero di righe dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: codici da 16000 a 16051, ciascuno legato a un sito .it. Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e questo è il punto che sfugge a chi legge un elenco come se fosse una pagella: la concessione è del sito, non del marchio.

Poi c’è la trappola più insidiosa. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, e il suo nome sull’elenco, da solo, non dimostra che offra scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito, il palinsesto, l’app. Chi vi dice che un marchio «è AAMS» vi sta dicendo una cosa vera e insufficiente.

Il terzo punto riguarda il perimetro. I dieci nomi che seguono non sono il mercato: 52 concessioni sono molte più di dieci, e l’assenza di un marchio da questo confronto non significa che quel marchio sia sprovvisto di concessione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet, per esempio, non risultano tra le righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026, e questo è un fatto diverso da un giudizio sul loro prodotto.

Le due strade: concessione ADM o sito non autorizzato

La scelta concreta che un lettore italiano ha davanti non è fra dieci bookmaker. È fra due mondi, e il secondo è più affollato di quanto ci si aspetti nei risultati di ricerca.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione.

Da un lato un operatore con concessione. Dall’altro un sito .com con licenza straniera, che spesso accetta giocatori italiani, mostra quote competitive e non ha alcun titolo per operare qui. La differenza non è di stile. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, e quindi un giocatore che si è autoescluso non è protetto lì. Non ha l’obbligo degli strumenti di limite che la legge impone al concessionario. Non ha un foro italiano davanti al quale litigare. Ed è esposto all’oscuramento: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, ed entrambi sono pubblici.

C’è anche un lato scomodo, che riguarda il giocatore e non l’operatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettate all’estero — e sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. È la regola lato giocatore, nella forma in cui l’autorità la enuncia. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma la norma non è una clausola di stile.

Gli incentivi, poi, non spingono nella direzione giusta: un dominio straniero non ha da pagare i 7 milioni della concessione né l’imposta unica italiana, e quella differenza di costi finisce, in parte, dentro le quote. Un lettore che confronta solo i prezzi sta confrontando due cose che non costano uguale a chi le vende. Chi gioca offshore risparmia sulla margine e rinuncia a vigilanza, RUA, tutele e — potenzialmente — alla propria posizione personale. È un baratto, e conviene vederlo come tale.

Come si verifica una concessione ADM in pochi minuti

La verifica è più semplice di come viene raccontata, e non richiede di fidarsi di nessuno.

ADM pubblica l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». ogni riga porta un codice, da 16000 a 16051, e un sito .it. Si cerca il marchio o la società, si legge il codice, e si controlla che il sito davanti a voi sia esattamente quello dell’elenco. Se il marchio compare ma il sito è un altro dominio, la concessione riguarda quel dominio e non l’altro.

Il secondo controllo si fa sul sito dell’operatore. I concessionari sono tenuti a dichiarare numero di concessione e società titolare nelle proprie condizioni: AdmiralBet è ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., Planetwin365 è ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., Betfair è ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., StarCasinò è ADM n. 16026 di Azzurri Limited, NetWin è ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., Sisal è ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., Goldbet e Lottomatica sono entrambi ADM n. 16009 e n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., BetFlag è ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., Eurobet è ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.

Il terzo controllo riguarda i limiti. Ogni concessionario deve consentire al giocatore di darsi limiti di tempo, di spesa e di perdita (art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024) e di autoescludersi. Un sito che non offre questi strumenti, o che li nasconde in fondo a una pagina di aiuto, sta dicendo qualcosa di sé.

E il quarto: se il dominio è inibito, ADM reindirizza a una pagina di avviso. L’oscuramento lavora a livello DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri — nell’ordine del 24 settembre 2025, come riportato dalla stampa di settore, il totale è arrivato a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. Non è una guerra vinta, ed è bene saperlo.

Panoramica: concessione e condizioni dichiarate

Marchio Concessione ADM e titolare Condizioni dichiarate sul gioco responsabile
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione richiede limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. —

Dieci righe e nove celle vuote: la tabella dice già quasi tutto quello che c’è da dire sull’asimmetria delle informazioni in questo mercato. La concessione è un dato pubblico, uguale per tutti, verificabile in un minuto. Le condizioni di gioco responsabile sono invece documenti privati, che ogni operatore scrive e aggiorna come preferisce, e che solo alcuni pubblicano in una forma leggibile dall’esterno. Il risultato è che il lettore può confrontare con certezza chi ha il diritto di operare e quasi mai quanto quel diritto venga speso bene.

Vale la pena notare l’unico caso in cui la tabella si riempie: AdmiralBet non si limita a nominare l’autoesclusione, ne fissa le durate, e non si limita a nominare i limiti, ne descrive l’effetto asimmetrico — abbassare un limite vale subito, alzarlo richiede sette giorni. È esattamente il tipo di dettaglio che distingue una clausola scritta per essere eseguita da una clausola scritta per essere citata.

Dai limiti di deposito al RUA: le tutele che seguono la concessione

Il sistema italiano di protezione non è un elenco di buone intenzioni. È una serie di obblighi che ricadono sul concessionario e di diritti che ricadono sul giocatore.

Articolo 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Il concessionario deve mettere a disposizione del giocatore limiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Sul piano pratico, il momento decisivo è la registrazione: è lì che il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. AdmiralBet, per esempio, chiede di impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato, invece, dopo sette giorni. È una asimmetria voluta, e ha una conseguenza che vale la pena dire chiaramente: la sera in cui si vorrebbe alzare il tetto, il tetto non si alza. La finestra dei sette giorni è pensata per intercettare proprio quella sera.

Poi c’è l’autoesclusione. Le condizioni di AdmiralBet prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Quando l’autoesclusione arriva al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, il blocco non riguarda più il singolo bookmaker ma tutti gli operatori con concessione ADM, online e nelle sale fisiche. È l’unico strumento del sistema che funziona davvero come un interruttore generale.

Il punto in cui il sistema si interrompe è il confine della concessione. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, e un giocatore autoescluso che approda a un dominio offshore riparte da zero senza che nulla glielo segnali. Vale anche per chi si affida ai limiti: l’obbligo di fornirli è del concessionario, e un operatore che non ha la concessione non ha quell’obbligo.

C’è infine un obbligo che pochi conoscono e che vale come indicatore di serietà. L’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Non è pubblicità: è la parte che il settore paga per spiegare i rischi del prodotto che vende.

Età, identità e conto di gioco: le regole prima della prima puntata

Prima di qualunque quota c’è un conto di gioco, e un conto di gioco in Italia richiede un’identità verificata.

L’età è diciotto anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

L’identificazione, invece, è una procedura con più di una strada. Il conto di gioco richiede identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento oppure con SPID. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Chi non usa SPID deve comunque completare la validazione del conto entro 30 giorni, come dichiarano le pagine degli operatori: passata la scadenza il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. Un conto sospeso con saldo dentro è la versione digitale di una porta chiusa a chiave dall’interno, e succede a chi apre l’account di fretta e poi si dimentica del documento.

La distinzione tra SPID e registrazione classica non è solo di comodità. La prima valida l’identità una volta per tutte e non richiede di caricare documenti a ogni apertura di conto; la seconda è più rapida da avviare e ha una scadenza che si dimentica facilmente. Per chi apre tre o quattro conti per confrontare i palinsesti — cosa che ogni confronto serio presuppone — SPID è la strada che riduce il lavoro.

Sport, campionati e tipi di giocata nel palinsesto italiano

Il palinsesto non è ciò che l’operatore decide di mostrare. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore.

È il tipo di dettaglio regolatorio che sembra tecnico e invece spiega l’esperienza quotidiana. Se una notte non trovate un mercato che il bookmaker estero accanto mostrava, spesso non è una scelta commerciale: quell’evento non è nel palinsesto approvato.

Calcio e campionati: dove sta il volume

Il calcio resta il centro del prodotto. L’app Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live.

Su un appuntamento singolo, poi, ogni operatore costruisce i propri strumenti combinati. Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. SNAI costruisce My Combo, che combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto con una quota unica. Sisal schiera la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni.

Quest’ultimo elenco merita una pausa, perché è qui che il linguaggio del marketing fa più danni. Una «quota unica» su un biglietto combinato non è un premio: è il prodotto delle singole quote, e il margine del bookmaker si moltiplica insieme a loro. Un combo da tre o quattro gambe che sembra generoso è, in termini di costo implicito, uno dei prodotti più cari del palinsesto. Chi lo gioca lo fa per il brivido della moltiplicazione, non per il rapporto qualità-prezzo.

Oltre il calcio: tennis, motori, ippica, virtuali

Il palinsesto di un concessionario italiano è più largo di quanto il calcio suggerisca, e la sua ampiezza è uno dei criteri concreti per scegliere.

Eurobet offre un programma che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Sisal dichiara nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Sono numeri dichiarati dall’operatore e vanno letti come tali: dicono la scala del prodotto, non la qualità delle quote.

Poi c’è il capitolo dei Virtuali, che in Italia è una categoria con una definizione giuridica precisa. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive; sui siti degli operatori la sezione si chiama, appunto, Virtuali. Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. SNAI ne propone oltre 3.000 al giorno, tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo. Eurobet ha le partite simulate (Campionato, Big Match, Derby), il galoppo, i Levrieri Reali e Palline 2.0; Lottomatica copre calcio, trotto, galoppo e levrieri con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

Il punto fiscale dei virtuali è diverso dal resto e vale la pena conoscerlo: le scommesse su eventi simulati pagano l’imposta unica al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite.

L’ippica, infine, è due cose distinte nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris e le giocate di tipo quarté e quinté (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda i totalizzatori di ippica nazionale online è cosa che non risulta; chi cerca quel prodotto lo verifichi nel palinsesto dell’operatore.

Live, cash out e punta e banca

Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori, e sono anche la parte su cui si sa meno: le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Quello che si può dire è cosa mettono in vetrina gli operatori. Lottomatica abbina quote e risultati in tempo reale allo streaming; SNAI offre scommesse live e streaming gratuito; Sisal dà la diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket.

Il Cash Out, per la cronaca, resta in inglese anche nelle condizioni italiane, e la sua funzione è semplice: chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sisal lo descrive così, SNAI lo mette accanto ai mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori. Attenzione a un equivoco frequente: il cash out non è un’assicurazione gratuita, è una seconda quotazione, e l’operatore la fa come tutte le altre — con il proprio margine dentro.

Il betting exchange, o «punta e banca», è una categoria a parte, ammessa come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definita dall’art. 2, lett. u): il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che non risulta; Betfair è descritto come il primo, con la concessione n. 16028.

Quanto trattiene davvero un bookmaker: il margine su 1,90 e 1,90

Qui si arriva al numero che il marketing non mette mai in vetrina, e conviene costruirlo su un esempio dichiarato come tale, non su una quota letta da un palinsesto.

Prendete un mercato a due esiti — una partita di tennis, i due finalisti di un torneo, una sfida secca — con entrambe le quote a 1,90. Quello che il bookmaker restituisce all’insieme dei giocatori si calcola sommando gli inversi delle quote: 1 diviso 1,90 fa 0,5263, due volte, quindi 1,0526. Il payout è 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine è il resto, intorno al 5 %.

Detto in modo più utile: su 100 € puntati complessivamente su quel mercato, il bookmaker ne restituisce poco meno di 95 e trattiene poco più di 5, qualunque sia l’esito. Il numero non è una stima del caso singolo. È il risultato medio su un numero alto di scommesse, e come tale va letto.

Le cifre abituali sono un po’ diverse, e la differenza è la parte interessante. Su un mercato a due esiti di un grande campionato il margine delle quote migliori sta intorno al 4-5 %; sui mercati secondari — marcatori, risultato esatto, cartellini, tiri in porta — la banda si sposta verso l’8-12 %, perché l’operatore non ha una concorrenza di prezzo altrettanto serrata su un mercato che quasi nessuno confronta. La conclusione non è che le quote sono alte o basse in assoluto. È che il prezzo di una scommessa non dipende solo da quanto è bravo il bookmaker, ma da quanto è affollato il mercato su cui la state giocando.

C’è una conseguenza pratica, e riguarda la scelta del sito. Un operatore con margine basso sull’1X2 e margine alto sui mercati secondari non è «migliore» in assoluto: è migliore per chi gioca i mercati principali e peggiore per chi cerca il marcatore. Il confronto tra bookmaker che si legge online quasi sempre mette a paragone le quote di punta, cioè proprio i mercati in cui tutti si assomigliano. Il modo onesto di usare un elenco è verificare l’operatore sul mercato che si gioca davvero, non su quello che compare nella vetrina.

Vale anche la pena ricordare che il margine è incorporato in ogni quota e in ogni promo: nessuna promozione cambia la matematica sotto. Una quota maggiorata su un mercato che paga il 92 % resta, in media, una quota sopra un mercato che paga il 92 %.

Tassazione e vincite: chi paga, e quanto

Il regime fiscale italiano delle scommesse sportive è costruito in modo che il giocatore non debba fare nulla, e questo è il suo pregio e il suo limite.

Paga l’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate, come riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e dal 47 %. Un tentativo del «Decreto Sport» di spostare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrato in vigore. Se le somme accreditare come bonus entrino nella base imponibile è cosa che non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è semplice: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo è già avvenuto sugli operatori — la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complicata si rivolga a un commercialista.

Diverso è il caso delle vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Giocate su un concessionario e non dovete fare nulla; giocate offshore e dovreste dichiarare. È il rovescio fiscale della scelta descritta più sopra, ed è una ragione in più per non trattare le due strade come equivalenti.

Pubblicità e bonus: cosa vieta il Decreto Dignità

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione piena: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’enforcement è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — è rimasta una proposta: il divieto è in vigore alla data di verifica.

Due cose vanno tenute separate, perché vengono spesso confuse. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» può esistere, ma l’operatore non può reclamizzarlo come farebbe un’azienda qualunque. E non esiste, nella legge, un tetto agli importi dei bonus né un tetto ai requisiti di rigioco: ammontare, giocata minima e condizioni vengono dalle condizioni contrattuali di ciascun operatore. È lì che vanno letti, non nel messaggio promozionale — che per legge non dovrebbe esistere.

Come si valutano dieci bookmaker senza farsi ingannare dall’elenco

Un elenco di bookmaker si costruisce su criteri, e i criteri si scelgono prima di guardare le offerte, altrimenti si finisce per scegliere i criteri che confermano la classifica.

Il primo criterio è la concessione, perché è l’unico binario. Non è graduabile: o il sito è sull’elenco ADM con la sua riga e il suo codice, o non lo è. Questo restringe il campo a 52 righe e rende il confronto possibile.

Il secondo è la tracciabilità dei limiti. Che la legge imponga strumenti di autoesclusione e di limite è un fatto comune a tutti i concessionari; quanto quei limiti siano facili da trovare, quanto rapidamente un limite alzato entri in vigore e se l’operatore spieghi la differenza tra abbassare e alzare è materia di condizioni, non di legge. Sul primo aspetto — l’abbassamento immediato e la finestra di sette giorni per l’aumento — la differenza la fa chi lo scrive.

Il terzo è la larghezza del palinsesto rispetto a quello che si gioca davvero. Chi gioca Serie A e Champions League può stare quasi ovunque; chi cerca scacchi, volleyball, Formula 1 o ippica notturna ha bisogno di sapere, prima di aprire il conto, se quel mercato esiste e chi lo copre.

Il quarto è il costo implicito, cioè il margine sul mercato di riferimento. Non è un dato che gli operatori pubblicano e non è confrontabile a occhio, perché richiede di sommare gli inversi delle quote sul mercato prescelto. Chi gioca con continuità dovrebbe farlo una volta, su tre o quattro operatori, sul mercato che usa più spesso: è il controllo che sposta più denaro di qualunque bonus.

Il quinto, il più sottovalutato, è cosa succede quando qualcosa va storto. Una funzione di scansione del biglietto cartaceo — l’app Sisal permette di inquadrare con l’app una schedina giocata in negozio per sapere subito se è vincente, l’app SNAI verifica un biglietto inquadrando il QR Code, il Bet Scanner di Lottomatica fa lo stesso sui biglietti di punto vendita — non è un gadget per il confronto, ed è invece il segno di quanta parte del prodotto passa ancora dai punti vendita.

E il sesto, che nessun elenco può misurare: quanto è chiaro il linguaggio delle condizioni. Un operatore che scrive «bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €» sta dicendo in trenta parole tutto quello che serve sapere, compresa la parola che quasi nessuno mette: verificato. Uno che dice «fino a 5.000 €» ha detto la metà di quello che serve.

I dieci concessionari, uno per uno

Le schede che seguono seguono l’ordine dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. Ogni marchio è descritto per ciò che le sue condizioni e le schede delle sue app dichiarano, e ogni scheda si chiude con un giudizio, perché un confronto che si ferma ai dati lo deve fare il lettore da solo e non è il suo mestiere.

AdmiralBet: l’operatore che scrive le regole per intero

AdmiralBet è ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito AdmiralBet. È il marchio che in questo confronto documenta meglio il proprio impianto di protezione: le condizioni prevedono autoesclusione di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; uno aumentato dopo 7 giorni. Tre dimensioni di limite e tre orizzonti temporali è una configurazione più fine di quella che la maggior parte degli operatori descrive.

Il resto della scheda è un catalogo sportivo che non emerge dalle app con lo stesso dettaglio, e non è un difetto da poco: un operatore che scrive bene le condizioni di sicurezza non necessariamente scrive bene il palinsesto.

Il giudizio. Se il criterio è la trasparenza sugli strumenti di controllo, AdmiralBet è il termine di paragone del confronto: la finestra di sette giorni per alzare un limite e il limite indeterminato con revoca a nove mesi sono scritti in modo che un lettore possa capirli senza un avvocato. Il rovescio è che quella chiarezza non dice nulla su quote e mercati, e chi sceglie un bookmaker solo per il palinsesto non troverà qui l’argomento decisivo.

Planetwin365: il marchio che copre i campionati minori

Planetwin365 è ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. È l’operatore della scheda con la copertura di calcio più esplicitamente dettagliata: l’app copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Serie C e Coppa Italia sono la parte interessante. Chi segue il calcio minore sa che è lì che il palinsesto si assottiglia, e i bookmaker che vivono di scommesse di punta spesso lo trattano come riempitivo. Un’offerta che nomina esplicitamente la Serie C sta dichiarando di guardare a un pubblico che non è solo quello delle grandi partite. Il «più di 20 tipologie di sport» completa il quadro, ma è un numero dichiarato dall’operatore e vale come ordine di grandezza, non come elenco.

Il giudizio. Per chi gioca il campionato cadetto o la coppa nazionale, la copertura dichiarata è l’argomento che pesa più di qualunque bonus; per chi punta solo sui grandi appuntamenti, invece, Planetwin365 è una delle tante opzioni e non presenta elementi che la distinguano dalle altre.

Betfair: l’unico exchange nel confronto

Betfair è ADM n. 16028 di Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. È la scheda che nel confronto non ha paragoni diretti, perché il betting exchange è una categoria giuridica a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 ammettono le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, dove il giocatore può essere chi punta o chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto i due in forma anonima.

La parte sportiva visibile è quella classica: mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione di Betfair è poi indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario.

Il mercato dell’exchange non ha un margine nel senso in cui lo ha un bookmaker tradizionale: chi banca è un altro giocatore, e il concessionario guadagna dalla commissione. Chi arriva da un bookmaker classico impiega qualche sessione a capire che lì il prezzo non è imposto da nessuno.

Il giudizio. Il prodotto si giudica da sé: chi vuole bancare, o vuole un prezzo che non venga da una stanza sola, qui trova qualcosa che nessun altro nome della lista può offrire. Chi cerca il bonus di benvenuto più alto o il palinsesto più ricco di mercati secondari troverà altrove una gamma più vicina a quello che cerca.

StarCasinò: il casinò che ha aggiunto lo sport

StarCasinò è ADM n. 16026 di Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. Il nome dice già l’impostazione: la scheda dell’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il catalogo sportivo è dichiarato in termini generali: «principali eventi», «varie tipologie di scommessa». Non c’è un campionato nominato, non c’è un numero di eventi, non c’è un mercato specifico. In un confronto fra app questa è la differenza tra un operatore che vive di scommesse e uno per cui lo sport è un reparto accanto agli altri.

Il punto importante, però, è regolatorio e non commerciale: concessione e contenuto sono due cose separate. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e una riga sull’elenco non dice se il concessionario offra scommesse sportive, casinò o entrambi. StarCasinò compare in questo elenco perché ha una concessione e un sito .it, non perché sia un bookmaker sportivo.

Il giudizio. Chi apre il conto per il casinò e vuole scommettere la sera della partita trova qui un’offerta comoda e legittima; chi sceglie il bookmaker sulla profondità dei mercati calcistici guardi altrove, perché questa scheda non offre nemmeno gli elementi per fare il confronto.

NetWin: il bonus che dichiara i propri confini

NetWin è ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Vale la pena fermarsi su questa descrizione, perché è scritta meglio di quasi tutto quello che si legge in giro. Dice la natura dell’offerta — bonus reale, non free bet né rimborso; dice il tetto — 50 €; dice a chi è riservata — nuovi giocatori con conto verificato; dice il deposito minimo — 20 €. Tutte le condizioni che contano sono nella frase, e la parola «verificato» sta lì a ricordare che senza identificazione completa non c’è bonus.

Quello che non dice è quanto costi in requisiti di puntata. Nel caso di questo marchio i requisiti specifici non sono documentati, quindi il lettore deve cercarli nelle condizioni contrattuali prima di versare, non dopo. Con un tetto di 50 € l’esposizione è comunque contenuta.

Il giudizio. Un tetto a 50 € rende la cifra in gioco piccola e il rischio della prova modesto — è il tipo di offerta con cui si testa un operatore senza impegnarsi, a condizione di leggere i requisiti di puntata sul sito. Chi cerca un bonus di importo elevato non lo troverà qui, e non è un difetto: è una scelta di prodotto.

Sisal: la rete di negozi dentro il telefono

Sisal è ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal. È il marchio in cui il collegamento tra online e rete fisica è più sviluppato, e le app lo dimostrano: con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente.

La parte online è delle più ampie: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live dichiarati, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le scommesse su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app affianca alle scommesse l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte.

Poi c’è la parte che riguarda il conto e che vale per chi gioca da anni: per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. L’accesso dall’app può avvenire con Touch ID, e le scommesse si piazzano da mobile.

Il giudizio. Un operatore con una rete di negozi alle spalle offre qualcosa che un bookmaker solo online non può replicare: prelevare allo sportello o scansionare un biglietto cartaceo vale più di una quota nella vita di chi scommette da vent’anni. Il prezzo è un prodotto molto largo e per questo meno profondo sul singolo mercato di nicchia.

Goldbet: l’accesso con identità digitale

Goldbet è ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet.it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il dettaglio che pesa più della lista dei tipi di giocata è l’identificazione: Goldbet è indicato tra gli operatori che offrono l’accesso anche tramite CIE oltre che con SPID, attraverso un fornitore SPID. Con SPID e CIE l’identità viene validata una volta sola; senza, il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Chi apre più conti per confrontare i palinsesti sa quanto questo cambi la settimana.

La descrizione del palinsesto è la più generica del confronto — «tutti i campionati di calcio», senza nominarne uno — e su un elenco di dieci schede questa è un’informazione, non un vuoto: dice che l’operatore non ha un campionato su cui vuole essere identificato.

Il giudizio. La partita si gioca sulla procedura: un’identificazione digitale che toglie di mezzo il documento e i trenta giorni di validazione è un vantaggio concreto per chi gestisce più conti, mentre il catalogo sportivo, così come descritto, non offre appigli per preferirlo a un altro.

BetFlag: l’apertura del conto come criterio

BetFlag è ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., sul sito BetFlag. Il marchio costruisce la propria procedura di apertura su più strade: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Sul fronte promozionale il suo Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un tetto molto diverso da quello di NetWin e va letto con attenzione: un massimo di 5.000 € non significa che tutti ricevano quella cifra, significa che l’offerta è proporzionale a quanto si versa. Il rapporto tra un bonus del 100 % e un requisito di puntata è la cosa che decide il valore reale, e nel caso di questo marchio il requisito non è documentato: chi vuole verificarlo lo cerchi nelle condizioni prima del primo versamento.

C’è anche un elemento di ordine generale che vale la pena ripetere qui perché tocca la procedura: l’identificazione è una condizione del conto, non un passaggio facoltativo, e senza completarla il conto viene sospeso con i prelievi bloccati.

Il giudizio. Il marchio è interessante per chi vuole un’apertura del conto senza attriti e una spesa promozionale proporzionata al proprio deposito; il tetto a 5.000 € è una vetrina, non una promessa, e chi si aspetta un bonus small non cambi idea. Il vero discrimine resta il requisito di puntata, che va letto prima.

Eurobet: il palinsesto più largo del confronto

Eurobet è ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet. La sua scheda è la più estesa del confronto in fatto di discipline: l’app copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Questa ampiezza ha un prezzo che conviene nominare: su dieci o venti discipline diverse il margine medio sale, perché la concorrenza di prezzo si concentra sui mercati di punta. Non è una colpa di Eurobet, è la struttura del mercato: i mercati che nessuno confronta sono quelli che l’operatore prezza con più libertà. Chi cerca scacchi o elezioni accetta, di fatto, di pagare quel servizio.

La gestione del conto dall’app è completa: si giocano singole, multiple e sistemi, le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets, e dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi. Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate (Campionato, Big Match, Derby), corse di cavalli in galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0.

Il giudizio. Chi cerca una disciplina che i bookmaker generalisti non prezzano — o chi vuole un unico conto per sport, spettacolo e politica — trova qui la copertura più larga della lista, e la paga nel margine sui mercati meno battuti. Per il solo calcio di punta è una scelta come le altre.

Lottomatica: pagamenti e virtuali

Lottomatica è ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica.it. La coincidenza societaria con Goldbet è il dato più curioso della lista: due marchi distinti, due concessioni distinte — n. 16009 e n. 16010 — e un solo titolare. È esattamente ciò che significa «concessione per sito»: la stessa società può gestire più piattaforme con codici diversi, e il marchio che appare al giocatore non è il soggetto che risponde ad ADM.

Sul prodotto, l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita mentre si gioca live. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password, e la funzione Bet Scanner permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. I Virtuali comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio.

I pagamenti meritano una nota perché in Italia non sono tutti uguali. Esistono i punti vendita ricariche disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro che costa 100 € l’anno — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo. Chi usa PostePay o PayPal salta quel passaggio, e chi ha bisogno di versare contanti ha una capienza settimanale precisa da tenere a mente.

Il giudizio. Il marchio è la scelta naturale per chi vuole gestire il conto con carte prepagate ed e-wallet senza passare dal tabaccaio; la doppia concessione sotto un unico titolare, poi, è una lezione di struttura del mercato italiano che vale più di una riga di classifica.

Domande frequenti su elenco e concessioni

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM: ogni riga porta un codice da 16000 a 16051 e un sito .it, e la concessione vale per quel sito. Poi si confronta con la concessione e la società dichiarate dall’operatore nelle proprie condizioni. La presenza sull’elenco non dimostra da sola che il sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota: a quota 2,00, 10 € rendono 20 €. Il guadagno netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico, che sale in fretta e nasconde un margine altrettanto crescente.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti di uno stesso mercato. Con due esiti a 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526: il bookmaker restituisce circa il 95 % di quanto raccolto e trattiene intorno al 5 %. Sui mercati secondari la banda sale, in genere verso l’8-12 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la legge impone al concessionario di offrire limiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. AdmiralBet, per esempio, chiede limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco, giornalieri, settimanali e mensili.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica — 24,5 % a distanza sulla differenza tra giocate e vincite — è versata dall’operatore. È una ricostruzione della stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione conviene un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione ADM?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un autoescluso resta esposto; non ha gli obblighi di limite che la legge impone ai concessionari; è soggetto all’oscuramento; e ADM richiama l’art. 4 della Legge 401/1989, che sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari. Le vincite andrebbero inoltre dichiarate come redditi diversi.

Il conto alla fine: due strade, e la scelta che spetta al lettore

Un elenco di bookmaker ha un valore preciso e un limite preciso. Il valore è la verificabilità: la concessione è pubblica, il codice è un numero che si controlla in un minuto, e il confronto fra chi ce l’ha e chi no non ammette sfumature. Il limite è che il resto — quote, margine, larghezza del palinsesto, tempi di prelievo, chiarezza delle condizioni — non è altrettanto controllabile dall’esterno, e richiede di leggere documenti che nessuno legge volentieri.

La scelta vera, in Italia, resta binaria. Da un lato un concessionario ADM: RUA, supervisione dell’autorità, strumenti di autoesclusione e limite obbligatori, tassazione che non tocca il giocatore, una sede legale italiana davanti a cui far valere un diritto. Dall’altro un operatore senza concessione: più economico per chi lo gestisce, oscurabile, privo di RUA, e con il richiamo dell’art. 4 della Legge 401/1989 che riguarda il giocatore stesso. Non è una differenza di stile.

Il margine è il numero da tenere a mente quando si sceglie dentro il primo gruppo. Intorno al 5 % su un mercato a due esiti di punta, molto di più sui mercati di nicchia: significa che il bookmaker «migliore» non esiste in assoluto, esiste il bookmaker migliore per il mercato che si gioca davvero. Chi punta l’1X2 può cambiare operatore quasi a piacere; chi insegue il marcatore, il cartellino o una disciplina di nicchia paga una differenza che vale il tempo di un controllo.

E c’è la parte che nessun confronto può fare al posto del lettore: quanto si intende giocare. I tre limiti che AdmiralBet chiede di impostare in registrazione, i sette giorni per alzarli, l’autoesclusione che dal registro unico spegne tutte le piattaforme autorizzate — sono strumenti, non divieti, e servono esattamente nella misura in cui vengono impostati prima. Il resto dell’elenco è comparazione. Questa parte è decisione, e resta dove deve stare.

Se il gioco smette di essere un gioco, il Telefono Verde Nazionale per il gioco d’azzardo risponde al numero 800 55 88 22, indicato anche dagli operatori per i residenti in Italia. Le strutture del servizio sanitario pubblico per la dipendenza da gioco sono il canale ordinario, e sono gratuite.

Preparato dagli editori di «Coppanazionale».

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